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Milan, Rebic: ''Sono cresciuto, voglio lasciare il segno''

Ante Rebic 
In rossonero la seconda avventura italiana dell'attaccante croato: "Dopo i tre anni a Francoforte mi sento più forte. Penso di potere dare molto di più e voglio farlo vedere qui. Ora mi sento pronto, prima ero troppo giovane"
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MILANO - L'esperienza degli ultimi tre anni a Francoforte per fare bene alla sua seconda avventura italiana, questa volta con la maglia del Milan. Ante Rebic è convinto che gli anni con l'Eintracht in Bundesliga gli permetteranno di lasciare un segno più convincente in Italia dopo i primi tentativi con Fiorentina e Verona. E' il motivo di fondo della presentazione dell'attaccante croato, ultimo acquisto del mercato estivo del Milan: "E' un sogno per me essere qui", dice in italiano a Milanello prima di passare al croato: "Non voglio sbagliare qualcosa".

Nessun dubbio

Ma il concetto è chiaro: "Durante la mia prima esperienza in Italia non avevo esperienza. Adesso, dopo i tre anni a Francoforte, mi sento cresciuto. Penso di potere dare molto di più. E voglio farlo vedere al Milan. Ora mi sento pronto. Gli ultimi allenatori mi hanno aiutato molto. Prima ero troppo giovane". In rossonero trova il connazionale B…
MILANO - L'esperienza degli ultimi tre anni a Francoforte per fare bene alla sua seconda avventura italiana, questa volta con la maglia del Milan. Ante Rebic è convinto che gli anni con l'Eintracht in Bundesliga gli permetteranno di lasciare un segno più convincente in Italia dopo i primi tentativi con Fiorentina e Verona. E' il motivo di fondo della presentazione dell'attaccante croato, ultimo acquisto del mercato estivo del Milan: "E' un sogno per me essere qui", dice in italiano a Milanello prima di passare al croato: "Non voglio sbagliare qualcosa".

Nessun dubbio

Ma il concetto è chiaro: "Durante la mia prima esperienza in Italia non avevo esperienza. Adesso, dopo i tre anni a Francoforte, mi sento cresciuto. Penso di potere dare molto di più. E voglio farlo vedere al Milan. Ora mi sento pronto. Gli ultimi allenatori mi hanno aiutato molto. Prima ero troppo giovane". In rossonero trova il connazionale Boban nel ruolo di dirigente: "E' molto importante il fatto che Boban sia qui. E' il primo con cui ho parlato prima di arrivare qui". Rebic non conferma l'interessamento dell'Inter: "Non ho parlato con il club nerazzurro. Al massimo può averlo fatto il mio agente. Di sicuro, quando ho sentito palare del Milan, non ho avuto dubbi. Anche mio padre mi ha consigliato di andare al Milan". Rebic, che ha scelto la maglia numero 18 ("La 4 era già occupata, allora ho preso il numero che uso in Nazionale"), ha voglia di giocare subito: "Mi sento bene e preparato. Ho giocato con la Croazia e anche con l'Eintracht prima del trasferimento al Milan. Ma dipende dal mister. Ho giocato spesso da esterno sinistro nel 4-3-3, ma a Francoforte giocavo in un altro modo. La tattica dipende dall'allenatore".

Inizia la competizione

Per ora il croato ha disputato tre allenamenti a Milanello: uno individuale e due con il gruppo. Dovrà vincere la concorrenza di altri colleghi di reparto per giocare: "Sono combattivo, mi piace migliorare ed entrare in competizione con altri giocatori". Il calendario gli offre un'occasione particolare: il derby in programma il 21 settembre, giorno del suo 26° compleanno. "Non so come potrebbe essere la mia prestazione, ma spero che il Milan vinca". E una conferma a una parola usata da Van Basten per definire Rebic: "Un osso", inteso come un giocatore tosto e difficile da controllare. "Mi sono sentito come un osso a Francoforte", sorride Rebic. Il biglietto da visita è sempre quello.