Milan-RedBird, non c'è conflitto di interessi: ecco perché
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròL’imminente acquisizione del pacchetto di maggioranza del Milan da parte della società d’investimento americana RedBird di Gerry Cardinale, che detiene l’11% delle quote di Fenway Sports Group proprietario del Liverpool, non è passata sotto silenzio nelle ore di vigilia della finale di Champions. Ma nel quartiere generale parigino dell’Uefa, così come nell’entourage dei Reds, si è informalmente sottolineato che, in caso di closing nella trattativa in corso, non esisterebbe comunque alcun conflitto d’interessi. Una vicenda ben più scabrosa in materia, quella di Salisburgo e Lipsia di proprietà della Red Bull, è stata risolta dalla multinazionale austriaca modificando i Cda dei due club e gli accordi di sponsorizzazione. Nel caso di Milan e Liverpool la questione appare assai meno delicata.
L’imminente acquisizione del pacchetto di maggioranza del Milan da parte della società d’investimento americana RedBird di Gerry Cardinale, che detiene l’11% delle quote di Fenway Sports Group proprietario del Liverpool, non è passata sotto silenzio nelle ore di vigilia della finale di Champions. Ma nel quartiere generale parigino dell’Uefa, così come nell’entourage dei Reds, si è informalmente sottolineato che, in caso di closing nella trattativa in corso, non esisterebbe comunque alcun conflitto d’interessi. Una vicenda ben più scabrosa in materia, quella di Salisburgo e Lipsia di proprietà della Red Bull, è stata risolta dalla multinazionale austriaca modificando i Cda dei due club e gli accordi di sponsorizzazione. Nel caso di Milan e Liverpool la questione appare assai meno delicata.
RedBird nel Liverpool non ha potere decisionale
L’articolo 5 del regolamento Uefa sull’integrità delle competizioni spiega infatti, alla voce multiproprietà, che “nessun club può, direttamente o indirettamente, detenere o trattare titoli o azioni di qualsiasi altro club partecipante a un torneo Uefa”, ma aggiunge che il nodo è l’impossibilità per una persona fisica “di esercitare con qualsiasi mezzo un’influenza nel processo decisionale di più club”. Non è questo il caso di RedBird nel Liverpool, dove non ha alcun potere decisionale. Lo ha ricordato lo stesso presidente del Liverpool Tom Werner, confermando il rapporto di collaborazione in altri ambiti con Cardinale e “l’intenzione di lavorare con lui, che fornisce un importante contributo di idee, a progetti futuri”.
Vi figura Springhill Entertainment, società di proprietà del cestista statunitense LeBron James e di Maverick Carter, con la tennista Serena Williams nel consiglio di amministrazione. Springhill nel 2020 raccolse secondo Business Week 100 milioni di dollari per un progetto di intrattenimento legato a varie produzioni televisive e cinematografiche sullo sport professionistico. Nell’intreccio tra Liverpool e RedBird c’è un precedente indiretto: l’attuale presidente del Tolosa, appena promosso nella Ligue 1 francese e di proprietà di RedBird, è Daniel Comolli, che dal 2010 al 2012 è stato direttore sportivo dei Reds, veste nella quale ha contribuito agli ingaggi di Luis Suarez e dell’attuale capitano del Liverpool Jordan Henderson.