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Milan, un mercato nel segno della gioventù. Boban: ''Il primo passo per tornare grandi''

Maldini e Boban (ansa)
Sei i volti nuovi, età media bassissima che fotografa la politica del Fondo Elliott. Il dirigente rossonero: ''Né io né Maldini vogliamo aspettare tanto per far sì che succedano grandi cose. Non possiamo accettare di navigare a metà classifica"
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MILANO - L'arrivo di Ante Rebic (l'attaccante croato ha scelto la maglia "18", stesso numero indossato in Nazionale durante la galoppata del Mondiale in Russia un anno fa) ha chiuso un mercato nel quale il Milan ha inserito in rosa sei nuovi calciatori - cinque a titolo definitivo e solo uno in prestito (proprio Rebic) - al massimo di 25 anni di età: Rebic e Krunic che a breve ne compiranno 26. Per il resto 20 anni per Rafael Leao, 21 per Bennacer e Theo Hernandez, 23 per Duarte.

Dubbi sull'esperienza

Un'età media bassissima che fotografa la politica del Fondo Elliott: "La strategia aziendale è quella - spiega Boban dopo la fine delle negoziazioni parlando ai microfoni di Sky Sport - ma questo è il Milan. Vanno bene i giovani, ma ci devono essere giocatori con esperienza e forza. Qualcuno lo abbiamo in squadra. E qualche giovane è diventato leader. Forse sarebbe stato un bene avere qualche giocatore esperto in più". Parole dalle quali sembra trasparire la voglia di fare presto un salto in avanti per poter investire su obiettivi differenti. Le ambizioni di Boban, infatti, sono notevoli: "Siamo dentro un processo a gradi. I milanisti aspettano da tanto. Ma né io né Paolo (Maldini, ndr) vogliamo aspettare tanto per far sì che succedano grandi cose. Non possiamo accettare di navigare a metà classifica".

Soluzioni per l'attacco

Ora tocca a Giampaolo trovare il giusto assetto in attacco. Rebic può essere quell'attaccante in grado di "legare" con la manovra del resto della squadra, necessità alla quale ha fatto riferimento l'allenatore rossonero per spiegare l'esclusione di Piatek con il Brescia. Ora il centravanti polacco dovrà lavorare molto in allenamento per migliorare questo aspetto fondamentale per Giampaolo. Rebic, invece, con la sua capacità di svariare anche verso la fascia sinistra, può diventare un interprete ideale per il 4-3-1-2 così come è stato schierato sabato pomeriggio da Giampaolo: un'interpretazione, a tratti simile a un tridente, nella quale Suso si allargava a destra e André Silva copriva la porzione sinistra del fronte offensivo. Contro il Brescia da trequartista ha iniziato Castillejo, ma ha concluso Paquetà. Quindi sono tante le variabili a disposizione di Giampaolo (da non dimenticare il progressivo inserimento di Rafael Leao) e non è detto che tutte contemplino Piatek titolare.

Modric sogno poco concreto

Boban ha fatto il punto anche su due obiettivi sfumati del mercato milanista. Uno più vicino al grande sogno: Modric. "Luka è un grande milanista, è un giocatore straordinario, ma era improbabile. Magari aveva anche tanta voglia di venire, ma non siamo mai arrivati alle cose concrete. Non voleva lasciare il Real dopo una stagione brutta. E questo gli fa onore". L'altro è stato a un passo dal Milan per settimane: "Per Correa non abbiamo trovato le condizioni economiche. Abbiamo trattato altri giocatori nella medesima posizione. Chissà che nello sviluppo tecnico della stagione, la scelta che abbiamo fatto non si riveli un bene".
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