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Milan, confronto Donnarumma-ultras: "O firmi il rinnovo o con la Juve non devi giocare"

Gianluigi Donnarumma (agf)
L'incontro è avvenuto prima della sfida contro il Benevento, molto scosso il portiere - obiettivo di mercato bianconero - tornato in lacrime al centro sportivo. "Non ho scelto niente". Maldini: "Trattative per rinnovi congelate"
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Il Milan è tornato alla vittoria convincente e si mantiene in zona Champions, con sole quattro partite da giocare. Ma il caso Donnarumma scuote più che mai l'ambiente e dopo il confronto a Milanello tra il diretto interessato e una delegazione di ultras rossoneri, a poche ore dalla gara col Benevento, rischia di diventare il più serio problema per il duello fondamentale di domenica 9 maggio in casa della Juventus, con ripercussioni innegabili anche in vista dell'Europeo di giugno.

Se non rinnovi niente partita con la Juve

L'incrocio con l'avversaria diretta per un posto nella coppa più importante, che il Milan non frequenta ormai da sette anni, è infatti anche un crocevia personale per il portiere della Nazionale, che non ha rinnovato il contratto col suo attuale club, nel quale è cresciuto, e sarebbe appunto un obiettivo non più nascosto della Juventus per la prossima stagione. Come Donnarumma stesso ha ammesso nel su…

Il Milan è tornato alla vittoria convincente e si mantiene in zona Champions, con sole quattro partite da giocare. Ma il caso Donnarumma scuote più che mai l'ambiente e dopo il confronto a Milanello tra il diretto interessato e una delegazione di ultras rossoneri, a poche ore dalla gara col Benevento, rischia di diventare il più serio problema per il duello fondamentale di domenica 9 maggio in casa della Juventus, con ripercussioni innegabili anche in vista dell'Europeo di giugno.

Se non rinnovi niente partita con la Juve

L'incrocio con l'avversaria diretta per un posto nella coppa più importante, che il Milan non frequenta ormai da sette anni, è infatti anche un crocevia personale per il portiere della Nazionale, che non ha rinnovato il contratto col suo attuale club, nel quale è cresciuto, e sarebbe appunto un obiettivo non più nascosto della Juventus per la prossima stagione. Come Donnarumma stesso ha ammesso nel suo incontro con gli ultras, che hanno raccolto le ultime indiscrezioni sulla presunta offerta della Juventus (quadriennale a 10 milioni l'anno) e gli hanno chiesto di non giocare la partita di Torino se prima non avrà rinnovato il contratto col Milan, la questione è ancora in sospeso e nessuna decisione è stata presa.

Giocatore in lacrime

"Non ho scelto niente", ha risposto il portiere, molto turbato dall'episodio, al punto da essere tornato in lacrime dentro il centro sportivo. Ha poi giocato regolarmente a San Siro contro il Benevento, senza essere per la verità particolarmente impegnato. Lo ha favorito in questo caso l'assenza del pubblico, circostanza che si ripeterà allo Stadium, dove è impensabile che possa accettare di non scendere in campo e dove del resto Pioli non può rinunciare alla sua presenza. Ma sarà una settimana di pressione fortissima per lui. Appare invece imperturbabile il suo procuratore Mino Raiola, che rappresenta anche Ibrahimovic fresco di rinnovo e il capitano Romagnoli, a sua volta in discussione per l'eventuale prolungamento dell'accordo col club.

Il nodo Champions

Al di là delle note questioni economiche, c'è pure una premessa tecnica, particolarmente ingarbugliata: il nodo è la possibilità per Donnarumma di giocare finalmente in Champions, lui che a soli 22 anni gioca in serie A dal 2015 (esordì a 16 anni e 8 mesi) e in Nazionale dal 2016, ma non ha ancora una sola presenza nel torneo dell'eccellenza europea. Né il Milan né la Juventus gli possono garantire al momento certezze da questo punto di vista, perché la lotta per la qualificazione alla Champions è in pieno svolgimento. Il Psg, che pareva l'alternativa più credibile, ha rinnovato il contratto al suo portiere Navas proprio alla vigilia dell'andata della semifinale persa col Manchester City (con due errori di Navas stesso, colmo della beffa). 

Il giro di portieri

L'ipotesi del rinnovo di un anno col Milan a 7 milioni di euro più bonus (oggi ne guadagna 6, Raiola ne avrebbe chiesti 12) sarebbe il classico rinvio in tribuna, perché la crisi economica del calcio riduce la possibilità di investimento anche dei grandi club e perché il Milan ha bloccato il portiere Maignan del Lille, mentre la Juventus dovrebbe comunque piazzare Sczsesny (in Premier League, sostiene la stampa inglese). Di sicuro sono tornati i tempi di Dollarumma, anno 2017, quando agli europei Under 21 in Polonia Roman Sidorovic, presidente del Milan Club Polonia, coniò il beffardo nomignolo su uno striscione, in una situazione analoga a quella di oggi, e per dileggio verso l'allora diciottenne protagonista del caso di mercato lanciò dollari falsi sul campo allo stadio di Cracovia durante Danimarca-Italia. Il rendimento di Donnarumma in quel torneo non fu all'altezza delle sue grandi capacità. Ora c'è un altro Europeo alle porte, ben più importante, e la vicenda non fa certamente piacere al ct Mancini.

Maldini: "Solo il Milan decide chi gioca"

Sulla vicenda del confronto tra Donnarumma e gli ultras è intervenuto Paolo Maldini, direttore dell'area tecnica del club rossonero: "E' importante ribadire con fermezza che nessuno al di fuori del Milan puo' decidere chi gioca e chi rinnova - ha spiegato all'Ansa -. Certe scelte competono all'allenatore per quanto riguarda il campo e al Club per le questioni contrattuali. Da questo momento ogni singola trattativa per i rinnovi viene congelata fino alla fine della stagione, per permettere alla squadra di concentrarsi unicamente sul campionato. Nel frattempo, continueremo a tutelare i nostri calciatori come abbiamo sempre fatto". E ancora: "I tifosi del Milan, fino ad oggi esemplari nel sostenere la squadra devono capire che in questo momento i giocatori hanno bisogno di serenità e concentrazione per affrontare le prossime gare che saranno decisive. Quello che è accaduto sabato mattina con Donnarumma non aiuta. Ribadisco l'assoluta professionalità di tutti i nostri giocatori, anche di quelli in scadenza, che non hanno mai fatto mancare dedizione alla causa e impegno".