Milan-Genoa 2-0: grazie a Leao e Messias i rossoneri mantengono la vetta
di Enrico Currò , di Enrico CurròClassifica | Calendario | Marcatori
MILANO — L'Inter ha vinto a La Spezia all'ora del tramonto, il Milan gli ha risposto battendo il Genoa quando a San Siro faceva buio. Col calendario perennemente sfalsato dall'impero delle dirette tivù, durerà ancora poco più di un mese il derby per lo scudetto e sarà più che mai una gara indiretta tra le milanesi, con la partecipazione speciale del Napoli e con la parentesi, martedì prossimo, del derby diretto per conquistare la finale di Coppa Italia, che per il Milan affamato di titoli è un surrogato ma non troppo, perché intanto conviene provare a vincere e il resto si vedrà. Di sicuro questi prossimi quaranta giorni rossoneri saranno pieni anche di altro, data la trattativa per la vendita del club emersa all'improvviso, però i tifosi quasi non hanno voglia di pensarci. A loro premeva tornare allo stadio per riempirlo e cantare s…
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MILANO — L'Inter ha vinto a La Spezia all'ora del tramonto, il Milan gli ha risposto battendo il Genoa quando a San Siro faceva buio. Col calendario perennemente sfalsato dall'impero delle dirette tivù, durerà ancora poco più di un mese il derby per lo scudetto e sarà più che mai una gara indiretta tra le milanesi, con la partecipazione speciale del Napoli e con la parentesi, martedì prossimo, del derby diretto per conquistare la finale di Coppa Italia, che per il Milan affamato di titoli è un surrogato ma non troppo, perché intanto conviene provare a vincere e il resto si vedrà. Di sicuro questi prossimi quaranta giorni rossoneri saranno pieni anche di altro, data la trattativa per la vendita del club emersa all'improvviso, però i tifosi quasi non hanno voglia di pensarci. A loro premeva tornare allo stadio per riempirlo e cantare senza posa come hanno fatto, col contrappunto della folla di sbandieratori genoani, ammirevoli per la capacità di resistere a mille delusioni.
Gli oltre 70 mila presenti sono i veri vincitori della serata, perché in effetti la partita, vista con occhio critico, non ha offerto troppe occasioni per entusiasmarsi, anche se alla fine i milanisti hanno festeggiato il 2-0 e il parziale primato ritrovato con evidente ansia liberatoria, dopo i due 0-0 di seguito con Bologna e Torino. Ancora sprovvisto di Ibrahimovic, seduto a bordocampo accanto al primogenito, l'attacco di Pioli ha punzecchiato pochino la difesa formato muro di Blessin, che ha perso l'impenetrabilità forse perché la squadra ha perso un pizzico del famoso gegenpressing, senza acquisire in cambio la necessaria grinta sotto la porta altrui: era stata più incisiva a gennaio in Coppa Italia, nell'ultima di Shevchenko sulla panchina del Grifone.
Il tabellino
MILAN-GENOA 2-0
11’ pt Leao, 42’ st Messias
Milan (4-2-3-1): Maignan 6,5 – Kalulu 6,5, Gabbia 6 (29’ st Krunic), Tomori 6, T.Hernandez 6,5 – Bennacer 6 (40’ st B.Diaz sv), Tonali 6 – Saelemaekers 5 (16’ st Messias 6,5), Kessié 6, Leao 6,5 (40’ st Ballo Touré sv) – Giroud 5,5 (16’ st Rebic 6). All. Pioli 6.
Genoa (4-3-2-1): Sirigu 6,5 – Hefti 5, Bani 6, Ostigard 5,5, Vasquez 5,5 – Frendrup 5 (26’ st Yeboah 5,5), Badelj 6, Galdames 6 – Ekuban 5 (10’ st Melegoni 6), Amiri 6 (26’ st Gudmunsson 5) – Piccoli 5 (10’ st Destro 5). All. Blessin 5.
Arbitro: Chiffi 6.
Note: ammoniti Yeboah, Tonali e Gudmunsson. Spettatori: 70.259, incasso 1.181.735 euro.