Milan, Pioli: "Più forti grazie alla concorrenza interna"
di Enrico Currò , di Enrico CurròAlla vigilia della gara con la Roma il tecnico parla di Donnarumma ("Lasocietà sta lavorando bene, non mi preoccupa il rinnovo") e dei tanti giovani: "La competizione tra loro ha alzato il livello"
MILANO - Il punto fermo tra i punti fermi, nel Milan capolista che domani sera a San Siro affronta la Roma, è Donnarumma, il veterano di 21 anni che esordiva in serie A 5 anni fa esatti. Lo ribadisce Pioli, che non si mostra preoccupato per il rischio di perdere il portiere prodigio, se non rinnoverà il contratto: “Non sono preoccupato, so che la società sta lavorando in una certa direzione. Io l’avevo affrontato solo da avversario e subito ho trovato un ragazzo più grande rispetto alla sua età. Però la sua crescita è stata costante e continua. Sta crescendo tanto in tutto: nella tecnica, nella tattica, nella preparazione della partita, nell’alimentazione, nella cura dei particolari. Deve assolutamente insistere. E’ già di altissimo livello, ma ha margini di miglioramento”. La partita con la Roma, oltre a segnare una ricorrenza non banale per Donnarumma, è importante come ulteriore passo avant…
MILANO - Il punto fermo tra i punti fermi, nel Milan capolista che domani sera a San Siro affronta la Roma, è Donnarumma, il veterano di 21 anni che esordiva in serie A 5 anni fa esatti. Lo ribadisce Pioli, che non si mostra preoccupato per il rischio di perdere il portiere prodigio, se non rinnoverà il contratto: “Non sono preoccupato, so che la società sta lavorando in una certa direzione. Io l’avevo affrontato solo da avversario e subito ho trovato un ragazzo più grande rispetto alla sua età. Però la sua crescita è stata costante e continua. Sta crescendo tanto in tutto: nella tecnica, nella tattica, nella preparazione della partita, nell’alimentazione, nella cura dei particolari. Deve assolutamente insistere. E’ già di altissimo livello, ma ha margini di miglioramento”. La partita con la Roma, oltre a segnare una ricorrenza non banale per Donnarumma, è importante come ulteriore passo avanti nella crescita e nell’autostima della squadra e a prescindere dal primo posto che rimarrà tale, qualunque sia il risultato. Pioli vede il duello come un’occasione da non sprecare: “E’ un esame difficile, perché l’avversario è tecnicamente forte. La Roma non è solo Dzeko, anche se dovremo limitare i rifornimenti a lui. Sono fiducioso perché la società mi ha permesso di avere una rosa in cui il livello della competizione interna si è alzato. Sono arrivati giocatori giovani e forti e questo è un fattore utilissimo: quando sai che devi essere più bravo del tuo compagno per giocare, e il tuo compagno è molto forte, hai ancora più stimoli”.
Le cinque sostituzioni, la novità introdotta nel post Covid e fin qui confermata, sono per Pioli una risorsa in più: “Io vedo solo aspetti positivi nelle cinque sostituzioni. Penso sempre all’undici migliore nell’inizio gara: la preparazione della partita è l’aspetto più complicato, tanto più ora che abbiamo solo due giorni per farla. Ma mi piace anche pensare che i cinque cambi mi permettano variazioni anche tattiche. Fino quando ci daranno la possibilità di portare ventitrè giocatori tra campo e panchina, ha senso cercare si sfruttare tutte le possibilità. Altrimenti, senza i cinque cambi, sarebbe meglio tornare ai diciotto giocatori canonici”. Il Milan è a buon punto, sulla strada per tornare grande? La classica domanda non coglie impreparato Pioli: “Non considero questo il mio momento, semmai è il momento della squadra tutto. Ma sono risultati parziali, non abbiamo ancora ottenuto niente. Ci sono cose da migliorare, come mantenere lo stesso atteggiamento per tutta la partita. Certo, sono contento. Abbiamo giocatori giovani, ma maturi. E’ quello che vedo, quello che mi fanno sentire, coi loro comportamenti. Non è questione di anagrafe. Ci sono personalità forti in questa squadra: Kjaer, Romagnoli, Donnarumma. La nostra forza è mantenere l’equilibrio mentale in ogni situazione”.
Çalhanoglu in dubbio, pronti Krunic e Diaz
L’effetto della concorrenza potrebbe già vedersi subito: con Rebic sulla via del recupero ma ancora indisponibile e Çalhanoglu in dubbio, sono Krunic e Diaz a contendersi il ruolo di trequartista centrale nel 4-2-3-1, se il numero 10 non dovesse farcela: “Abbiamo ancora due allenamenti. Di sicuro, come ha detto Gasperini, i nuovi vanno inseriti, devi dargli la possibilità, perché se sono stati presi vuol dire che valgono. Ma devi anche mettere in preventivo che qualcosa nell’identità di squadra possa saltare. In questo senso credo che la nostra intelaiatura sia bella chiara e che quindi i nuovi arrivato sappiano come muoversi”.Le cinque sostituzioni, la novità introdotta nel post Covid e fin qui confermata, sono per Pioli una risorsa in più: “Io vedo solo aspetti positivi nelle cinque sostituzioni. Penso sempre all’undici migliore nell’inizio gara: la preparazione della partita è l’aspetto più complicato, tanto più ora che abbiamo solo due giorni per farla. Ma mi piace anche pensare che i cinque cambi mi permettano variazioni anche tattiche. Fino quando ci daranno la possibilità di portare ventitrè giocatori tra campo e panchina, ha senso cercare si sfruttare tutte le possibilità. Altrimenti, senza i cinque cambi, sarebbe meglio tornare ai diciotto giocatori canonici”. Il Milan è a buon punto, sulla strada per tornare grande? La classica domanda non coglie impreparato Pioli: “Non considero questo il mio momento, semmai è il momento della squadra tutto. Ma sono risultati parziali, non abbiamo ancora ottenuto niente. Ci sono cose da migliorare, come mantenere lo stesso atteggiamento per tutta la partita. Certo, sono contento. Abbiamo giocatori giovani, ma maturi. E’ quello che vedo, quello che mi fanno sentire, coi loro comportamenti. Non è questione di anagrafe. Ci sono personalità forti in questa squadra: Kjaer, Romagnoli, Donnarumma. La nostra forza è mantenere l’equilibrio mentale in ogni situazione”.