Sport

Milan, Pioli: "E' già scontro diretto, l'Atalanta ci dirà a che punto siamo"

Stefano Pioli
Stefano Pioli  (agf)
Il tecnico presenta la difficile trasferta di Bergamo: "Si affrontano due squadre che si conoscono bene e sviluppano un calcio propositivo e offensivo. Credo che sarà una partita intesa"
1 minuti di lettura

"È un test importante per crescere e capire a che punto siamo. È uno scontro diretto, una partita importante che arriva presto nel calendario da affrontare nel miglior modo possibile. Servirà organizzazione, determinazione, fisicità e tanta qualità che ti fa vincere le partite. Si affrontano due squadre che si conoscono bene, che sviluppano un calcio propositivo e offensivo. A Bergamo, un anno fa, abbiamo avuto la bravura di andare in vantaggio subito. Credo che sarà una partita intesa, una partita bella da giocare". Stefano Pioli sa che la sfida del Milan all'Atalanta non è mai banale e, ampliando il quadro, si immagina un campionato incerto: "Penso a 7-8 squadre davanti. Mi aspetto una grande Fiorentina e l'Atalanta può tornare su senza Europa. Una partita alla volta, noi dobbiamo continuare sul nostro percorso. Sarà un campionato talmente equilibrato che sarà difficile fare i punti dello scorso anno. Le difficoltà arriveranno per tutti, anche con squadre che non ti aspetti. Vincerà chi sarà il più continuo nei risultati e nelle prestazioni. Gli scontri diretti sono importanti e lo scorso anno abbiamo vinto proprio perché abbiamo fatto tanti punti con le grandi".

Con ancora due settimane di mercato aperto le cose possono cambiare, anche se al momento il Milan ha bisogno di innesti più per ragioni di numero che di reali mancanze in qualche settore. "Ho una grande rosa e una squadra più forte rispetto allo scorso anno - ha precisato Pioli -. Tutti sono importanti, nessuno indispensabile. Questa deve essere la mentalità. Abbiamo la volontà di provare a migliorare qualche situazione, ma non la necessità. La rosa è già competitiva così, vedremo se ci saranno opportunità. Tutto è condiviso con l'area tecnica e con il club".

Alla fine la differenza la farà  soprattutto la testa, il vero segreto della passata stagione, ciò che ha permesso al Milan di vincere il campionato nonostante per molti non fosse la squadra più forte: "Credo che debba far parte dell'ambizione di ogni singolo membro di questo gruppo il fatto di dover dare di più - le sue parole -. Ho responsabilità importanti su come schiero la squadra e su come la motivo. Il livello della mia comunicazione con loro mi porta a dover essere sempre più diretto. Dobbiamo lavorare bene insieme per crescere. Come i giocatori, anche io devo crescere e qui mi sento di poter lavorare sempre di più per ottenere il massimo".

 

I commenti dei lettori