Inter e Milan, effetto derby sulla Champions. Pioli si scopre più solo
di Enrico CurròSimone Inzaghi e Stefano Pioli
(ansa)MILANO — L’effetto derby si può misurare subito: l’appuntamento con la Champions è l’ideale per verificare se l’umiliante 1-5 sarà l’elettroshock per il Milan, martedì col Newcastle, e se l’esaltante 5-1 darà all’Inter ulteriore slancio, mercoledì con la Real Sociedad. Per ora emergono la solitudine di Pioli, processato dal popolo tifoso e immerso nelle lezioni video alla squadra, e la fierezza di Simone Inzaghi, che ha concesso la domenica di riposo. I milanisti si torturano, gli interisti infieriscono con le immagini: Thuram che scappa sempre via a Thiaw, il gesto delle quattro dita di Frattesi a Krunic sul 4-1, Çalhanoglu sotto la Curva Nord. Il turco ha vestito dal 2017 al 2021 la maglia rossonera e Thuram e Frattesi sono stati obiettivi di mercato del Milan. Tace di colpo la fanfara della ricca campagna acquisti all’americana, inaugurata col divorzio da Tonali, mentre con la stessa fretta si tesse l’elogio di Marotta e Ausilio, obbligati dall’austerity cinese ai paramet…
MILANO — L’effetto derby si può misurare subito: l’appuntamento con la Champions è l’ideale per verificare se l’umiliante 1-5 sarà l’elettroshock per il Milan, martedì col Newcastle, e se l’esaltante 5-1 darà all’Inter ulteriore slancio, mercoledì con la Real Sociedad. Per ora emergono la solitudine di Pioli, processato dal popolo tifoso e immerso nelle lezioni video alla squadra, e la fierezza di Simone Inzaghi, che ha concesso la domenica di riposo. I milanisti si torturano, gli interisti infieriscono con le immagini: Thuram che scappa sempre via a Thiaw, il gesto delle quattro dita di Frattesi a Krunic sul 4-1, Çalhanoglu sotto la Curva Nord. Il turco ha vestito dal 2017 al 2021 la maglia rossonera e Thuram e Frattesi sono stati obiettivi di mercato del Milan. Tace di colpo la fanfara della ricca campagna acquisti all’americana, inaugurata col divorzio da Tonali, mentre con la stessa fretta si tesse l’elogio di Marotta e Ausilio, obbligati dall’austerity cinese ai parametri zero e ai prestiti.
Milan, la probabile formazione contro il Newcastle
È presto per le conclusioni. La sola evidenza è che Inzaghi incassa elogi unanimi per la quinta vittoria a scacchi nel 2023 e invece Pioli, recidivo nella sconfitta tattica, è già davanti al bivio classico delle giurie popolari: vade retro, se non batte il Newcastle. Gli si imputa la colpa supplementare di non avere chiesto scusa ai tifosi. Ma la squadra non ha mica perso apposta, argomenta lui. Non rinnegherà l’offensivismo, sarebbe segno di debolezza: aggiusterà la copertura sui palloni persi, i meccanismi tra Loftus-Cheek, Reijnders e i terzini-mediani Calabria ed Hernandez non hanno funzionato. Né riporrà la bussola annunciata del turnover campionato-Champions (un cambio per reparto: in difesa torna Tomori, nel tridente Chukwueze può scalzare Pulisic, a centrocampo uno tra Loftus-Cheek e Reijnders rischia).
Tonali contro il Milan
Resta il problema della solitudine: è inevitabile il paragone col famoso 0-5 prenatalizio del 2019 con l’Atalanta. Allora c’erano Maldini, Boban e Massara a proteggere l’allenatore e stava per arrivare Ibrahimovic. Oggi il solingo Pioli parla di «squadra matura: impara dalle sconfitte» e della visita nello spogliatoio dell’ad Furlani e del suo braccio destro Moncada (che ha replicato a Milanello): «La dirigenza è stretta attorno a noi». Ma i primi malumori interni, dopo l’1-5, non sono dissimulabili. Il Newcastle di Tonali, in panchina nell’1-0 sul Brentford ma secondo il manager Howe arruolabile per il ritorno a San Siro da avversario, non scoppia di salute, però è rincuorato (sempre Howe dixit) dal derby.
Inter, Frattesi e Pavard in rampa di lancio
L’Inter prepara la visita alla Real Sociedad, reduce dal duello col Real Madrid, e Inzaghi ha il rebus di trovare spazio a Pavard e Frattesi, data la solidità della difesa e del trio Barella-Çalhanoglu-Mkhitaryan: problema piacevole.