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Milan, il mistero Messias: non gioca mai

Junio Messias con la maglia del Milan: ancora però in campo non si è visto 
Da favola a rebus, la parabola del fattorino affacciatosi alla grande ribalta a trent'anni ha subito un arresto. Non ha infatti messo piede in campo e non era neanche in panchina in Champions contro l'Atletico. Sembra per una scarsa forma fisica che ha consigliato il club ad un suo graduale "ricondizionamento"
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C'è un piccolo mistero nel Milan: si chiama Junior Messias. Lo ha certificato uno sguardo alle due panchine, durante la prima partita di Champions a San Siro. Il Milan aveva nove uomini in panchina, contro gli undici dell'Atletico Madrid, che ha vinto la partita grazie all'arbitro Cakir, al rigore e alla superiorità numerica per oltre un'ora dopo l'espulsione di Kessié, ma anche perché Simeone ha potuto attingere a un serbatoio formidabile: Griezmann ha fatto gol, Lemar ha provocato il discutibile rigore e non solo, Renan Lodi ha porto l'assist del pari, Joao Felix ha aggiunto freschezza all'attacco, De Paul ha portato ordine a centrocampo. Se si considera che sono rimasti seduti giocatori come Cunha, Hector Herrera e Vrsaljko, emerge ancora di più la differenza con le risorse che Pioli non ha potuto mettere in campo: l'assenza di Ibrahimovic si è notata assai, anche perché - preservato Daniel Maldini e f…

C'è un piccolo mistero nel Milan: si chiama Junior Messias. Lo ha certificato uno sguardo alle due panchine, durante la prima partita di Champions a San Siro. Il Milan aveva nove uomini in panchina, contro gli undici dell'Atletico Madrid, che ha vinto la partita grazie all'arbitro Cakir, al rigore e alla superiorità numerica per oltre un'ora dopo l'espulsione di Kessié, ma anche perché Simeone ha potuto attingere a un serbatoio formidabile: Griezmann ha fatto gol, Lemar ha provocato il discutibile rigore e non solo, Renan Lodi ha porto l'assist del pari, Joao Felix ha aggiunto freschezza all'attacco, De Paul ha portato ordine a centrocampo. Se si considera che sono rimasti seduti giocatori come Cunha, Hector Herrera e Vrsaljko, emerge ancora di più la differenza con le risorse che Pioli non ha potuto mettere in campo: l'assenza di Ibrahimovic si è notata assai, anche perché - preservato Daniel Maldini e fuori dalla lista europea Pellegri, Castillejo e Conti - Giroud quando è entrato  ha dimostrato di non avere ancora risolto i suoi guai alla schiena, emersi durante la sosta per Covid: la corsa non era sciolta ed è stato relativo  il contributo all'azione di alleggerimento dagli attacchi dell'Atletico nella fase più delicata della partita. Tutte queste circostanze hanno reso ancora più evidente l'assenza dalla panchina di Messias, il colpo dell'ultima parte del mercato estivo. Il trentenne brasiliano sbocciato tardi nel grande calcio, ma protagonista della favolosa parabola dal mestiere di fattorino al sogno della Champions, per il momento non ha ancora messo piede in campo con la maglia rossonera. Le voci di un infortunio durante i primi allenamenti a Milanello non sono state confermate, né smentite: la versione ufficiale è che non fosse nella giusta condizione atletica e che sia stato portato a un graduale "ricondizionamento". Il percorso, che dura ormai da un mese, dovrebbe in teoria concludersi proprio domenica prossima a Bergamo, dove i tifosi si aspettano di vederlo apparire almeno in panchina. 

Ma c'è anche il dubbio Ibra

 L'altro dubbio riguarda Ibrahimovic e la sua infiammazione al tendine d'Achille. Che la squadra abbia bisogno di lui nelle partite di più alto livello - quella con l'Atalanta appartiene certamente alla categoria - è sembrato chiaro una volta di più con l'Atletico. Ma il fuoriclasse svedese, che proprio domenica compirà 40 anni e che è stato anche convocato dal suo ct Andersson per le partite di qualificazione mondiale della Svezia con Grecia (9 ottobre) e Kosovo (12 ottobre), sa per primo di non potere rischiare un altro infortunio: tornerà in campo solo se e quando lo potrà fare senza eccessivi pericoli. I tifosi milanisti, intanto hanno scatenato sui social il dibattito, invitando il Milan a preservarlo da qualunque rischio in campionato o con la sua Nazionale.