Milan, dopo lo scudetto la nuova proprietà: Gerry Cardinale in città per chiudere
di Enrico Currò , Luca Pagni , di Enrico Currò, Luca PagniGerry Cardinale è sbarcato a Milano, un paio di giorni dopo la vittoria dello scudetto prima di tornare al suo quartiere generale di New York. E col viaggio italiano del futuro proprietario del Milan, il fondatore della società d'investimento americana RedBird Capital, è cominciata di fatto la nuova fase di vita del club, fresco di conquista del diciannovesimo scudetto. In settimana è previsto il passaggio di proprietà, con la firma del "signing", il contratto preliminare. E questo spiega la presenza - in questi giorni - anche di Paul Singer, il fondatore del fondo Elliott, che mai aveva visitato Milano in precedenza.
Elliott resta con una quota di minoranza
Sarà un addio dilazionato nel tempo. Elliott rester&…
Gerry Cardinale è sbarcato a Milano, un paio di giorni dopo la vittoria dello scudetto prima di tornare al suo quartiere generale di New York. E col viaggio italiano del futuro proprietario del Milan, il fondatore della società d'investimento americana RedBird Capital, è cominciata di fatto la nuova fase di vita del club, fresco di conquista del diciannovesimo scudetto. In settimana è previsto il passaggio di proprietà, con la firma del "signing", il contratto preliminare. E questo spiega la presenza - in questi giorni - anche di Paul Singer, il fondatore del fondo Elliott, che mai aveva visitato Milano in precedenza.
Elliott resta con una quota di minoranza
Sarà un addio dilazionato nel tempo. Elliott resterà con una consistente quota di minoranza (circa il 30% delle azioni), con una valorizzazione del club rossonero attorno a 1,3 miliardi. Che potrebbero diventare 1,8 nel caso si verifichino alcune condizioni, dall'aumento del fatturato alla realizzazione del nuovo stadio. E' una valutazione che tiene conto di come stanno salendo le quotazioni dei club di primi piano (gli oltre 5 miliardi del Chelsea hanno alzato l'asticella) e della aspettative economiche per un Milan che torna competitivo. Basti dire che secondo i dati di una società specializzata, la valutazione della società nel 2021 ha raggiunto 580 milioni, con un aumento del 35% rispetto all'anno precedente: un balzo che non ha eguali nel panorama del calcio europeo e che non tiene ancora conto del successo in campionato.
Maldini e Massara al lavoro sul mercato
Nel frattempo, Paolo Maldini e Ricky Massara potranno procedere col mercato estivo, secondo linee guida simili a quelle dettate da Elliott per il risanamento economico: acquisti di giovani talenti e ingaggi possibilmente sotto i 4,5 milioni di euro netti l'anno, tetto toccato al momento da Hernandez e base anche per la trattativa del rinnovo del contratto di Leao, i cui numerosi estimatori (Newcastle, Real Madrid, Psg, Dortmund su tutti) devono misurarsi con la clausola di rescissione da 150 milioni, fissata nel 2019, all'epoca dell'acquisto dal Lille, su insistenza dell'allora capo del settore sportivo Boban. La clausola diventa certamente un jolly per cercare di trattenere Leao, protagonista dello scudetto, alle prese anche con la vicenda del risarcimento allo Sporting Lisbona (20 milioni, da versare insieme al Lille) per la rescissione unilaterale del contratto, quando passò appunto al Lille nel 2018.
Attacco, non bastano Giroud e Origi
L'attacco è comunque al centro del mercato anche in entrata: Giroud confermato e Origi a parametro zero dal Liverpool non sono sufficienti per campionato e Champions, dopo l'operazione di Ibrahimovic al ginocchio sinistro, ma per scongiurare l'ipotesi del ritiro con tempi di recupero di 7-8 mesi. A Casa Milan non si profila comunque, né per il campo né per gli uffici di via Aldo Rossi, la rivoluzione che sarebbe invece stata probabile se l'asta per l'acquisto fosse stata vinta da Investcorp, Il fondo arabo era arrivato a un'offerta da 1,2 miliardi e si è sfilato non molto tempo dopo la due diligence, il controllo dei conti dal quale non erano emersi problemi.
Gazidis in scadenza, Scaroni 'vuole' lo stadio
Il fondo Elliott, oltre al 30% delle azioni manterrà anche un rilevante potere in consiglio d'amministrazione, dove rimarrà il loro manager di riferimento italiano, Giorgio Furlani. Sulla figura dell'amministratore delegato non c'è fretta: scade a fine novembre il contratto di Ivan Gazidis, il manager sudafricano che ha portato le sue esperienze nella Mls nordamericana e in Premier League (con l'Arsenal), caldeggiando inizialmente anche la Superlega (ma il Milan ha rinunciato prima del braccio di ferro con l'Uefa). Se Gazidis deciderà di lasciare, si penserà al sostituto, forse ancora straniero ma non necessariamente. Quanto al presidente Paolo Scaroni, non ha mai nascosto di volersi concentrare soprattutto sul nuovo stadio, che considera la priorità assoluta per competere coi club inglesi, e sembra intenzionato a restare in carica solo se vi si potrà dedicare in prevalenza.
Il passaggio di Cardinale a Milano pare propizio all'accelerazione sullo stadio: il fondatore di RedBird, durante le sue prime 48 ore milanesi da aspirante neoproprietario del club, ha visitato entrambe le aree del potenziale nuovo impianto, San Siro e Sesto San Giovanni. Da esperto in show business, avrebbe concordato sulla necessità di fare presto: al limite anche senza l'Inter, dove è un'incognita il rapporto finanziario tra la proprietà cinese degli Zhang, padroni del colosso dell'elettronica Suning, e il fondo d'investimento statunitense Oaktree, che ha in pegno la quasi totalità delle azioni del club di Viale della Liberazione. Ma anche per il club nerazzurro è venuto il momento di fare i conti.