Milan-Fiorentina 0-1, Chiesa mette nei guai Gattuso
di ENRICO CURRO'I rossoneri scivolano in casa e perdono il quarto posto. Terza gara di campionato senza fare gol per i rossoneri, fischiati dal pubblico
MILANO - La sconfitta in casa con la Fiorentina, per quanto immeritata nella sostanza e figlia di un'emergenza costante con pochi paragoni nella storia del campionato, spinge indietro il Milan nella corsa alla Champions League: scavalcato dalla Lazio al quarto posto, oggi ne è fuori. E' bastato un guizzo di Chiesa, uno tra i pochi in campo con qualità tecniche al di sopra della media, per offrire la vittoria a una squadra molto compatta, che scala la classifica forse anche al di là delle proprie speranze: un tiro e un gol. Gattuso ha affrontato l'emergenza totale a centrocampo (Kessié, Bakayoko e Bertolacci i tre indisponibili di giornata, in aggiunta a quelli cronici Biglia e Bonaventura) senza rinunciare al 4-3-3, il sistema di gioco prediletto, ripristinato dopo gli inciampi di Atene e Bologna, dove il ricorso alla coppia di punta Higuain-Cutrone era stato improduttivo.
HIGUAIN SPUNTATO - Il Milan ha dunque schierato in mediana, alle spalle …
HIGUAIN SPUNTATO - Il Milan ha dunque schierato in mediana, alle spalle …
MILANO - La sconfitta in casa con la Fiorentina, per quanto immeritata nella sostanza e figlia di un'emergenza costante con pochi paragoni nella storia del campionato, spinge indietro il Milan nella corsa alla Champions League: scavalcato dalla Lazio al quarto posto, oggi ne è fuori. E' bastato un guizzo di Chiesa, uno tra i pochi in campo con qualità tecniche al di sopra della media, per offrire la vittoria a una squadra molto compatta, che scala la classifica forse anche al di là delle proprie speranze: un tiro e un gol. Gattuso ha affrontato l'emergenza totale a centrocampo (Kessié, Bakayoko e Bertolacci i tre indisponibili di giornata, in aggiunta a quelli cronici Biglia e Bonaventura) senza rinunciare al 4-3-3, il sistema di gioco prediletto, ripristinato dopo gli inciampi di Atene e Bologna, dove il ricorso alla coppia di punta Higuain-Cutrone era stato improduttivo.
HIGUAIN SPUNTATO - Il Milan ha dunque schierato in mediana, alle spalle del tridente Suso-Higuain-Castillejo, un terzetto del tutto inedito: Mauri regista, il terzino Calabria adattato a interno destro e Çalhanoglu arretrato sul centro-sinistra. Pioli gli ha risposto con una squadra a specchio, in cui il centravanti Simeone era affiancato da Chiesa a destra e Mirallas a sinistra. Si profilava una partita aperta proprio per le numerose incognite, legate in particolare al rendimento dei due centravanti argentini, il veterano Higuain travolto dalle critiche e l'aspirante campione Simeone, figlio d'arte ugualmente censurato in questa stagione. Nessuno dei due ha brillato. Ma è stato Higuain, in particolare, ad attirarsi nuove critiche: è anche utilmente arretrato ad aiutare i compagni nella costruzione del gioco e sui calci piazzati, però ha fatto più o meno il solletico alla Fiorentina.
LO SCIAGURATO HAKAN - Gattuso, nell'argomentare la predilezione per il centrocampo a tre, ha spesso spiegato che permette una migliore copertura del campo e una maggiore efficacia offensiva, grazie agli inserimenti più continui e alla presenza di giocatori in grado si sovrapporsi ripetutamente sulle fasce. Nel primo tempo la teoria si è tradotta in pratica, malgrado gli ostacoli: le assenze, qualche ovvia difficoltà nel palleggio e gli scatti non proprio letali di Higuain. La regia di Mauri, preferito a Montolivo, è stata virtuosa. Ma Çalhanoglu, smarcato per tre volte al tiro, ha mancato sempre il gol: allo sciagurato Egidio, il Calloni dell'iconografia milanista, si aggiunge ormai lo sciagurato Hakan. Sono state in particolare le ultime due occasioni a spingere i milanisti a commenti non esattamente benevoli verso il numero 10 turco. Al 18' si è liberato in area, vincendo un rimpallo con Milenkovic, ma il destro è stato assai scentrato. E poco prima dell'intervallo si è ritrovato il pallone giusto per battere Lafont, ma sulla linea Milenkovic ha spinto via il rasoterra. Un'altra opportunità per l'1-0 era capitata a Rodriguez, su percussione di Calabria, mediano istintivo nelle incursioni: prontissimi i riflessi di Lafont sul diagonale.
