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Milan, André Silva: "Difficile adattarsi allo stile di vita, ma guardo avanti"

Il portoghese rivela le difficoltà della stagione in rossonero. Ora il club spera di poterlo cedere recuperando i 42 milioni dell'acquisto

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MILANO - E' stata una delle più grandi delusioni della stagione milanista: André Silva, pagato ben 42 milioni al Porto e mai davvero protagonista tranne che nelle partite più agevoli di Europa League. Non a caso nel finale di stagione Gattuso ha regolarmente preferito, nelle gerarchie dell'attacco, Kalinic e Cutrone.
 
AMBIENTAMENTO DIFFICILE - L'attaccante portoghese ammette di avere incontrato alcune difficoltà di ambientamento al calcio italiano: "La preparazione fisica diversa non è importante, perché sono forte da quel punto di vista - ha detto nel corso di un'intervista a Forza Milan - la difficoltà principale è adattarsi allo stile di vita, al cambiamento di abitudini: la lingua, le persone, la squadra. Non sono italiano e sono qua da solo, parlo solo il portoghese mentre gli altri parlano italiano e molti in spagnolo". Nelle parole di Andrè Silva si avverte una certa nostalgia per il Portogallo: "E' la prima volta che vivo lontano dal mare e dalla spiaggia. Sono abituato a respirare il sale. Passeggiavo o andavo in bicicletta sul litorale, ma le cose cambiano e bisogna sempre guardare avanti. Da Portogallo mi manca la mia famiglia, molto numerosa". Ora obiettivo Mondiale con il Portogallo. La competizione in Russia potrebbe aiutare il Milan a cedere il giocatore senza scendere troppo sotto quota 42 milioni. L'impresa sarà comunque resa più agevole dal network dell'agente Jorge Mendes che è maestro in questo genere di operazioni, visto il numero di club che lo consultano per le strategie di mercato.
 
FLOP EMBLEMATICO - L'operazione Andrè Silva è lo specchio della gestione di questa prima stagione rossonera del duo Fassone-Mirabelli: una somma ingente spesa per un giocatore che ha reso pochissimo. Una frazione dei 240 milioni investiti sul mercato la scorsa estate senza un adeguato ritorno (al di là del promettente girone di ritorno concluso con un bottino di punti inferiore solo a quello di Juventus e Napoli). Anche questo tipo di analisi entra in gioco in sede di bilancio complessivo della stagione, adesso che si approssima la possibile stangata della Camera Giudicante dell'Uefa per il fairplay finanziario. Al di là dei problemi strutturali della proprietà e finanziari legati al maxi-debito in scadenza a ottobre, c'è anche una componente legata alle scelte di gestione della nuova dirigenza. I conti del club risentono anche della faraonica campagna acquisti di un anno fa, tra cartellini e un paio di ingaggi molto pesanti (Donnarumma e Bonucci). Investimenti che non hanno prodotto la qualificazione in Champions League. Sono discorsi che possono essere fatti anche in sede di consiglio di amministrazione perché hanno un impatto diretto sulla situazione economica del club su punti sensibili per la valutazione Uefa.
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