Milan, Pioli: "Inizia un nuovo campionato, elogi e critiche sempre esagerati"
di Enrico Currò , di Enrico CurròMILANO - L'incombente duello di Champions col Tottenham mette ansia, ma prima c'è un appuntamento di campionato da non sbagliare: se non torna a vincere nell'anticipo di venerdì sera a San Siro col Torino, il Milan rischia di presentarsi in coppa da vittima più che predestinata. Pioli rassicura se stesso ("col Tottenham riavremo Bennacer e Tomori"), ma non finge che nulla sia accaduto e annuncia apertamente la svolta minimalista, dopo il disastroso gennaio e le quattro sconfitte consecutive, che hanno incrinato molte certezze: "Col Torino inizia un altro campionato, di 17 partite, con l'obiettivo di entrare per la terza volta di seguito in Champions, dopo che il club non era riuscito più a qualificarsi per un bel po' di tempo. Che dipenda da noi è chiaro: siamo responsabili di quello che non siamo riusciti a fare, ma lo siamo anche di quello che dovremo fare. C'è una stagione da portare a casa".
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MILANO - L'incombente duello di Champions col Tottenham mette ansia, ma prima c'è un appuntamento di campionato da non sbagliare: se non torna a vincere nell'anticipo di venerdì sera a San Siro col Torino, il Milan rischia di presentarsi in coppa da vittima più che predestinata. Pioli rassicura se stesso ("col Tottenham riavremo Bennacer e Tomori"), ma non finge che nulla sia accaduto e annuncia apertamente la svolta minimalista, dopo il disastroso gennaio e le quattro sconfitte consecutive, che hanno incrinato molte certezze: "Col Torino inizia un altro campionato, di 17 partite, con l'obiettivo di entrare per la terza volta di seguito in Champions, dopo che il club non era riuscito più a qualificarsi per un bel po' di tempo. Che dipenda da noi è chiaro: siamo responsabili di quello che non siamo riusciti a fare, ma lo siamo anche di quello che dovremo fare. C'è una stagione da portare a casa".
L'allenatore lo dovrà fare, però, da principale accusato per il crollo della squadra, lui che fino a un mese fa aveva l'etichetta di guru. Sacchi, la coscienza critica milanista, sostiene che Pioli, con l'atteggiamento difensivista nel secondo dei due derby persi in venti giorni, abbia buttato via tre anni di lavoro: "Critiche ed elogi, al Milan, sono sempre esagerati. La cosa certa è che non abbiamo rinnegato assolutamente il nostro percorso, perché il nostro atteggiamento in campo non cambia. Vogliamo sempre offrire un calcio propositivo. Nulla mi offende, le critiche ci stanno: questi sono momenti che fanno parte del mestiere. Si reagisce lavorando con ancora più attenzione e determinazione. La verità è che siamo partiti per rivincere il campionato e non ci riusciremo. Lo scudetto è stato qualcosa di straordinario, il bis sarebbe stato incredibile".
Theo come nella Francia
Il riscatto, in assenza di Maignan sul cui infortunio in parte misterioso ha già fatto luce Repubblica, non potrà prescindere dai due calciatori più forti della squadra. Sembra vicino al rientro Leao, dopo le due esclusioni consecutive che avevano fatto pensare anche a un braccio di ferro del tecnico sullo sfondo dell'interminabile vicenda del rinnovo del contratto e della multa che il giocatore deve pagare allo Sporting Lisbona. Quanto a Theo Hernandez, lo accomuna al compagno portoghese la vistosa flessione di rendimento dopo il Mondiale, ma creare le condizioni tattiche più favorevoli per entrambi è il progetto: "Leao sa bene quanto è importante per noi. Nel nostro programma c'era di farlo rientrare a poco a poco, dopo il Mondiale, e invece ha dovuto giocare subito. A Salerno lo ha fatto molto bene, poi ha perso un po' di brillantezza. Ma ora lo vedo motivato e concentrato. Faremo la difesa a tre, ma davanti non cambierà molto: lui può muoversi più sulla fascia o più all'interno del campo". Per il terzino francese qualcosa invece cambia: "Theo ha avuto lo stesso problema di Rafa, la stanchezza dopo il Qatar e in più perdere la finale del Mondiale ha certamente inciso, però sta bene. Per lui la Francia ha cambiato per un certo periodo la maniera di giocare, in modo da favorire lui, che può coprire tranquillamente tutta la fascia".
Si scalda Thiaw
La traduzione è che con la difesa a tre, per la quale si candida dall'inizio Thiaw ("è in crescita, forte, faccio affidamento su di lui"), Hernandez può sganciarsi abbastanza dagli sgraditi compiti difensivi: "Il cambio di modulo non significa rinnegare noi stessi, lo ripeto. Non esistono sistemi di gioco vincenti o perdenti". Esistono in compenso i vincenti per natura, categoria alla quale appartiene il redivivo Ibrahimovic, sul cui ruolo di motivatore Pioli respinge le accuse per averlo lasciato fuori dalla lista Champions: "La sue garanzie atletiche sono troppo limitate. Magari tra un mese, un mese e mezzo non lo saranno più, ma ora non è così. Quello che si dice fuori da Milanello non lo posso controllare, non ne ho la voglia né il tempo. Oggi Zlatan non ha autonomia di gioco, ha fatto con noi mezzo allenamento e la rifinitura col Torino. Però il suo ruolo è sempre stato sì di grande motivatore, ma anche di grande calciatore e spero che lo sarà ancora. Sì, è pronto per stare con noi e verrà in panchina".
L'arringa per De Ketelaere & Co
La difesa infoltita ha una spiegazione tattica chiara: "Ho fatto le mie valutazioni su tutto il nostro percorso. Questa tattica è la migliore in questo momento, perché ci mancano essenzialmente due cose: la costruzione dal basso, per superare la pressione avversaria, e una fase difensiva più solida". Il Torino di Juric è la bestia nera stagionale: due sconfitte in due partite: "Il loro modo di giocare è molto fastidioso: pressano a tutto a campo e disturbano la costruzione del gioco, dovremo muoverci molto e bene, fare qualcosa di diverso dalle ultime partite. Ma abbiamo tutte le qualità per mettere anche noi in difficoltà loro". La chiosa finale è la difesa del mercato estivo, anche se De Ketelaere non viene nominato direttamente: "Il secondo portiere non l'ho voluto io perché abbiamo fiducia in Tatarusanu e perché pensiamo che Maignan presto possa tornare. Poi ci si dimentica che Kalulu ci ha messo due anni per entrare e che Leao è passato da alti e bassi. La società non ha sbagliato gli acquisti, sono tutti giocatori talentuosi. Semplicemente è meglio fare giocare i più solidi nei momenti difficili. Ognuno ha la sua crescita e vi assicuro che i nostri ragazzi stanno crescendo".