MILANO - Comincia a Parma, Casa Pioli, la fase decisiva della stagione del Milan, quella in cui si capirà se l'esilio dalla Champions League con le annesse conseguenze finanziarie e sul mercato degli sponsor può finalmente chiudersi, dopo 7 anni. Seguiranno altre 8 partite e le 3 più importanti saranno ancora lontano da San Siro, stadio padre patrigno nel 2021: con la Lazio tra 16 giorni, con la Juventus tra un mese e con l'Atalanta tra un mese e mezzo, all'ultima di campionato. Ma intanto questo periodo cruciale dell'era Elliott si è aperto con due fatti piuttosto rilevanti.
D'Avanzo fuori dal Cda, opzione Singer jr
Il primo fatto, extracalcistico, sono le dimissioni dal Cda del Milan del finanziere Gianluca D'Avanzo, discusso protagonista, con la società Blue Skye da lui amministrata insieme al socio Salvatore Cerchione, della fase di transizione dall'era cinese. Da fonti vicine agli uffici londinesi del fondo statunitense Elliott, proprietario del club, filtra che l'automatismo ipotizzato - esce D'Avanzo, entra Gordon Singer, vertice del ramo calcistico (il Milan) di Elliott, fondato dal padre Paul - non è al momento così ovvio: Singer junior è già al di sopra del Cda. Ma l'uscita del finanziere e intermediario italiano, oltre ad alleggerire la posizione di Blue Skye sembra comunque postulare una maggiore vicinanza del fondo al Milan: non implica cambiamenti nelle strategie societarie affidate all'ad Gazidis, ma indica una presenza più assidua. L'opzione dell'ingresso dei Singer nel Cda, d'altronde, non sarebbe una sorpresa. C'è sempre stata fin dal principio, quando Elliott rilevò la società dall'inadempiente debitore Yonghong Li, il misterioso imprenditore cinese che la rilevò da Silvio Berlusconi dopo una tortuosa trattativa con Fininvest.
Il contratto dell'allenatore
L'altro fatto rilevante è più strettamente legato al campo: riguarda il ruolo rafforzato di Pioli. L'allenatore, durante la conferenza stampa prepartita, non si è limitato ad affrontare argomenti tecnici. Nel glissare sulle critiche esagerate per il pareggio con la Sampdoria, ha sottolineato che lui si sente al centro del progetto - condiviso con Gazidis, col dt Maldini, col ds Massara e col fondo Elliott - per il ritorno della squadra "nell'Europa che conta", cioè in Champions. Le parole da evidenziare in rosso, anzi in rossonero, sono un messaggio per chi dubita che il matrimonio tra Pioli e il Milan possa durare oltre la prossima stagione: "Sto bene qui con il Milan, il club e la proprietà". Il contratto si può prolungare oltre il 2022: "Posso incidere, nel migliorare il club e i giocatori". Non è escluso che il contratto dell'allenatore possa essere presto prolungato, anche se se ne parla meno di quelli di Donnarumma e Ibrahimovic.
La fatidica quota 80
Tutto, ovviamente, passa attraverso il campo e anche qui Pioli è stato chiarissimo, fissando un obiettivo di classifica non casuale: gli 80 punti finali. Da 10 anni si tratta della quota punti che garantisce un piazzamento tra le prime 3 del campionato e si trasforma perciò nel lasciapassare virtuale per la sospirata Champions. Nello specifico la storia racconta che il Milan, dalla stagione 2010-11 in poi, 2 sole volte ha toccato o superato la fatidica quota 80. Nel 2010-11, stagione dell'ultimo scudetto, Allegri vinse il campionato a 82 punti. L'anno dopo si fermò proprio a 80, classificandosi secondo, mentre nel 2012-13 ottenne la qualificazione alla Champions col terzo posto a 72 punti. Nelle stagioni successive l'unico a sfiorarla davvero fu Gattuso nel 2018-19, finendo quinto a 68 punti, 1 in meno di Atalanta e Inter. I 66 punti della scorsa stagione (6° posto) non sono bastati, né bastarono i 64 del 2017-18 (6°), i 63 del 2016-17 (6°), i 57 del 2015-16 (7°), i 52 del 2014-15 (10°), i 57 del 2013-14 (8°).
La tabella del Mister
In generale, gli 80 punti sono la soglia dell'eccellenza in serie A. In un'occasione, 10 anni fa esatti sarebbero stati sufficienti addirittura per vincere lo scudetto (ma il Milan stesso ne raccolse 2 in più), 4 volte sono bastati per il secondo posto, 3 per il terzo e 1 sola volta, nel 2016-17, erano la soglia del quarto posto. Pioli non ha buttato lì una cifra a caso. Oggi il Milan ha 60 punti: i base alla sua tabella, ne dovrebbe fare 20 nelle restanti 9 giornate, anche se è possibile che per la quota Champions del quarto posto ne basti qualcuno in meno. Riprendere a vincere subito, dopo i recenti rallentamenti, non è un imperativo, ma quasi: proprio a Parma, Casa Pioli.