Milan, Bakayoko non ci sta: ''Mai rifiutato di entrare''. Chiarimento con Gattuso
di STEFANO SCACCHIIl centrocampista si affida ai social per spiegare la sua versione su quanto avvenuto con il tecnico durante la partita con il Bologna: ''Mi sono preparato subito, poi mi hanno detto di tornare in panchina. È stato quando mi sono riseduto che l'allenatore si è rivolto a me con termini che non mi aspettavo ed io stavo solo ripetendo le sue parole. Niente di più". In mattinana colloquio a Milanello
MILANO - Non c'è pace per il Milan nemmeno dopo le rare vittorie di questo periodo travagliato. Dopo il successo sulla Lazio aveva fatto discutere l'esibizione della maglietta di Acerbi da parte di Bakayoko e Kessie. Dopo il 2-1 al Bologna di ieri sera finisce ancora una volta al centro dell'attenzione Bakayoko per la lite con Gattuso al momento del cambio ritardato con Biglia infortunato. Una situazione arrivata al termine dei cinque giorni di ritiro decisi da allenatore e società dopo il ritardo di un'ora del numero 14 all'allenamento del 1° maggio a Milanello.
Bakayoko reagisce: "Mai rifiutato di entrare"
Ma questa volta il centrocampista francese, in prestito dal Chelsea, non ci sta e reagisce con decisione: "Non accetto che mi si faccia passare per un giocatore che si rifiuta di entrare in campo - scrive il giocatore sui suoi profili social - ero pronto a dare il 200%, anche se avessi dovuto giocare solo cinque minuti. Qu…
MILANO - Non c'è pace per il Milan nemmeno dopo le rare vittorie di questo periodo travagliato. Dopo il successo sulla Lazio aveva fatto discutere l'esibizione della maglietta di Acerbi da parte di Bakayoko e Kessie. Dopo il 2-1 al Bologna di ieri sera finisce ancora una volta al centro dell'attenzione Bakayoko per la lite con Gattuso al momento del cambio ritardato con Biglia infortunato. Una situazione arrivata al termine dei cinque giorni di ritiro decisi da allenatore e società dopo il ritardo di un'ora del numero 14 all'allenamento del 1° maggio a Milanello.
Questa mattinaa Milanello, prima dell'allenamento, Bakayoko e Gattuso hanno avuto un chiarimento. Presenti anche Paolo Maldini e Leonardo, che ieri al termine della partita ha cercato di proteggere il calciatore che due settimane fa ha dovuto subire il diluvio razzista degli ululati dalla curva laziale a San Siro per la finale di Coppa Italia: "Quello di Bakayoko sarà un caso che verrà discusso internamente senza pubblicizzare i provvedimenti. Lui è stato troppo bersagliato in questo periodo, sono state troppo evidenziate certe cose. Non può essere carino vivere quello che sta vivendo lui. Interverremo sugli errori, ma non può diventare tutto un processo pubblico".
Bakayoko reagisce: "Mai rifiutato di entrare"
Ma questa volta il centrocampista francese, in prestito dal Chelsea, non ci sta e reagisce con decisione: "Non accetto che mi si faccia passare per un giocatore che si rifiuta di entrare in campo - scrive il giocatore sui suoi profili social - ero pronto a dare il 200%, anche se avessi dovuto giocare solo cinque minuti. Quando Lucas (Biglia) ha iniziato ad avere dolore in campo, mi è stato detto di andare a scaldarmi qualora si fosse resa necessaria la sostituzione. Mi sono preparato immediatamente e sono andato a scaldarmi per 2-3 minuti. Successivamente sono stato richiamato in panchina: questo è avvenuto tra il 23' e il 26' minuto del primo tempo. Quando sono tornato a sedermi in panchina, l'allenatore si è rivolto a me con dei termini che non mi aspettavo, io non ho fatto altro che ripetere le sue parole. Niente di più".Questa mattinaa Milanello, prima dell'allenamento, Bakayoko e Gattuso hanno avuto un chiarimento. Presenti anche Paolo Maldini e Leonardo, che ieri al termine della partita ha cercato di proteggere il calciatore che due settimane fa ha dovuto subire il diluvio razzista degli ululati dalla curva laziale a San Siro per la finale di Coppa Italia: "Quello di Bakayoko sarà un caso che verrà discusso internamente senza pubblicizzare i provvedimenti. Lui è stato troppo bersagliato in questo periodo, sono state troppo evidenziate certe cose. Non può essere carino vivere quello che sta vivendo lui. Interverremo sugli errori, ma non può diventare tutto un processo pubblico".