Sport

Milan, segnale di compattezza da Milanello. Vertice su finale stagione e piani futuro

Marco Fassone (agf)
Riunione tra Fassone, Mirabelli e Gattuso. I tre hanno fatto il punto sul finale di stagione e iniziato a programmare la prossima stagione. Decisivo non lasciarsi sfuggire la qualificazione in Europa League - ora la squadra è settima - e approcciare nel modo migliore la finale di Coppa Italia
2 minuti di lettura
MILANO - Un incontro a tre a Milanello per cercare di lasciarsi alle spalle le voci degli ultimi giorni. Questa mattina nel centro sportivo rossonero è andata in scena una riunione tra Marco Fassone, Massimiliano Mirabelli e Rino Gattuso. Amministratore delegato, direttore sportivo e allenatore hanno fatto il punto sul finale di stagione e iniziato a programmare la prossima stagione. Decisivo non lasciarsi sfuggire la qualificazione in Europa League - ora la squadra è settima - e approcciare nel modo migliore la finale di Coppa Italia. Dopo circa due ore Fassone ha lasciato Milanello. Mirabelli invece è rimasto nel centro sportivo.
 
SEGNALE DI COMPATTEZZA - Non sfugge la tempistica: appuntamento a cinque giorni dalla clamorosa sconfitta casalinga con il Benevento e dopo le voci su una possibile uscita di scena di Mirabelli in caso di ulteriori modifiche dell'assetto societario. L'incontro sembra fatto apposta per dare un segnale di compattezza interno all'ambiente rossonero. Gli ultimi mesi hanno lasciato la sensazione di qualche divisione. Sul rinnovo del contratto di Gattuso, ad esempio, Fassone è sembrato più defilato rispetto a Mirabelli prima dell'annuncio ufficiale. Sarà invece il ds a dover rispondere delle scelte di mercato della scorsa estate nel momento in cui saranno effettuati i bilanci di fine stagione. La situazione è talmente in evoluzione a livello societario e proprietario da impedire la formazione di certezze granitiche sulle singole posizioni. E un flop a livello sportivo da qui a metà maggio potrebbe provocare qualche conseguenza viste le aspettative iniziali.
 
DAL CAMPO ALLA FINANZA - Di sicuro il ridimensionamento degli obiettivi ha già prodotto un effetto tangibile a livello finanziario. Di fatto il rinvio da ottobre 2018 a giugno 2019 del rimborso di una parte (12 milioni) del bond da 50 milioni, sottoscritto con Elliott un anno fa, fotografa le conseguenze sul faraonico mercato 2017 della mancata qualificazione in Champions League. Secondo i piani originari il disavanzo di 160 milioni tra entrate e uscite avrebbe dovuto essere colmato in tre rate uguali: la prima da 50 milioni garantita dal bond, le successive due grazie ai ricavi assicurati dalla Champions (in origine il deficit previsto avrebbe dovuto essere pari a 150 milioni). Visto che quell'obiettivo è sfumato, il Milan ha dovuto rivedere i calcoli economici. E il rinvio della scadenza di 12 milioni rappresenta la presa d'atto del differenziale economico del ridimensionamento dei ricavi futuri tra Champions ed Europa League.
 
SEGNALE ALLA UEFA - E' anche un segnale inviato alla Uefa in ottica "settlement agreement" perché dimostra che il Milan, a questo punto, intende fare fronte ai differenti scenari sportivi senza scommesse al buio. Un'altra dimostrazione di supporto da parte di Elliott dopo la documentazione prodotta dal Milan davanti alla Uefa sul sostegno economico dell'hedge fund in caso di carenze da parte di Yonghiong Li. Senza dimenticare che questo rinvio consente margini di manovra superiori sul prossimo mercato al di là delle cessioni eccellenti: primo indiziato Donnarumma con contatti in ottica PSG.
I commenti dei lettori