LAMPO A SAN SIRO - La Fiorentina si è soprattutto difesa, approfittando della scarsa ispirazione di Higuain, sul quale il connazionale Pezzella ha applicato una marcatura ruvida quanto soffocante. Dall'inizio del secondo tempo i verdi - l'accantonamento della maglia viola ha prodotto la bizzarria cromatica - hanno scelto di attaccare un po' di più. Una girata alta di Mirallas, sotto la Curva Sud, ha dimostrato che il progetto poteva anche funzionare. Tuttavia il Milan ha a sua volta continuato a cercare il gol, sia pure con azioni sincopate, che scontavano la giornata grigia di Castillejo e facevano leva soprattutto sull'inventiva di Suso. Il genietto ha sfornato prima un triplo slalom in area, con sinistro finale troppo sul portiere invece del cross dal fondo, e poi un cross per la testata di Higuain: Lafont l'ha allungata in corner. Dopo un'ora Pioli, avendo constatato l'inconsistenza di Mirallas, lo ha rimpiazzato con Gerson. La replica di Gattuso, l'inserimento contemporaneo di Cutrone e Laxalt per Mauri e Castillejo, ha disegnato un 4-4-2 con Cutrone accanto a Higuain e la linea a quattro Suso-Calabria-Çalhanoglu-Laxalt. La mossa è nata anche dal vistoso affaticamento di Mauri. Il lampo che ha spezzato l'equilibrio è stato il primo di Chiesa: conversione da sinistra, finta a sbilanciare Calabria, e destro a uscire che ha sorpreso Donnarumma.
ASSALTO INUTILE - Al 33' Vitor Hugo, già ammonito, è stato graziato da Mariani per una scomposta entrata a centrocampo su Calabria. Il Milan ha provato ad attaccare in maniera ragionata, senza frenesia, ma la situazione di vantaggio ha permesso alla Fiorentina di intasare gli spazi. Gattuso ha perciò tentato la mossa estrema: Conti, che non giocava dal settembre 2017, al posto di Abate. Il rinnovato assalto ha fruttato subito un colpo di testa di Rodriguez, alzato in corner da Lafont, inducendo Pioli al classico infoltimento difensivo: Laurini per Benassi e linea a cinque. La metamorfosi si è completata con la staffetta Simeone-Piaca. Il Milan era votato allo sbilanciamento: una necessità, per cercare almeno il pareggio nei 4' di recupero. Lo ha fallito Cutrone, con un precipitoso destro al volo. I giocatori della Fiorentina hanno raccolto gli applausi dei loro ultrà, radunati nel terzo anello della Curva Nord. Quelli del Milan, invece, si sono presi i fischi per la terza consecutiva partita in campionato senza gol, per l'ennesima occasione mancata e per una classifica di nuovo malinconica
HIGUAIN SPUNTATO - Il Milan ha dunque schierato in mediana, alle spalle del tridente Suso-Higuain-Castillejo, un terzetto del tutto inedito: Mauri regista, il terzino Calabria adattato a interno destro e Çalhanoglu arretrato sul centro-sinistra. Pioli gli ha risposto con una squadra a specchio, in cui il centravanti Simeone era affiancato da Chiesa a destra e Mirallas a sinistra. Si profilava una partita aperta proprio per le numerose incognite, legate in particolare al rendimento dei due centravanti argentini, il veterano Higuain travolto dalle critiche e l'aspirante campione Simeone, figlio d'arte ugualmente censurato in questa stagione. Nessuno dei due ha brillato. Ma è stato Higuain, in particolare, ad attirarsi nuove critiche: è anche utilmente arretrato ad aiutare i compagni nella costruzione del gioco e sui calci piazzati, però ha fatto più o meno il solletico alla Fiorentina.
