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Disciplina e Franco Baresi, il Milan studia il pugno duro

Franco Baresi

 
A Milanello, senza i punti di riferimento di Maldini, Massara e Ibrahimovic, più potere allo storico capitano, con il ruolo di Club manager tagliato su misura per lui. Potrebbe servire anche una stretta nello spogliatoio come quella del Chelsea di Lampard nel 2019. Da quell’esperienza arriva il dirigente Lorenzo Libutti, che ha lavorato anche al Watford e ha 6 anni di curriculum in Premier League
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MILANO - Nell’organigramma del Milan americano sta per cambiare il ruolo di Franco Baresi. Lo storico capitano, 63 anni, vicepresidente onorario, è pronto a cercare di colmare l’assenza contemporanea di tre figure di riferimento essenziali per lo spogliatoio come Paolo Maldini e Frédéric Massara, il dt e il ds allontanati dalla società malgrado gli eccellenti risultati sportivi, e Zlatan Ibrahimovic, che si è ritirato dal calcio. Baresi avrà più potere e un ruolo di raccordo con la squadra, supportando Stefano Pioli a Milanello. Tecnicamente la sua figura potrebbe avvicinarsi a quella del Club manager, assai presente nella Premier League inglese e non ancora perfettamente inquadrata in serie A. Il Milan vanta un precedente in materia: ai tempi di Rino Gattuso allenatore, il Club manager fu Christian Abbiati e l’ex portiere dell’era Ancelotti, giudicò positivamente l’esperienza a fianco dell’ex compagno e amico, salvo rammaricarsi per essere capitato durante l’oscura fase cinese d…

MILANO - Nell’organigramma del Milan americano sta per cambiare il ruolo di Franco Baresi. Lo storico capitano, 63 anni, vicepresidente onorario, è pronto a cercare di colmare l’assenza contemporanea di tre figure di riferimento essenziali per lo spogliatoio come Paolo Maldini e Frédéric Massara, il dt e il ds allontanati dalla società malgrado gli eccellenti risultati sportivi, e Zlatan Ibrahimovic, che si è ritirato dal calcio. Baresi avrà più potere e un ruolo di raccordo con la squadra, supportando Stefano Pioli a Milanello. Tecnicamente la sua figura potrebbe avvicinarsi a quella del Club manager, assai presente nella Premier League inglese e non ancora perfettamente inquadrata in serie A. Il Milan vanta un precedente in materia: ai tempi di Rino Gattuso allenatore, il Club manager fu Christian Abbiati e l’ex portiere dell’era Ancelotti, giudicò positivamente l’esperienza a fianco dell’ex compagno e amico, salvo rammaricarsi per essere capitato durante l’oscura fase cinese di Yonghong Li.

Baresi, una vita in rossonero

Il carisma e la storia di Baresi sono a prova di qualsiasi situazione: si tratta dell’unico ex fuoriclasse in grado di reggere agli occhi dei tifosi il confronto con Maldini. Dal giorno del ritiro nel 1997 dopo 23 anni da calciatore, 4 nelle giovanili e 19 in prima squadra, ne ha vissuti altri 26 in società, con vari ruoli, tecnici (allenatore della Primavera e della Berretti) e dirigenziali (vicepresidente e ambasciatore del club), con la sola eccezione di due mesi e mezzo da ds del Fulham a Londra nel 2002. La notizia del suo nuovo ruolo, diffusa dal sito milannews.it, ha trovato conferma. Da giorni l’ad Giorgio Furlani aveva in mente di presentarsi al raduno del 10 luglio a Milanello con un garante come lui, abituato sia ai rapporti interni al club sia a quelli pubblici, che si sono moltiplicati nel calcio attuale: dalle interviste televisive prima e dopo le partite alla necessità di proteggere all’esterno allenatore e squadra. Nel caso specifico i quasi 50 anni di Baresi milanista lo hanno certamente allenato a tutto.

