Milan, Pioli: "Con l'Atalanta sfida da Champions. A Ibrahimovic regalerei la longevità"
di Enrico Currò , di Enrico CurròIl conto alla rovescia di Ibrahimovic verso la partita più importante della sua seconda carriera, Porto-Milan del 19 ottobre, comincia allo stadio di Bergamo, però da spettatore. E' infatti in tribuna che festeggerà i suoi primi 40 anni assistendo al duello mai banale con l'Atalanta: nel dicembre 2019 l'umiliante 5-0 indusse Boban e Maldini a reclutarlo in fretta, a scopo tecnico e motivazionale. Pioli riassume: "Da gennaio 2020 è iniziato il percorso nostro di squadra, che non è ancora finito. E non è finito nemmeno il percorso di Zlatan. Se potessi, per il suo compleanno gli regalerei la longevità: con la testa che ha Zlatan, può passare sopra qualsiasi problema".
Il conto alla rovescia di Ibrahimovic verso la partita più importante della sua seconda carriera, Porto-Milan del 19 ottobre, comincia allo stadio di Bergamo, però da spettatore. E' infatti in tribuna che festeggerà i suoi primi 40 anni assistendo al duello mai banale con l'Atalanta: nel dicembre 2019 l'umiliante 5-0 indusse Boban e Maldini a reclutarlo in fretta, a scopo tecnico e motivazionale. Pioli riassume: "Da gennaio 2020 è iniziato il percorso nostro di squadra, che non è ancora finito. E non è finito nemmeno il percorso di Zlatan. Se potessi, per il suo compleanno gli regalerei la longevità: con la testa che ha Zlatan, può passare sopra qualsiasi problema".
Per Zlatan obiettivo Porto
Quasi due anni dopo, compiuta la missione restauro della squadra a dispetto di muscoli e giunture scricchiolanti, il fuoriclasse svedese potrà oggi misurare da fuori la portata dei passi ancora da fare, certo di essere ancora necessario e con l'orizzonte della partita di Porto per dimostrarlo, dopo avere superato il dolore al tendine d'Achille. Lo aiuterà la sosta per le Nazionali, che nel suo caso coincide con la rinuncia alla maglia della Svezia per le qualificazioni mondiali, contro Grecia e Kosovo. La priorità è il Milan, cioè l'obiettivo di rientrare sabato 16 col Verona in campionato per l'opportuno rodaggio in vista della coppa. Non si tratta solo della volontà di inseguire un nuovo record - quello del più attempato goleador della storia della Champions - ma di fornire concreto sostegno al gioco di Pioli, che senza Ibra ha retto bene l'urto grazie ai giovani talenti, Leao e Brahim Diaz su tutti, e tuttavia si è ritrovata senza un centravanti di ruolo, essendo Giroud ancora afflitto dal mal di schiena e destinato alla panchina, probabilmente con Pellegri.
Una sfida da Champions
Il confronto di Bergamo è il più adatto alle verifiche, perché molto somiglia alle sfide internazionali. Se infatti Atalanta-Milan è di nuovo un duello al vertice, lo si deve al ritorno del Milan tra le prime della classe, perché l'Atalanta di Gasperini ha da tempo acquisito questo status. Ma la temporanea inversione dei ruoli, interrotta in campionato, ha prodotto conseguenze più durature in Champions League, dove la squadra della provincia si è presentata al sorteggio in terza fascia, mentre la squadra della metropoli è ripartita dalla quarta: entrambe ne hanno ricevuto in dote un girone difficile, con la differenza che l'Atalanta lo ha ammortizzato meglio e dopo due giornate è in testa davanti al Manchester United, mentre il Milan ha raccolto complimenti per il gioco esibito contro Liverpool e Atletico Madrid, però ha ancora zero punti in classifica. Pioli non ha dubbi: "E' una partita da Champions, in tutti i sensi. L'Atalanta è molto forte e gioca sempre per vincere: con l'Inter le squadre hanno tirato in porta una ventina di volte a testa. Cercheremo di attaccare e così faranno i nostri avversari. Prevedo difficoltà difensive sia per noi sia per l'Atalanta".
La difesa di Kessié
Il caso Kessié, per l'allenatore, non è tale: "E' lo stesso dell'anno scorso, anche se non è ancora al 100% delle sue potenzialità, ha avuto un'estate piena di impegni. Il valore di Franck non può essere messo in discussione. E' sbagliato giudicare le prestazioni in base al contratto. Non c'è tutto questo clamore intorno ad altri giocatori di altre squadre in scadenza di contratto: io non sono assolutamente preoccupato". Il rischio di un nuovo tormentone Donnarumma per l'intera stagione, dice Pioli, non esiste: "C'è una trattativa con due parti, non sono io a potere dire quando ci sarà una conclusione: la cosa più importante per me sono gli atteggiamenti di Kessié in campo e fuori".
Finalmente Messias
La fresca ferita della sconfitta con l'Atletico e del discusso arbitraggio di Çakir non si è del tutto rimarginata: "Ma le sconfitte si devono trasformare in energia positiva: abbiamo analizzato la gara, le cose molto buone fatte in parità numerica. Siamo sempre più sicuri di essere molto competitivi ad altissimi livello". Entra nella rosa, per la prima volta, Junior Messias: andrà in panchina, anche se il suo debutto non è certo, visto anche l'esordio da titolare con gol di Daniel Maldini: "Avrò Messias per la prima volta a disposizione, ha fatto i primi due allenamenti in gruppo. Può giocare a destra o da trequartista, mi garantisce nuove soluzioni offensive. D'altronde giocheremo la settima partita in trentuno giorni e succederà lo stesso anche col prossimo blocco di impegni dopo la sosta: ci sarà bisogno di tutti e tutti avranno la loro occasione".