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Milan, Giroud monsieur derby: gol per l'assalto dello scudetto

Olivier Giroud esulta al termine del derby vinto contro il'Inter (reuters)
Dalle prodezze di Montpellier a controfigura di Ibrahimovic. Storia di un centravanti di provincia diventato campione del mondo che grazie alla doppietta contro l'Inter ha rilanciato i rossoneri nella lotta al titolo
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MILANO - Guardando da molto vicino l'invasore di campo che nel finale della partita ha tentato di rubargli la scena e con movenze tipiche da ala del rugby ha fatto sette zig-zag tra gli steward prima di finire irrimediabilmente placcato, Olivier Giroud, autore dei due gol che hanno deciso il derby di Milano, avrà certo pensato alla sua adolescenza di ragazzo francese nato a Chambéry e cresciuto a Grenoble, ai piedi delle Alpi, dove sarebbe stato appunto più facile dedicarsi al rugby oppure allo sci. Invece ha fatto il calciatore e nel motore del Milan di Pioli è carburante per lo scudetto.

Monsieur Derby, tra Alexis e il colpo dello scorpione

L'altra cosa che sarà venuta in mente al trentacin…

MILANO - Guardando da molto vicino l'invasore di campo che nel finale della partita ha tentato di rubargli la scena e con movenze tipiche da ala del rugby ha fatto sette zig-zag tra gli steward prima di finire irrimediabilmente placcato, Olivier Giroud, autore dei due gol che hanno deciso il derby di Milano, avrà certo pensato alla sua adolescenza di ragazzo francese nato a Chambéry e cresciuto a Grenoble, ai piedi delle Alpi, dove sarebbe stato appunto più facile dedicarsi al rugby oppure allo sci. Invece ha fatto il calciatore e nel motore del Milan di Pioli è carburante per lo scudetto.

Monsieur Derby, tra Alexis e il colpo dello scorpione

L'altra cosa che sarà venuta in mente al trentacinquenne goleador, ormai noto come Monsieur Derby per averne giocati a Londra ben 72 tra Arsenal e Chelsea con 21 reti (adesso il computo diventa di 73 presenze e 23 reti), è che il destino a volte si diverte proprio. Una tra le sue più celebri prodezze risale infatti al 2017, quando giocava nell'Arsenal: il "colpo dello scorpione" su assist di Alexis Sanchez, un favoloso gol al Crystal Palace, di tacco su cross dell'allora compagno cileno. Che in questo derby, da avversario con la maglia dell'Inter, gli ha fatto di nuovo un assist, per quanto involontario: si è lasciato rubare il pallone da lui e ha perciò innescato l'azione del pareggio, alla quale sarebbe seguita per Giroud, appena tre minuti più tardi, la girata della vittoria.

Nostalgia dei Bleus

Per Giroud è stato un trionfo, perché chi firma un derby entra nella galleria degli eroi della propria squadra. E il religiosissimo Olivier, che ha un salmo della Bibbia tatuato sul braccio destro, adesso ha dunque un posto d'onore nella storia milanista. Eppure, come talvolta gli è capitato durante il suo ormai lungo percorso (17 stagioni) nel calcio professionistico, non è un titolare indiscusso. L'esempio più amaro è la Nazionale francese, con la quale è diventato campione del mondo a Russia 2018. Il curriculum dice che coi Bleus Giroud ha giocato 3 Europei e 2 Mondiali, che in Russia - tolta la partita d'esordio - al centro dell'attacco c'è stato sempre lui, finale di Mosca con la Croazia inclusa, e che la statistica non mente: 110 presenze e 46 gol dal 2011. Sui campi complicati, nelle situazioni difficili, il prode Olivier c'era sempre. Ultimamente, però, ha perso il treno: un po' per la concorrenza interna del quasi coetaneo Benzema, che sedici mesi fa è tornato tra i convocati di Deschamps dopo sei anni di oblio e un po' perché nel reparto di lusso c'è gente più giovane come Mbappé e Griezmann, ma soprattutto perché Giroud non eccelle nell'arte della diplomazia. In una delle sue più recenti interviste, dopo una partita con la Francia, ha lasciato intendere senza giri di parole che qualche compagno non gli passava volentieri il pallone: i media l'hanno interpretata come un'allusione a Mbappé. Così esistono adesso fondate possibilità, complice l'età, che il rigore segnato contro la Svizzera all'Europeo, nell'ottavo di finale diventato l'epilogo del torneo per la squadra campione del mondo, possa essere il suo ultimo gol in Nazionale e che il Mondiale in Qatar sia un sogno proibito.

 

Come col Montpellier

Mai dire mai, comunque, perché Deschamps convocava Giroud anche quando non era titolare in Premier League e perché il criterio dichiarato dal ct francese per la chiamata degli attaccanti è che sappiano segnare soprattutto nelle partite importanti, non solo in quelle facili. Il derby appartiene certamente al primo gruppo. Inoltre l'ex ragazzo cresciuto sotto le Alpi e diventato cosmopolita a Londra ha un'esperienza internazionale con pochi paragoni, tra i calciatori in attività: alle 225  partite in Premier League con Arsenal e Chelsea (con 90 gol) può aggiungerne 46 in Champions (18 gol), le 5 più recenti col Milan. Che si compiace degli 8 gol (1 in Coppa Italia) in 21 presenze (12 da titolare). D'altronde "Olivier ha un grande pregio: sul campo è altruista e fa giocare bene i suoi compagni": questo diceva di lui Louis Niccolin, il presidente scomparso del Montpellier, che lo lanciò fino all'incredibile conquista del titolo di Francia nella stagione 2011-12, allo sprint sul Psg di Ancelotti. Ora il Milan francofono, la squadra di Maignan e Kalulu, Hernandez e Bennacer e Kessié, confida in una riedizione di quel successo imprevedibile. Anche grazie al centravanti ingaggiato per fare la controfigura di Ibrahimovic e diventato subito altrettanto prezioso.