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Milan, Gattuso: "Ci siamo smarriti, ma la Juve viene a pennello..."

Gennaro Gattuso (agf)
Dopo un periodo di appannamento, il tecnico vede nella sfida ai campioni d'Italia l'occasione per ripartire. E sui presunti dissidi con Leonardo: "Sono chiacchiere da bar, è l'ultima volta che voglio parlarne"
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MILANO - Gattuso cerca domani sera a Torino contro la Juventus la scossa giusta per rianimare il Milan reduce da tre risultati deludenti consecutivi: le sconfitte con Inter e Sampdoria, il pareggio casalingo con l'Udinese. L'allenatore rossonero è convinto che un'impresa all'Allianz Stadium potrebbe rilanciare la squadra, insidiata da vicino al quarto posto dall'Atalanta.

Gattuso, intorno al Milan regna il pessimismo però la squadra è ancora quarta in classifica.
"Sì, però dobbiamo pensare al momento che stiamo attraversando, alle ultime partite dopo il derby, al fatto che non riusciamo a vincere. Adesso dobbiamo mettere da parte le conseguenze del derby perso. E voglio dire una cosa e questa è l'ultima volta che lo dico. Sento sempre parlare di problemi tra me, Leonardo e Maldini. Non c'è nulla. Si parla come succede tra allenatore e dirigenti. Io con Leo non ho proprio nulla. Ma qualcosa di questi discorsi rimane nello spogliatoio. Io qui sto benissimo. Ho solo un problema: dopo il derby si è inceppato qualcosa. Il resto sono chiacchiere da bar".
Come si inserisce la partita con la Juventus in questo momento?
"Viene a pennello perché un risultato positivo ci può dare qualcosa in  più a livello mentale. La Juventus stessa insegna. Prima del ritorno con l'Atletico Madrid i bianconeri erano dati per finiti. Invece una partita ha cambiato una stagione. Noi possiamo fare lo stesso percorso che hanno fatto loro. Ci serve un episodio che riporta entusiasmo. Abbiamo le carte in regola per fare grandissima partita. Una grande prestazione può essere la svolta".
La Juventus potrebbe essere distratta dal successivo impegno di Champions con l'Ajax?
"Non avranno la testa alla Champions. Questa è la loro fora. Diventi una grande squadra perché hai una grande mentalità. La Juventus è impressionate per questo. E sono un valore aggiunto quei 4-5 giocatori che indossano la maglia bianconera da tanti anni".
La squadra ha sempre reagito nei momenti difficili. Potrebbe andare così anche questa volta?
"La storia recente dice questo. Nei momenti di difficoltà diamo il massimo. Ora il derby è finito. Dobbiamo tirare fuori tutto quello che abbiamo. Dobbiamo tornare a essere la squadra di prima. Due immagini spiegano tutto. Con l'Udinese prendiamo gol in un contropiede tre contro tre. Fino a poche settimana fa avremmo rincorso tutti insieme. E poi il miracolo di Calhanoglu che in pieno recupero salva su un'azione due contro sette. Dobbiamo avere il veleno, non pensare che l'obiettivo sta sfuggendo. Prima non pensavamo: 'Cosa succede se adesso sbaglio?' come invece facciamo adesso".
L'Atalanta è a -1: la classifica inizia a preoccuparla?
"Le ultime giornate dimostrano che non siamo gli unici che stanno facendo fatica. Solo l'Atalanta non ha problemi. La Sampdoria vince con noi, poi perde a Torino con i granata. La Lazio vince a San Siro con l'Inter, poi va a Ferrara e perde con la Spal. C'è un grandissimo equilibrio nel nostro campionato. A tratti siamo stati fortunati a essere ancora al quarto posto. Per questo non dobbiamo mollare e capire che dobbiamo fare qualcosa in più tutti".
Contro l'Udinese non sembrava di vedere il Milan di Gattuso.
"Sono d'accordo. Non sembrava una  mia squadra. I giocatori non sono tranquilli. Per andare a fare qualcosa di diverso sto sbagliando anch'io".
Ma allora perché ha deciso di cambiare?
"Leggo che Leonardo mi dà consigli di formazione. Ma sono chiacchiere da bar. Dico a Leo e Paolo chi gioca. Ho messo Paquetà mezzapunta perché contro l'Udinese si poteva osare. La sfortuna ha voluto che si facesse male Paquetà. Leggo che ci sarebbe malumore in squadra. Qualche giocatore dice che non abbiamo preparato bene la partita. Ha ragione. Abbiamo avuto poco tempo tra Sampdoria e Udinese. Mi avete preso per catenacciaro e paragonato alla buon anima di Nereo Rocco. Ma io conosco la mia squadra. So cosa può fare. Anche se l'allenatore deve sempre andare a cercare qualcosa di nuovo".
Come stanno gli infortunati?
"Kessie è con noi in gruppo. Romagnoli ha avuto qualche linea di febbre, ma oggi è in gruppo. Conti tornerò la prossima settimana. Gigio starà fermo massimo una settimana. Per Paquetà è un po' più lunga: 20-30 giorni. I tempi di recupero sono questi. Poi dipende dalla soglia del dolore del giocatore".
Come vive questo momento?
"Non benissimo. Sono rammaricato. Ho dentro una grande delusione perché nel momento più bello si è inceppato qualcosa. Provo rammarico e delusione. Ma anche grandissima voglia di ripartire e centrare l'obiettivo del quarto posto e della Champions".
E il futuro?
"Ho ancora due anni di contratto al termine di questa stagione. Ho la testa a quello che dobbiamo fare oggi. Venerdì scorso non sono stato bravo a tenermi quella risposta ed è venuto fuori un polverone. Il mio futuro è qua. Devo raggiungere gli obiettivi che vogliamo io, la squadra e la società".
Nella Juventus il giocatore del momento è Kean.
"Ha un grande talento abbinato alla forza fisica. Allegri sa lanciare i giovani. Ha ragione Max a lasciarlo tranquillo. Deve volare basso. Se non voli basso ti puoi perdere. In questo momento ha solo bisogno di tranquillità e volare basso".
Cosa pensa di quello che ha detto Bonucci su Kean dopo la partita di Cagliari?
"In Italia non si può parlare di nulla. Bisogna leggere bene le parole di Leo. Kean è un ragazzo del 2000. Può evitare di fare questi gesti. Leo è stato tirato in ballo. Voleva solo aiutare il ragazzo per lasciarlo più tranquillo".
Oggi sembra più grintoso del solito.
"Ma volete davvero farmi arrabbiare? Il cane che dorme bisogna lasciarlo dormire. Detta così sembra che non sono grintoso. Ma poi non è questione di essere più o meno grintosi. Non devo spaccare tutto. Bisogna essere lucidi e capire quali cose non stanno funzionando".


 
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