Ibrahimovic, 500 e oltre: viaggio nel gol tra nove maglie e sette nazioni
di Francesco Caruana , di Francesco CaruanaROMA - Ibra fa cifra tonda, anzi no. Con la doppietta realizzata al Crotone, l'attaccante svedese taglia il traguardo delle 501 reti con le squadre di club. Un conto aperto il 30 ottobre 1999: quando i suoi attuali compagni Donnarumma, Saelemaekers e Leao erano ancora in fasce, un neo-maggiorenne Ibrahimovic con la maglia del Malmoe, squadra della sua città, buttava in porta il primo di una lunga serie di palloni.
I 501 gol sono stati distribuiti tra nove maglie e sette nazioni: dopo la Svezia, l'Olanda (Ajax), l'Italia (Juve, poi Inter e due volte Milan), la Spagna (Barcellona), la Francia (Paris Saint-Germain), l'Inghilterra (Manchester United) e anche una puntata oltreoceano, nei Los Angeles Galaxy. Ed è soprattutto nel nostro Paese che Zlatan ha fatto la voce grossa: 26 reti nelle due stagioni con la Juventus prima dello scoppio di Calciopoli, 66 nei tre anni all'Inter e 82 con i rossoneri, di cui 56 dal 2010 al 2012 e 27 da quando, a gennaio 2020, è tornato a vestire la maglia del Milan e ha trascinato la squadra di Pioli in vetta alla classifica di Serie A. Per un totale di 175 reti con i club italiani, tra campionati, coppe nazionali ed europee.
Minore in termini assoluti, ma migliore per media realizzativa, lo score con il Psg: 156 gol in 180 presenze, con anche il record personale di 50 marcature stagionali nel 2015/16, ultima annata con i francesi. Poi bisogna aggiungere i 18 gol del giovanissimo Ibra del Malmo, i 48 (in 110 presenze) con l'Ajax, i 22 (in 46 match) con il Barcellona, i 29 con il Manchester United (in 53 gare) e i 53 (in 58 partite!) con i Los Angeles Galaxy. Esperienze più o meno felici - qualcuno ha detto Guardiola? - ma in cui l'apporto dell'attaccante svedese in termini realizzativi non è mai mancato.
Se si scorporano i dati, si scopre che il 79% delle volte il 39enne ha timbrato il cartellino in campionato. Non un caso: per dieci anni di fila, dalla sua prima stagione all'Ajax fino alla prima esperienza con il Milan, le squadre di Zlatan sono arrivate prime in campionato (anche se i due scudetti vinti con la Juventus sono stati revocati). E dopo un anno di pausa, in Francia ha vinto quattro Ligue 1 di fila. Ma lo svedese ha ancora fame: a dieci anni di distanza da quando il suo Milan venne battuto dalla Juventus di Conte, Zlatan ha una gran voglia di interrompere il dominio bianconero in Serie A.
Nelle coppe europee, invece, Ibrahimovic ha segnato 57 gol: nel suo ricchissimo palmares manca la Champions League, per conquistare la quale nell'estate 2009 lasciò l'Inter per andare al Barcellona nello scambio con Eto'o. Con l'esito, indimenticabile per i tifosi nerazzurri, del triplete della squadra di Mourinho. E che le coppe europee non gli portino propriamente fortuna lo conferma, il 20 aprile 2017, il grave infortunio al ginocchio subito nei quarti di finale di Europa League contro l'Anderlecht. Il suo Manchester United alla fine vinse comunque il trofeo. A proposito di coppe, in quelle nazionali il suo bottino è di 48 reti.
Di destro, di sinistro o di testa; di potenza o di precisione; di forza o di astuzia; su punizione o su rigore. Ibrahimovic ha segnato in tutti i modi possibili e scegliere il gol più bello è impresa ardua, anche perché le acrobazie sono una specialità della casa, grazie al taekwondo praticato in gioventù. Una volta, nel 2013, Zlatan ha anche vinto il Puskas Award, premio dedicato alla rete più bella dell'anno, per la rovesciata da distanza siderale contro l'Inghilterra. Ma i gol (62) segnati con la maglia della nazionale svedese meriterebbero un'altra storia. Magari da raccontare, visto il probabile ritorno per gli Europei, al prossimo traguardo dell'eterno Ibra.