MILANO - Il presidente del Milan, Paolo Scaroni, ha fornito una serie di conferme indirette, anche clamorose, sulle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane e nelle ultime ore: sull’ingaggio del tedesco Rangnick come prossimo allenatore, sulla proposta di rinnovo del contratto a Ibrahimovic e soprattutto sul fatto che il club rossonero abbia dovuto registrare qualche giocatore positivo al coronavirus: “Abbiamo qualche giocatore contagiato in via di guarigione, ma Maldini, sia il padre che il figlio, ora stanno bene. Milanello è aperto e noi abbiamo già ripreso ad allenarci, mantenendo le distanze. Ci stiamo incamminando verso la ripartenza”.
La tesi di Scaroni è che il modello tedesco per la ripresa del campionato sia perfettamente applicabile in Italia: “Dobbiamo abituarci a convivere con il virus e questo vale anche per il calcio. Non è possibile stare fermi fino al contagio zero. In fondo possiamo adottare la formula tedesca: chi è malato va in quarantena, mentre gli altri continuano”. Il presidente del Milan si è anche scoperto su Ibra, il cui ritorno in Italia dalla Svezia è dato per imminente: “Credo che voglia tornare a giocare". Se, come tutto lascia intendere, gli verrà proposto di proseguire per un’altra stagione col Milan, il centravanti potrebbe trovare un altro allenatore al posto di Pioli. Pur senza nominarlo, Scaroni la lasciato intendere che si tratta di Rangnick: “La prima missione del nostro ad Gazidis è di costruire una squadra giovane, che giochi un calcio veloce, più veloce rispetto a quello che si vede abitualmente in Italia, più simile al modello inglese o a quello dell'Ajax. La seconda missione riguarda il nuovo stadio, perché San Siro ha un grande nome, ma è totalmente obsoleto per il calcio. La terza sono gli sponsor. Il Milan ne ha bisogno, perché senza risultati non arrivano gli sponsor e senza sponsor non arrivano i risultati. La sfida è conquistare nuovi tifosi ovunque, in luoghi come Cina, Indonesia e Pakistan, con le partite in orari adatti alle dirette in Asia”.
Il candidato Rangnick aveva già seminato seri indizi in mattinata, con uno stato in italiano su Whatsapp (“sono i sogni a fare vivere l’uomo” ) e con un’intervista alla Bild: “Dal Milan mi hanno chiesto se ci fosse la possibilità di collaborare. Di conseguenza ho informato la Red Bull e poi ci sono stati colloqui con il mio procuratore. Non posso escludere del tutto che andrò lì. Al momento, però, il club e il campionato di serie A hanno altri problemi. Io non sono uno che ha difficoltà a immaginare che le cose possano funzionare. Certo, l’avventura mi piace, ma non deve essere una missione suicida. Senza volere essere presuntuoso, la cerchia dei club che mi possono interessare è abbastanza ristretta”.
La tesi di Scaroni è che il modello tedesco per la ripresa del campionato sia perfettamente applicabile in Italia: “Dobbiamo abituarci a convivere con il virus e questo vale anche per il calcio. Non è possibile stare fermi fino al contagio zero. In fondo possiamo adottare la formula tedesca: chi è malato va in quarantena, mentre gli altri continuano”. Il presidente del Milan si è anche scoperto su Ibra, il cui ritorno in Italia dalla Svezia è dato per imminente: “Credo che voglia tornare a giocare". Se, come tutto lascia intendere, gli verrà proposto di proseguire per un’altra stagione col Milan, il centravanti potrebbe trovare un altro allenatore al posto di Pioli. Pur senza nominarlo, Scaroni la lasciato intendere che si tratta di Rangnick: “La prima missione del nostro ad Gazidis è di costruire una squadra giovane, che giochi un calcio veloce, più veloce rispetto a quello che si vede abitualmente in Italia, più simile al modello inglese o a quello dell'Ajax. La seconda missione riguarda il nuovo stadio, perché San Siro ha un grande nome, ma è totalmente obsoleto per il calcio. La terza sono gli sponsor. Il Milan ne ha bisogno, perché senza risultati non arrivano gli sponsor e senza sponsor non arrivano i risultati. La sfida è conquistare nuovi tifosi ovunque, in luoghi come Cina, Indonesia e Pakistan, con le partite in orari adatti alle dirette in Asia”.
Il candidato Rangnick aveva già seminato seri indizi in mattinata, con uno stato in italiano su Whatsapp (“sono i sogni a fare vivere l’uomo” ) e con un’intervista alla Bild: “Dal Milan mi hanno chiesto se ci fosse la possibilità di collaborare. Di conseguenza ho informato la Red Bull e poi ci sono stati colloqui con il mio procuratore. Non posso escludere del tutto che andrò lì. Al momento, però, il club e il campionato di serie A hanno altri problemi. Io non sono uno che ha difficoltà a immaginare che le cose possano funzionare. Certo, l’avventura mi piace, ma non deve essere una missione suicida. Senza volere essere presuntuoso, la cerchia dei club che mi possono interessare è abbastanza ristretta”.