MILANO – Delle tre partite importanti che il Milan ha giocato finora una è andata bene (con la Roma), una male (con l'Inter) e la terza così è così (col Newcastle). Se ne evince che le prossime, questa di fine settembre con la Lazio a San Siro e quella di mercoledì 4 ottobre a Dortmund col Borussia, possono spostare il bilancio della fase iniziale della stagione verso il segno più o meno. Lo ammette Pioli stesso: “Non conta essere di nuovo in testa alla classifica con l’Inter, contano le singole partite e come le si prepara. Credo che ci saranno quattro squadre in lotta per lo scudetto e che la favorita sia la Juventus: non avere le coppe è un vantaggio. Il percorso del nostro club è meraviglioso: riuscire ad avere bilanci sani e grandi risultati significa essere una società in cui tutti lavorano al massimo”.
Lui, nella pratica del turnover spinto, teorizzata già lo scorso luglio, ha scelto l'abbordabile trasferta di Cagliari per inserire le riserve in sovrannumero, mentre con la Lazio e verosimilmente col Dortmund ripristinerà le gerarchie di partenza: Leao, Maignan e Giroud torneranno dunque a essere i pilastri della squadra, accanto a Theo Hernandez. I neoacquisti vincenti in Sardegna, per conservare il ruolo di primattori, dovranno fare una partita speciale: Loftus-Cheek, Reijnders e Pulisic sono particolarmente attesi.
Pioli: “Con la Lazio servirà attenzione”
L’allenatore ricorda le amichevoli estive con le grandi: “Ci hanno insegnato che contro certi avversari l’essenziale è la concentrazione. Con la Lazio servirà di sicuro, perché le difficoltà aumentano. Il derby non era la fine del nostro percorso, era l'occasione per un nuovo inizio. Siamo all’inizio della scalata: voglio vedere continuità, forza, attenzione. Per stare in alto bisogna essere forti sotto ogni profilo. Ci sono situazioni, nella partita, in cui dobbiamo ancora migliorare: è normale per una squadra che ha cambiato tanto come la nostra”.
Speciale dovrà essere anche la partita di Adli, il cui battesimo da regista al posto di Krunic è stato buono, sì, ma non al punto da sottrarlo al secondo esame e al ballottaggio con Musah: “Adli ha avuto grande pazienza e forza mentale, nel mantenere gli atteggiamenti giusti pur giocando così poco. Gli ho detto che avrebbe potuto giocare da centrale, come Krunic. Ci vuole ancora tempo per assimilare il ruolo, ma la sua disponibilità è una certezza. Musah? Può giocare in tutte e tre le posizioni del centrocampo: è completo e sarà importante dovunque lo utilizzerò”. Nella rotazione in regia potrà entrare anche Reijnders: “Ma in questo momento mi dà imprevedibilità da interno, come Loftus-Cheek. Il 4-2-3-1? La ritengo una soluzione utile, magari anche a partita in corso. Okafor centravanti? Sono molto contento di lui. Ha caratteristiche diverse dagli altri attaccanti, come Jovic. Non è escluso che qualche volta si possa giocare con le due punte”.
Pioli: “Leao deve sbagliare sempre meno”
La certezza è la classe di Leao, un po’ pigro a Cagliari: “Se uno sbaglia un passaggio, non si deve pensare che abbia preso sottogamba una partita, come a Cagliari. Certo, Rafa deve sbagliare sempre meno”. L’insostituibilità di Tomori sembra acclarata, ma Pioli non è d’accordo: “Il Milan non deve diventare schiavo di nessuno, cioè nessuno deve essere imprescindibile. Mentalità e stile di gioco non devono cambiare se qualcuno è assente. In difesa, con l’infortunio di Kalulu, in questo momento ho tre centrali. Pellegrino sta lavorando molto bene, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo per poterlo schierare dall’inizio”.