Libutti dirigente all’inglese

Quella del simbolo rossonero non si preannuncia come l’unica novità. Ce n’è un’altra meno vistosa. Lorenzo Libutti, 32 anni, nell’organigramma è l’“head of football commercial operations”, capo delle operazioni commerciali del settore calcio. A poche ore dal raduno il giovane dirigente potrebbe rivelarsi una figura di rilievo non solo a Casa Milan, nella sede del Portello, ma anche a Milanello, nel raccordo tra società e squadra e nel coordinamento col settore commerciale, del quale Pioli e i calciatori, in qualità di testimonial, rappresentano il fulcro secondo la filosofia degli sport statunitensi. Libutti, già notato accanto ai primi neoacquisti nei giorni scorsi, in particolare a Loftus-Cheek, ha in verità un curriculum legato soprattutto alla Premier League, in particolare al Chelsea, dove ha conosciuto proprio il centrocampista inglese e il trequartista Pulisic, obiettivo di queste ore. Delle regole ferree dello spogliatoio dell’allenatore dell’epoca, l’inglese Frank Lampard, Libutti parlò di sfuggita nel 2019 durante il Social Football Summit di Roma, a una domanda sull’argomento. Non appare improbabile che regole analoghe vengano adottate anche dal Milan, che peraltro già prevede questo genere di castigo per chi sgarra o per chi arriva in ritardo all’allenamento o non usa correttamente i social. Le multe al Chelsea arrivavano fino a 20 mila sterline. Ci sarà un inasprimento del decalogo a Milanello?

Collaboratore di Mazzarri e Lampard

Libutti, italo-peruviano, si è laureato in International Business presso l'Università di Hull, in Inghilterra, e dopo le prime esperienze professionali in Sudafrica e in Cina, ha lavorato per tre anni alla Ducati Motors, come Business Development Manager dell’area Asia Pacific, con sede in Thailandia. Poi, data la passione per il calcio, è passato al Watford nel 2015 e per il club londinese, lavorando tra l’altro con Mazzarri allenatore, è stato prima Player Liaison Manager e poi Football Operations-Team Manager. Nel 2018 si è trasferito al Chelsea, dove è rimasto per tre anni col ruolo di Senior Player Activations Manager, che lui stesso ha appunto descritto a Roma come “collegamento fra la parte sportiva e quella commerciale”. Nell’aprile 2022 è diventato Head of Football Commercial Operations del Milan, dove il suo ruolo di coordinamento potrebbe ampliarsi, anche se il team manager resterà l’esperto Andrea Romeo. L’ad Giorgio Furlani sta gestendo il mercato, col capo degli osservatori Geoffrey Moncada e il nuovo ds Antonio D’Ottavio. A Milanello il plenipotenziario è Pioli.

Al Chelsea fioccavano le multe

Per supportare l’allenatore, dunque, si è studiato il maggiore coinvolgimento della bandiera Franco Baresi, vicepresidente onorario, mentre venivano smentite le voci sull’ingresso di ex illustri come lo stesso Zlatan Ibrahimovic e Massimo Ambrosini. La figura di Libutti appare come un ulteriore ruolo di collegamento tra società e squadra, tipico del calcio anglosassone. Del suo lavoro al Chelsea Libutti parlò nel 2019 a margine dell’intervento al Social Football Summit di Roma: “Sarebbe meglio che certe cose rimanessero dentro la società. Le regole di comportamento esistono in tutti i club, ma queste sono uscite sulla stampa inglese”. Alludeva alla notizia, riportata dai media britannici, della stretta dell’allora allenatore Lampard e del club: multe di 20 mila sterline per ogni ritardo agli allenamenti, di 1000 se il telefonino squillava durante le riunioni tecniche o per un abbigliamento giudicato inappropriato, di 500 per ogni minuto di riunione tecnica saltato, di 10 mila se un infortunio non veniva comunicato entro un’ora e mezza dall’inizio dell’allenamento o se si organizzava un viaggio all’estero durante il giorno di riposo senza avvertire il club.

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