LO SCIAGURATO HAKAN - Gattuso, nell'argomentare la predilezione per il centrocampo a tre, ha spesso spiegato che permette una migliore copertura del campo e una maggiore efficacia offensiva, grazie agli inserimenti più continui e alla presenza di giocatori in grado si sovrapporsi ripetutamente sulle fasce. Nel primo tempo la teoria si è tradotta in pratica, malgrado gli ostacoli: le assenze, qualche ovvia difficoltà nel palleggio e gli scatti non proprio letali di Higuain. La regia di Mauri, preferito a Montolivo, è stata virtuosa. Ma Çalhanoglu, smarcato per tre volte al tiro, ha mancato sempre il gol: allo sciagurato Egidio, il Calloni dell'iconografia milanista, si aggiunge ormai lo sciagurato Hakan. Sono state in particolare le ultime due occasioni a spingere i milanisti a commenti non esattamente benevoli verso il numero 10 turco. Al 18' si è liberato in area, vincendo un rimpallo con Milenkovic, ma il destro è stato assai scentrato. E poco prima dell'intervallo si è ritrovato il pallone giusto per battere Lafont, ma sulla linea Milenkovic ha spinto via il rasoterra. Un'altra opportunità per l'1-0 era capitata a Rodriguez, su percussione di Calabria, mediano istintivo nelle incursioni: prontissimi i riflessi di Lafont sul diagonale.
LAMPO A SAN SIRO - La Fiorentina si è soprattutto difesa, approfittando della scarsa ispirazione di Higuain, sul quale il connazionale Pezzella ha applicato una marcatura ruvida quanto soffocante. Dall'inizio del secondo tempo i verdi - l'accantonamento della maglia viola ha prodotto la bizzarria cromatica - hanno scelto di attaccare un po' di più. Una girata alta di Mirallas, sotto la Curva Sud, ha dimostrato che il progetto poteva anche funzionare. Tuttavia il Milan ha a sua volta continuato a cercare il gol, sia pure con azioni sincopate, che scontavano la giornata grigia di Castillejo e facevano leva soprattutto sull'inventiva di Suso. Il genietto ha sfornato prima un triplo slalom in area, con sinistro finale troppo sul portiere invece del cross dal fondo, e poi un cross per la testata di Higuain: Lafont l'ha allungata in corner. Dopo un'ora Pioli, avendo constatato l'inconsistenza di Mirallas, lo ha rimpiazzato con Gerson. La replica di Gattuso, l'inserimento contemporaneo di Cutrone e Laxalt per Mauri e Castillejo, ha disegnato un 4-4-2 con Cutrone accanto a Higuain e la linea a quattro Suso-Calabria-Çalhanoglu-Laxalt. La mossa è nata anche dal vistoso affaticamento di Mauri. Il lampo che ha spezzato l'equilibrio è stato il primo di Chiesa: conversione da sinistra, finta a sbilanciare Calabria, e destro a uscire che ha sorpreso Donnarumma.
ASSALTO INUTILE - Al 33' Vitor Hugo, già ammonito, è stato graziato da Mariani per una scomposta entrata a centrocampo su Calabria. Il Milan ha provato ad attaccare in maniera ragionata, senza frenesia, ma la situazione di vantaggio ha permesso alla Fiorentina di intasare gli spazi. Gattuso ha perciò tentato la mossa estrema: Conti, che non giocava dal settembre 2017, al posto di Abate. Il rinnovato assalto ha fruttato subito un colpo di testa di Rodriguez, alzato in corner da Lafont, inducendo Pioli al classico infoltimento difensivo: Laurini per Benassi e linea a cinque. La metamorfosi si è completata con la staffetta Simeone-Piaca. Il Milan era votato allo sbilanciamento: una necessità, per cercare almeno il pareggio nei 4' di recupero. Lo ha fallito Cutrone, con un precipitoso destro al volo. I giocatori della Fiorentina hanno raccolto gli applausi dei loro ultrà, radunati nel terzo anello della Curva Nord. Quelli del Milan, invece, si sono presi i fischi per la terza consecutiva partita in campionato senza gol, per l'ennesima occasione mancata e per una classifica di nuovo malinconica