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Ibrahimovic: "Sono ancora il numero uno, torno e la musica cambierà"

Lo svedese annuncia il suo ritorno in campo in Milan-Torino di venerdì sera: "Non rimetterò piede in campo per beneficenza, altrimenti starei a casa a giocare coi miei figli o su un'isola con un sigaro. Sono un leader e un esempio"
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La similitudine di Pioli dopo il 2-5 col Sassuolo è valida a maggior ragione anche dopo lo 0-1 nel derby di domenica: il Milan si trova nella stessa situazione del dicembre 2019, quando lo 0-5 con l’Atalanta segnò il punto più basso e l’inizio della risalita verso lo scudetto. Il taumaturgo scelto per guarire è lo stesso di allora: Zlatan Ibrahimovic, anni 41 e mesi 4, cicatrici tante ma carisma identico. Domani a San Siro col Torino, salvo imprevisti, il suo ritorno da abile e arruolato, con possibile ingresso nel finale: un altro calcio all’anagrafe, malgrado l’esclusione dalla lista Champions (martedì al Meazza l’andata degli ottavi col Tottenham senza Lloris). Pioli ha gettato sul tavolo i dubbi: quali garanzie può offrire chi è sceso in campo l’ultima volta a Reggio Emilia il giorno dello scudetto, tra i dolori al ginocchio sinistro poi operato?

La similitudine di Pioli dopo il 2-5 col Sassuolo è valida a maggior ragione anche dopo lo 0-1 nel derby di domenica: il Milan si trova nella stessa situazione del dicembre 2019, quando lo 0-5 con l’Atalanta segnò il punto più basso e l’inizio della risalita verso lo scudetto. Il taumaturgo scelto per guarire è lo stesso di allora: Zlatan Ibrahimovic, anni 41 e mesi 4, cicatrici tante ma carisma identico. Domani a San Siro col Torino, salvo imprevisti, il suo ritorno da abile e arruolato, con possibile ingresso nel finale: un altro calcio all’anagrafe, malgrado l’esclusione dalla lista Champions (martedì al Meazza l’andata degli ottavi col Tottenham senza Lloris). Pioli ha gettato sul tavolo i dubbi: quali garanzie può offrire chi è sceso in campo l’ultima volta a Reggio Emilia il giorno dello scudetto, tra i dolori al ginocchio sinistro poi operato?

Ibrahimovic: "Le critiche me le mangio"

Ibra non si è autocommiserato. Ha autoironicamente esordito al cinema nella saga di Asterix, come legionario romano che si infortuna all’assalto. E nei giorni del Festival di Sanremo, che due anni fa lo ospitò col fraterno amico Mihajlovic, ha affidato a Mediaset il proclama classico: "Sono ancora Dio, il numero 1: adesso cambia la musica. Voglio fare tante cose, in questi 7-8 mesi ho perso tempo. Le critiche io me le mangio e quelle a Pioli fanno parte del gioco. Non sono preoccupato per la squadra, basta poco per cambiare. Quando sei brutto, puoi diventare bello".

Ibrahimovic: "Leao pensi al campo, non al contratto"

Il ruolo di consulente esterno non fa ancora per lui, anche se la prospettiva mai smentita di un futuro a Milano lascia pensare che, quando smetterà, possa diventare dirigente del Milan: "Non voglio tornare in campo per beneficenza, altrimenti starei a casa a giocare coi miei figli. Ho aiutato la squadra in un modo differente. Ma è in campo che posso aiutare di più. Abbiamo vinto lo scudetto perché ognuno si è sacrificato e si è preso le sue responsabilità. A 41 anni ho ancora tante pagine da scrivere. Voglio trasferire la mia credibilità negli altri. Se fosse per me, sarei su un’isola con un sigaro. Se posso essere un esempio e un leader, lo faccio". Intanto il sigaro non permetterà di fumarlo a Leao e De Ketelaere: "Rafa, dopo un anno fantastico, è in trattativa per il rinnovo, ha avuto altri club che lo cercavano e il Mondiale. Ma lui deve pensare solo al calcio. Su De Ketelaere, anche per il prezzo pagato, tutti hanno aspettative. È in un’altra città, fuori casa, deve abituarsi. Deve solo sbloccarsi. Bennacer e Tomori puntano a rientrare col Tottenham, precluso a Maignan e Florenzi. Invece Leao ha preso una botta al torace e una dalle parole di Ibra: i milanisti sperano nello scossone.

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