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Milan, Leonardo: ''Mai pensato di cambiare Gattuso, ma ora serve una reazione''

Gennaro Gattuso (ansa)
La società ribadisce la fiducia al tecnico, chiede un cambio di passo alla squadra a partire dalla sfida con la Spal e chiarisce: ''Da Uefa lettera dopo l'acquisto di Paquetà, sarà un mercato di opportunità. Higuain non andrà via a gennaio". L'allenatore sui cori a Koulibaly: ''Giusto fermarsi, sarebbe bello che applausi coprissero buu"
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MILANO - Dopo un lungo silenzio, che iniziava a diventare sospetto in una fase così delicata, il Milan fa sentire la sua voce a prescindere dalle parole di Gattuso. Alla vigilia della partita con la Spal, snodo obbligato per una reazione della squadra dopo quattro partite consecutive senza gol in campionato, Leonardo e Maldini cercano di fare chiarezza.
 
NO A PIANI ALTERNATIVI - I due dirigenti a Milanello assicurano che non esiste la possibilità di un esonero di Gattuso: "Non esiste un piano alternativo, siamo in corsa per il nostro obiettivo che è quello di entrare in Champions League", spiegano i due responsabili dell'area tecnica che però chiedono un cambio di marcia contro la Spal: "Serve una reazione, bisogna morire sul campo". La pausa invernale, successiva alla partita con i ferraresi, sarà l'occasione per effettuare ulteriori valutazioni, ma al momento Leonardo e Maldini negano che sia alle viste un cambio in panchina. E non ci sarà da aspettarsi un grande mercato di gennaio: "Non possiamo pensare che arriveranno dieci giocatori. La Uefa ci controlla a ogni passo. Ci ha mandato una lettera dopo la notizia dell'acquisto di Paquetà per chiederci informazioni dettagliate. Sarà un mercato di opportunità".
 
APPELLO AI GIOCATORI - La sessione di gennaio quindi sarà in linea con quella estiva che si è chiusa quasi a saldo zero. Saranno necessarie cessioni per acquistare. "E qui resterà solo chi vuole rimanere, altrimenti via", dice Leonardo che, insieme a Maldini, chiede ai giocatori di non limitarsi al compitino: "In certi momenti bisogna fare qualcosa di straordinario per far vedere che la squadra non è convinta di essere da 6° posto". Viene subito in mente il rendimento deludente di Higuain: "Ma non esiste parlare di una sua cessione a gennaio. Lui non ci ha chiesto di andare via e nessuno ci ha fatto offerte".
La richiesta all'ambiente è quella di stringersi intorno alla squadra con una forza emozionale che tenga conto del periodo appena trascorso: i pesanti passivi degli ultimi anni di Berlusconi che ora gravano sul fairplay, i cambi di proprietà, la transizione misteriosa con Yonghong Li e l'ingresso di Elliott in pegno dopo il default del precedente presidente cinese. Leonardo cita come modello da seguire l'attaccamento di San Siro pieno per Milan-Cavese in Serie B: "Serve l'unione di tutti".
 
CHIUDERE GLI SPIFFERI - Poco prima aveva parlato Gattuso in conferenza stampa: "Siamo come una famiglia dentro casa con troppi spifferi che arrivano da fuori. Dobbiamo fare in modo che faccia meno freddo. In caso di vittoria con la Spal, gireremmo alla boa dell'andata a 31 punti. Solo una volta negli ultimi 7 anni il Milan ha chiuso con più punti. E' dal 31 luglio che sento dire che dobbiamo andare via. Sento la fiducia della società. So di parlare con dirigenti che sono persone perbene e non mi dicono nulla di quello che leggo. Ma i giocatori non devono pensare a queste cose. Devono solo dare il massimo. E questo non è il momento peggiore da quando alleno il Milan. Il momento peggiore è coinciso con la sconfitta di Verona un anno fa. Quella squadra non aveva né capo né coda. Adesso siamo in linea con il nostro obiettivo. Nelle scorse stagioni il Milan arrivava alla volata finale con 15 punti di ritardo dalla zona Champions. Noi questa volta vogliamo arrivare in primavera ancora in corsa".
 
REAZIONE CONTRO I RAZZISTI - Gattuso lancia una proposta dopo i fatti di Inter-Napoli: "Di primo acchito direi che è giusto sospendere le partite di fronte a certi episodi come propone Ancelotti. E penso che, se inizia un allenatore, poi sarà più facile farlo anche per tutti gli altri. Ma non tiriamoci troppe martellate pensando che siamo l'unico posto dove succedono queste cose. Ho visto Paesi dove hanno tirato le banane in campo. Pensate che bello sarebbe se gli altri 50.000 spettatori allo stadio coprissero i buu con i loro applausi indirizzati al giocatore colpito. Sarebbe una grande bravura utile a silenziare gli imbecilli. Anche se per me c'è tanta stupidità in questi gesti, non è per forza razzismo. Un colosso come Koulibaly fa paura e questa gente non si rende conto di quello che fa con quei buu".
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