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Milan, Gattuso: ''Siamo vivi, sul mio futuro meglio se stavo zitto''

Gennaro Gattuso (agf)
Nonostante le due sconfitte consecutive il tecnico non è preoccupato: ''Non abbiamo un problema fisico, stiamo creando tanto, ma dobbiamo essere più bravi a cominciare meglio le partite. Con Leonardo nessun problema"
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MILANO - Il Milan deve riprendere la cosa per difendere la quarta posizione dopo le due sconfitte consecutive con Inter e Sampdoria. L'occasione arriva domani a San Siro contro l'Udinese nell'anticipo del turno infrasettimanale di campionato. Gattuso ne approfitta per fare autocritica sulle parole sul suo futuro pronunciate alla vigilia della trasferta di Marassi.

Gattuso, come sta la squadra?
"Veniamo da due risultati negativi, ma il gruppo è vivo. So che stiamo attraversando un momento negativo, ma siamo vivi, non siamo morti".

Ieri c'è stato un incontro con Leonardo e Maldini a Milanello: adesso remate tutti dalla stessa parte?
"Anche prima si remava tutti dalla stessa parte. Oggi mi vedete sorridente perché domani c'è una partita importante. Non perché ho parlato con Leo e Paolo. Ne ho sentite di cotte e di crude in questi giorni sui nostri rapporti. Nessuno può mettere in discussione l'unione tra m…
MILANO - Il Milan deve riprendere la cosa per difendere la quarta posizione dopo le due sconfitte consecutive con Inter e Sampdoria. L'occasione arriva domani a San Siro contro l'Udinese nell'anticipo del turno infrasettimanale di campionato. Gattuso ne approfitta per fare autocritica sulle parole sul suo futuro pronunciate alla vigilia della trasferta di Marassi.

Gattuso, come sta la squadra?
"Veniamo da due risultati negativi, ma il gruppo è vivo. So che stiamo attraversando un momento negativo, ma siamo vivi, non siamo morti".

Ieri c'è stato un incontro con Leonardo e Maldini a Milanello: adesso remate tutti dalla stessa parte?
"Anche prima si remava tutti dalla stessa parte. Oggi mi vedete sorridente perché domani c'è una partita importante. Non perché ho parlato con Leo e Paolo. Ne ho sentite di cotte e di crude in questi giorni sui nostri rapporti. Nessuno può mettere in discussione l'unione tra me Leo e Paolo. Io so quello che ci diciamo. Non ho nessun problema con loro. Il nostro obiettivo è tornare in Champions League. Per questo siamo costretti a vincere la partita di domani con grandissima voglia ma con la mente tranquilla. Speriamo che già domani arrivi questa benedetta vittoria".

Davvero non ci sono problemi con Leonardo?
"Se ci fosse stato qualcosa, per come siamo fatti noi due, ce lo saremmo già detti in faccia".

A tre giorni di distanza pronuncerebbe le stesse parole dette alla vigilia della partita con la Sampdoria?
"Ho detto una frase. Certo, avendo visto come è uscita, non la ridirei sicuramente. Ma sono fatto così: pregi e difetti. Mi piace essere vero. Ma, se vado ad analizzare cosa ne è seguito, potevo stare zitto e non creare le problematiche venute fuori negli ultimi giorni".

Ma perché ha fatto quel riferimento a quello che dirà tra due mesi?
"Sul mio conto non penso a nulla. La cosa più importante è il club. Non esiste responsabilità più grande sopra il club. Il Milan è la cosa più importante in questo momento. Ho sbagliato a dire una parola. Dobbiamo pensare solo per il bene del club. Le altre cose passano in secondo piano".

E' possibile vedere domani la difesa a tre? E in quest'ottica come sta Caldara?
"Vediamo domani. Nella testa c'è l'idea di fare qualcosa di diverso. Abbiamo provato questa situazione nell'amichevole con il Chiasso e nel secondo tempo con la Samporia. Quando le cose si provano, vuol dire che si possono fare. Abbiamo gli interpreti che possono stare nelle posizioni giuste e corrette. Caldara si sta allenando con noi da 20-25 giorni".

Piatek inizia a diventare un caso: un solo gol nelle ultime quattro partite. E' troppo solo?
"Nel secondi tempi con Inter e Sampdoria non era così solo. Ma questi ultimi due risultati non sono un problema di Piatek. Nel derby abbiamo preso gol dopo tre minuti, con la Sampdoria dopo 30 secondi. Non penso sia colpa solo di Piatek. Dobbiamo essere bravi a cominciare meglio le partite".

Come ha visto Donnarumma dopo l'errore?
"Bene. Dopo un errore così le critiche ci stanno. Ma mi è piaciuto che subito dopo la partita ci abbia messo il suo bel faccione. Un anno e mezzo fa non avrebbe avuto la forza di assumersi queste responsabilità. E mi sono piaciute le parole di Andrea Conti che lo ha incitato".

A posteriori rinuncerebbe a Paquetà dal primo minuto come ha deciso a Marassi?
"Siete davvero incredibili. Ma non dicevate che doveva riposare, che non poteva giocare sempre, che aveva fatto 13 partite di fila? Adesso dite il contrario. E leggo che ho litigato con Leonardo perché ho lasciato fuori Paquetà per una partita. Mi sembra di sognare".

Con la Sampdoria hanno contribuito anche alcuni decisioni arbitrali non favorevoli?
"Io non voglio andare alla ricerca di alibi. Ma credo che, oltre a capire le caratteristiche dei nostri avversari, dovremmo essere bravi anche a capire le caratteristiche di determinati arbitri. Non tutti hanno le stesse caratteristiche. Orsato, ad esempio, è un arbitro particolare che ama fischiare poco. Bisogna sapere parlare con gli arbitri, saper protestare e saper dire una parola in più. Con la Sampdoria ci sono stati due episodi borderline ma bisogna accettarli. Credo alla buona fede dell'arbitro e non possiamo attaccarci alla prestazione dell'arbitro".