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Milan, Gattuso: "Non mi fido della Roma, sarà partita difficile"

Il tecnico prima della partita dell'Olimpico. "Dopo il mercato siamo più forti con Paquetà e Piatek"

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MILANO - Il Milan si rituffa in campionato, dopo l'ottima prestazione in Coppa Italia contro il Napoli. Ad attendere la squadra rossonera c'è uno spareggio per la difesa del 4° posto all'Olimpico con la Roma che insegue ad appena un punto di distacco dai rossoneri in classifica. E quindi ha la possibilità di effettuare il sorpasso.

Gattuso, la vittoria sul Napoli dà la carica giusta per affrontare questa partita?
"Dobbiamo cavalcare l'onda e prolungare questo entusiasmo. La Roma viene da un periodo non positivo, ma ha grandi giocatori. E' la squadra che tira più in porta del campionato. E in casa segna tantissimo. Sarà una partita difficile. Ma ormai saranno tutte così se vogliamo centrare il nostro obiettivo. Dobbiamo arrivare alle ultime 6-7 partite in piena lotta per la Champions".

Vede qualche problema in questo momento positivo?
"Dobbiamo pensare al bene della squadra e lavorare con professionalità. Non voglio vedere musi lunghi da parte di chi gioca poco. Nessuno deve pensare al suo orticello. In questa fase questa è la componente più difficile del mio lavoro: la gestione del gruppo, riuscire a fare stare tutti sul pezzo. Ma è il mio mestiere. Bisogna essere credibili".

Il Milan esce più forte da questo mercato?
"Sì, Abbiamo preso due giocatori importanti come Paquetà e Piatek. E tra poco torneranno infortunati come Biglia e Caldara che equivarranno a nuovi acquisti".

Però non è arrivato l'attaccante esterno che cercavate.
"Ci abbiamo pensato. Ma avrebbe dovuto essere un giocatore in grado di farci fare un salto di qualità incredibile. E non abbiamo trovato questo profilo. Non volevamo cambiare tanto per cambiare".

Mercato a parte, lei si sente un valore aggiunto del Milan? Le critiche nei suoi confronti sono molto diminuite.
"Non mi sento nulla. Bastano due prestazioni così così nei prossimi quindici giorni e torno a essere considerato un incapace. Ormai è così. Fa parte del nostro mestiere. Hanno massacrato Ancelotti dopo tutto quello che ha fatto nella sua carriera. Ma non mi interessa. Io penso a gestire lo spogliatoio e a quello che vado a proporre durante la settimana".

Piatek in campo deve essere libero di fare quello che vuole?
"L'espressione 'quello che vuole' non mi piace. Ma sicuramente bisogna lasciarlo libero di seguire il suo istinto. Bisogna lasciarlo stare sui movimenti. Invece bisogna dargli qualche informazione sulla fase difensiva e sul pressing".

Può giocare insieme a Cutrone?
"Sono due attaccanti che possono giocare insieme. Però bisogna valutare tanti altri fattori: centrocampo a quattro, oppure a tre con un trequartista, quanta strada dovrebbero fare gli interni di centrocampo. A me non è che non piaccia l'idea di due attaccanti, ma bisogna vedere se è funzionale a un certo tipo di gioco. Anche a me dispiace lasciare fuori Cutrone in qualche partita".

In questo momento il Milan può fare a meno di Bakayoko?
"No, deve rimanere al Milan. Ha grandissime doti tecniche. Poi è chiaro che io non tengo la contabilità delle questioni economiche e finanziarie. E' un giocatore che ci sta dando tanto ed è fondamentale per noi".

Come sta la squadra fisicamente?
"Stiamo bene. E spesso l'entusiasmo ti porta a fare qualcosa in più. Sapevamo che il lavoro fatto in estate avrebbe pagato. Anche se abbiamo perso qualche giocatore per strada perché anche noi abbiamo commesso qualche errrore".

Che cosa pensa di Zaniolo sempre più in crescita nella Roma?
"Grandissima ammirazione, sta facendo cose incredibili. Ho allenato in Primavera e si sapeva che fosse forte. Spero per lui che non si perda. E' uno dei talenti più grandi del calcio italiano".

E' contento dell'ingresso di Vialli nello staff azzurro a fianco del Ct Mancini?
"E' una notizia bellissima. Gianluca ha dimostrato anche in questo caso, di fronte alla malattia, di essere un combattente che non molla di una virgola. Sono molto contento. Era uno spettacolo vederli insieme nella Sampdoria, i gemelli del gol".
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