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Milan, Gattuso: "Abbiamo tutto, manca solo la tranquillità societaria"

Nel primo giorno del ritiro il tecnico ammette le problematiche relative al club: "Sono stati 50 giorni non facili. Ogni sera scaricavo la batteria del telefono parlando con Mirabelli, ma il club non ci ha mai fatto mancare nulla"

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MILANO - Impossibile fare finta di niente. Il Milan si raduna nel giorno che sancisce di fatto l’uscita di scena di Yonghong Li, sostituito nel controllo del club dal fondo Elliott. Le vicende proprietarie aleggiano sul centro sportivo di Carnago. Clima completamente differente rispetto all’inizio del ritiro di un anno fa, caratterizzato da un entusiasmo dilagante.
 
TRANQUILLITA’ MANCANTE - Gattuso fotografa la situazione senza nascondersi, con la sua consueta sincerità: “Dico la verità. Sono stati 50 giorni non facili. Ogni sera scaricavo la batteria del telefono parlando con Mirabelli. Ma nella mia carriera da allenatore ho passato di peggio. La società ha avuto tante problematiche anche se non ci ha fatto mancare nulla. Anche se, con un presidente non a stretto contatto con la squadra, tutto diventa più difficile. Sarebbe importante trovare la tranquillità societaria. Non ci manca nulla, ma la tranquillità aiuta. A me fa piacere sentire che tanti mi considerano importante per questo Milan. Sento questa pressione ed è un grande onore. Ma io da solo posso fare ben poco”.
 
OBIETTIVI IN SECONDO PIANO - Difficile fare programmi in questa situazione: “Non abbiamo ancora parlato degli obiettivi della prossima stagione. Ci sono cose più importanti degli obiettivi”. L’allenatore rossonero teme anche ripercussioni nel rapporto con la squadra: “Mi preoccupa essere credibile nel quotidiano quando devo andare a pizzicare qualche giocatore sull’orgoglio. Dobbiamo prepararci come se fossimo sicuri di giocare l’Europa League. Poi il 19 luglio vedremo cosa dice il Tas. E comunque non dobbiamo avere alibi. Dobbiamo ripartire con entusiasmo. Sudare e lavorare. Questa squadra ha una buona base”.
 
UN’ALA E UN VICE-KESSIE’ - Il mercato è ancora legato alle variabili societarie: “Cerchiamo un attaccante esterno e una mezzala come Kessié per avere un’alternativa. Come prime punte invece siamo apposto. Abbiamo quattro centravanti: Kalinic, Cutrone, André Silva e Bacca. Zazza? Abbiamo già Cutrone con quelle caratteristiche”. Il ds Mirabelli cerca di trovare motivi di ottimismo: “Voglio pensare positivo Questo gruppo con Gattuso nel girone di ritorno è arrivato 3°. Parlerà il campo. Qualcosa faremo sul mercato. Ancora non sappiamo se faremo l’Europa League. Escluso che Suso andrà all’Inter. Non dobbiamo per forza fare cessioni importanti, a meno che qualcuno venga a chiedercelo. Per ogni rinforzo abbiamo dieci scelte. Spero di non dare a Rino l’11esima”. 
 
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