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Milan a RedBird: ombre dal Lussemburgo

(agf)
In casa rossonera si dà per scontato il passaggio di proprietà, ma intanto prosegue la battaglia legale con l'ex presidente Yonghong Li e dall'azionista di minoranza Blue Skye del finanziere Salvatore Cerchione, che ritiene illegittima la trattativa
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MILANO - Mentre da Casa Milan filtra sempre tranquillità sull'imminente passaggio tutto americano delle quote di maggioranza del club dal fondo Elliott della famiglia Singer alla società d'investimento RedBird di Gerry Cardinale, prosegue in Lussemburgo la battaglia legale attorno a due questioni societarie: le cause intentate a Elliott rispettivamente dall'ex presidente Yonghong Li, che un mese fa ha ottenuto il sequestro cautelare di 364 milioni di euro del fondo dei Singer, e dall'azionista di minoranza Blue Skye del finanziere Salvatore Cerchione, che ritiene illegittima la trattativa Elliott-RedBird. 

Sul primo fronte va registrata una novità. Elliott ha presentato in Lussemburgo formale opposizione al sequestro cautelare di 364 milioni di euro, disposto lo scorso luglio dal tribunale di Città del Lussemburgo a favore di Li. Si tratta di una nuova tappa in una vicenda controversa. Per quanto scontata dal punto di vista della prassi giudiziaria, la mossa di Elliott conferma come l'iter del closing con Cardinale sia ancora caratterizzato dai contenziosi a latere. Quello legato a Yonghong Li nasce dalla diffida inviata lo scorso 26 aprile dai legali dell’imprenditore cinese ex proprietario del Milan a Elliott. Li diffidava appunto il fondo dei Singer dall’intraprendere iniziative, a cominciare dalle trattative per la vendita, che fossero potenzialmente in grado di inficiare la sua azione legale, in corso dal maggio 2021.

In quel procedimento, tuttora in attesa di sviluppi, Yonghong chiedeva di essere risarcito per l'evento del luglio 2018, quando perse la proprietà del Milan, a favore di Elliott, a causa del mancato  pagamento di una tranche di 32 milioni al fondo, che gliene aveva prestati 303 nel 2017 per il closing con Silvio Berlusconi. Secondo Li, il valore del club, nel 2018, era assai superiore al suo debito e i suoi avvocati pretendono dunque che gli venga versata la differenza. Il sequestro giudiziario di 364 milioni, ottenuto un mese fa, ha segnato un punto a favore di Li. Ma la risposta di Elliott, l'opposizione formale al provvedimento, non si è fatta attendere ed esclude per il momento l'epilogo della transazione. Adesso la palla passa di nuovo al tribunale del Lussemburgo, mentre a Casa Milan si dà per scontato che a settembre in via Aldo Rossi ci sarà un nuovo proprietario: Gerry Cardinale. Nessun rallentamento, assicurano le fonti più vicine a RedBird. Ma Yonghong Li e Salvatore Cerchione, che si è rivolto sia al tribunale del Lussemburgo sia alla giustizia americana per ottenere una sorta di rogatoria sulle carte della trattativa Elliott-RedBird, non si arrendono.