Milan, Pioli: “Tonali grave perdita, va sostituito degnamente”
di Enrico CurròCARNAGO – “Un calcio sostenibile”. Lo ripete volentieri Pioli e l’aggettivo, lo stesso della dirigenza americana del Milan, rimanda a un mercato fatto di idee, più che di colpi a effetto: “Vogliamo innanzitutto giocatori motivati. Siccome si parla di calciatori di alto livello, sono le loro motivazioni a fare la differenza. Loftus-Cheek e Romero, i primi due arrivati, le hanno. Si aspettano di riuscire a dare il massimo”. Il Pioli coi superpoteri, così come è stato dipinto, ha provato a minimizzare la nuova veste da manager all’inglese, nella sua prima conferenza stampa stagionale: “Provo emozione, è giusto così. Ho tanta voglia di lavorare. Gli avversari saranno i soliti, ma le griglie dei pronostici non contano, anche perché spesso sono sbagliate. Conterà quello che faremo dal 21 agosto in poi”. Ma che sia un altro Milan, senza Maldini e Massara, è innegabile: “Ci tengo a ringraziare Paolo e Ricky, quello con loro è stato il rapporto più lungo della mia carriera con i dirigenti. Poi il club ha scelto un’altra strada”.
"Con Maldini discussioni, ma sempre con rispetto”
Le divergenze tra lui Maldini sono state tra le concause del divorzio tra il club e il direttore tecnico? La domanda arriva sul finale della conferenza stampa e Pioli risponde senza tentennamenti: “Con Paolo fiducia e rispetto sono sempre state massime. Tra noi non sono mai mancate le discussioni, su alcune situazioni non eravamo dalla stessa parte, ma sono state molte di più nell’anno dello scudetto. Se ho mai temuto si essere esonerato? No. Se uno ha questa paura, poi finisce che succede. Io conosco i rischi del mestiere, ma non ci penso, penso a lavorare nel migliore modo possibile”.
"Il Milan cerca un calcio compatibile”
Ora si profila appunto il nuovo ruolo da manager, da allenatore all’inglese, sul quale lui glissa: “La verità è che io mi sono sempre sentito al centro, il club mi ha sempre fatto sentire così. Sono solo cambiati i miei interlocutori, ora sono Geoffrey Moncada e Giorgio Furlani. Non credo che sia cambiata tanto la mia figura, il mio ruolo è di condivisione e di idee. Il mercato? Io i giocatori che possono venire qui li ho sempre sentiti, era capitato anche con Maignan e con Giroud. Cerchiamo una visione di calcio compatibile, il nostro è sempre stato un mercato di idee. Non sono io che faccio le trattative, ma certo ho sempre partecipato alla costruzione della squadra. Nella squadra può essere arrivato il momento di apportare qualche cambiamento”.
Il progetto su Franco Baresi
Il progetto di Franco Baresi Club manager trova Pioli favorevole: “Non so se sarà così, Franco è il Milan e ha già una carica in società. Certamente il suo carisma e le sua personalità non potrebbero che fare bene a tutti”. Gli obiettivi sportivi sono i soliti: il campionato e un cammino il più possibile lontano in Champions: “Quando alleni un club come il Milan, devi cercare il massimo, che è la competitività in tutte le competizioni. Dobbiamo continuare a migliorare. Io vorrei partire il 21 luglio per Los Angeles, per la tournée americana, con la squadra già pronta al 100%, ma sarà difficile. Ovviamente da qui al 21 luglio mi aspetto qualcosa sul mercato. Non voglio parlare di questa o quell’altra zona del campo”.
L’assenza di Maldini e Massara, assicura, non lo fa sentire più vulnerabile ed esposto alle critiche: “Se si allude al fatto che io mi possa sentire più solo o meno protetto, dico di no. Le sorti dell’allenatore sono sempre nelle mani del club. Io mi sono sempre assunto le mie responsabilità davanti ai tifosi”. Ci potrà essere qualche cambiamento tattico, Pioli non lo esclude affatto: “Questa è la mia quinta stagione al Milan, mi sento un architetto di una casa in cui la struttura è solida e ci dà ampie garanzie, però qualche zona della casa va rivisitata. Vale anche per la tattica, per nuove soluzioni e nuove posizioni. Stiamo cercando giocatori per il nostro calcio sostenibile, un calcio di qualità e di intelligenza”.
"Nuovi arrivati sono scafati, si adatteranno”
La partenza dura del calendario, decisa dal computer, non può diventare un alibi: “Se riposeremo meno degli altri nei primi 15 giorni, vorrà che lavoreremo da subito con intensità. Io ho un rapporto normale col computer, voglio partire con positività e fiducia: le partite bisogna affrontarle tutte. Mancano solo 50 giorni all’inizio del campionato, lavoreremo sodo”. Gli obiettivi di mercato, per ora, sono soprattutto stranieri: dopo Loftus-Cheek e Pulisic, Reijnders, Musah e Chukwueze: “Non è che non vogliamo italiani, è che il mercato a volte propone le soluzioni, contano le caratteristiche dei giocatori. Sono scafati e non credo che abbiano bisogno di tanto adattamento”.
“Tonali perdita grave, va sostituito degnamente”
Ibrahimovic sarà un’assenza nello spogliatoio, ora servono nuovi leader: “Anche grazie a Zlatan la squadra è cresciuta, ci sono ormai giocatori maturi: sarà una sfida molto motivante essere vincente anche senza di lui. Un suo ruolo al Milan? Se vorrà venire a Milanello, sarà il benvenuto in qualsiasi momento, ma non so ancora che cosa vorrà fare. Il club sta dando continuità al nostro percorso, i giocatori sanno quale maglia indossano. Tonali è una perdita grave, anche tattica, purtroppo si è creata una situazione per cui era difficile fare qualcosa di diverso. Ma è un giocatore che andrà sostituito degnamente. Sull’esterno voglio velocità e uno contro uno, i nuovi centrocampisti dovranno avere caratteristiche complementari. Dipenderà dal numero degli arrivi e dalle situazioni: le strategie ci sono, vedremo che cosa si potrà concretizzare. Kalulu? Quest’anno farà il centrale, spostandolo anche a terzino gli ho un po’ confuso le idee”.
Con Gerry Cardinale, il proprietario americano, c’è stata una telefonata mattutina: “Mi ha detto di lavorare al massimo e di trasmettere il messaggio ai giocatori”. La chiusura è un ricordo di Silvio Berlusconi: “Ero sull’aereo per le Maldive, quando ho saputo della sua scomparsa. Mi ha chiamato parecchie volte da quando sono al Milan, e tutte le volte ho sempre sentito il suo amore incredibile per questi colori. L’ho visto di persona la sera dei festeggiamenti per lo scudetto in piazza Duomo”. Il primo incontro era stato da calciatore: “Venne nello spogliatoio a fare i complimenti a noi del Verona per lo 0-0, io avevo marcato Gullit. E noi avevamo passato tutta la partita dentro la nostra area”.