Ibra e i ragazzini, il binomio perfetto per riportare il Milan in Champions
di ENRICO CURRO'I rossoneri hanno iniziato la stagione con il piede giusto confermando l'ottimo lavoro svolto negli ultimi mesi da Pioli. Lo svedese è la certezza, al suo fianco un gruppo di giovani con tanta voglia di crescere. L'obiettivo è ritornare nell'Europa che conta dopo sette anni di astinenza
Nella corsa alla Champions League, che non frequenta ormai dal 2014, il vantaggio più evidente per il Milan è Ibrahimovic, come ha un po' perfidamente sottolineato Mihajlovic, al quale Pioli ha replicato senza scomporsi: Zlatan è un campione. L'annotazione è tautologica, però rende l'idea e non c'è bisogno di aggiungere molto. Ma l'altro grande vantaggio del Milan è che si tratta di una squadra davvero giovane: con le eccezioni di Kjaer in difesa e di Ibra in attacco, la formazione iniziale schierata da Pioli contro il Bologna aveva un portiere di 21 anni, 3 difensori di 23, 20 e 22, una coppia di centrocampo di 23 e 22, un trio sulla trequarti di 25, 26 e 27. Gli ingressi dalla panchina di Saelemaekers (21), Tonali (20), Duarte (24), Krunic (26) e Diaz (21) hanno ulteriormente abbassato l'età media. E' davvero una risorsa in più. Perché il calendario compresso esalta chi ha più en…
Nella corsa alla Champions League, che non frequenta ormai dal 2014, il vantaggio più evidente per il Milan è Ibrahimovic, come ha un po' perfidamente sottolineato Mihajlovic, al quale Pioli ha replicato senza scomporsi: Zlatan è un campione. L'annotazione è tautologica, però rende l'idea e non c'è bisogno di aggiungere molto. Ma l'altro grande vantaggio del Milan è che si tratta di una squadra davvero giovane: con le eccezioni di Kjaer in difesa e di Ibra in attacco, la formazione iniziale schierata da Pioli contro il Bologna aveva un portiere di 21 anni, 3 difensori di 23, 20 e 22, una coppia di centrocampo di 23 e 22, un trio sulla trequarti di 25, 26 e 27. Gli ingressi dalla panchina di Saelemaekers (21), Tonali (20), Duarte (24), Krunic (26) e Diaz (21) hanno ulteriormente abbassato l'età media. E' davvero una risorsa in più. Perché il calendario compresso esalta chi ha più energie. Perché una squadra molto giovane, per definizione, può solo crescere. E perché le cinque sostituzioni permettono di cambiare le partite in corsa.