Sport

Milan, la verità di Han Li: "Massacrati dai media. E il fondo Elliott non si è comportato bene"

Han Li 
Torna a parlare il braccio destro di Yonghong Li: "Nessun problema con i tifosi, ma con la gente importante che è in grado di proteggere i proprio interessi"
2 minuti di lettura
MILANO - Per la prima volta uno dei protagonisti cinesi della gestione milanista di Yonghong Li parla alla stampa. Finora c’erano stati solo i tweet dell’account dell’ex proprietario aperto due mesi fa. Adesso tocca al suo braccio destro Han Li con una lunga intervista a Forbes. Han Li scarica la responsabilità del fallimento di quell’avventura su vari fattori: “Finora abbiamo taciuto perché non abbiamo fiducia in nessuno, a partire dai media”, dice Han Li che sarebbe ancora impegnato in alcuni investimenti finanziari ed è ancora in contatto con Yonghong Li.

Attacchi a Elliott

Han Li attacca: “I media ci hanno massacrato, sempre a ridosso di eventi importanti. Ad esempio, nel novembre 2017, il New York Times ha pubblicato un articolo molto duro ed eravamo in procinto di firmare degli accordi per il rifinanziamento del debito  e la cosa è proseguita anche quando eravamo a Londra per trattare con alcune banche il rifinanziamento”. Il riferimento è al reportage del quotidiano americano nel quale veniva confermato che la miniera di fosforo, attribuita al proprietario rossonero, non apparteneva a Yonghong Li. Han Li accusa anche Elliott: “A febbraio 2018 ho chiesto ad uno degli uomini di Elliott se fossero loro i registi degli attacchi mediatici che ci colpivano e se il tutto era volto a far si che il club finisse nelle loro mani. Hanno sempre negato. Abbiamo sentito tante storie intorno a Elliott, ma non sai mai se le storie sono vere fino a quando non conosci qualcuno. Le storie possono essere messe in giro dai concorrenti. Preferisco valutare le persone quando le conosco. Ma se il fondo Elliott si fosse comportato nel modo migliore, tutto quello di cui avremmo avuto bisogno sarebbe stato il rifinanziamento del debito da parte loto. Ma questo non è successo. Non è filato liscio come ci saremmo aspettato”.

Yonhghong Li applaude

Rimpianti anche sulla decisione di Berlusconi di non accettare la carica di presidente onorario: “All’inizio aveva anche accettato. Nei giorni successivi, però, ha cambiato idea senza darci una spiegazione”. Abbastanza sorprendenti alcune affermazioni: “Il club costava 10 milioni al mese, più di quanto ci saremmo aspettati. Siamo rimasti molto sorpresi quando abbiamo dato un’occhiata alla situazione finanziaria nel vedere che c’erano quasi zero ricavi dalla CIna. Allo stesso tempo questo ci ha galvanizzati perché abbiamo capito che avremmo potuto migliorare la situazione commerciale in Cina”. Ma questo, come è noto, non è successo. Infine un ultimo attacco generico: “Non abbiamo avuto problemi con i tifosi, ma con la gente importante, quella di alto livello, che ha il potere di proteggere i suoi interessi. Loro avrebbero fatto di tutto per tenerci lontani”. Yonghong Li applaude via Twitter: “Il mio amico e socio David ha parlato delle circostanze che hanno caratterizzato il nostro acquisto del Milan. La comunità rossonera ha bisogno di sentire queste cose. Grazie David per aver parlato”.
I commenti dei lettori