Milan, col Psg tutto per tutto: sfida a Mbappé con l’ombra di Ibrahimovic su Pioli. Lo svedese sui social: “Tic tac, tic tac”
di Enrico CurròPioli e Leao
MILANO — I carrefour del Milan, i crocevia della sua stagione, sono parecchi in questo novembre pieno di colpi di scena. Ma il carrefour principale non è più la rivincita di stasera col Psg di Mbappé e Donnarumma, due settimane dopo la batosta di Parigi e le critiche tattiche del capitano Calabria, che hanno aperto il fronte del dissenso interno (o della democrazia, secondo lettura buonista). Con vivo senso dello spettacolo l’azionista di controllo del club, il manager statunitense dell’entertainment Gerry Cardinale, appena arrivato dagli Usa ha organizzato alla vigilia del duello di Champions l’atteso incontro con Zlatan Ibrahimovic, per cooptare l’ex campione in società e per arginare la crisi spalancata dalla sconfitta con l’Udinese, la terza nelle ultime quattro partite. I due si sono visti in un hotel di San Babila e l’effetto dei tentativi di dipingere l’appuntamento come slegato dal momento grigio è stato l’esatto contrario.
Cardinale incontra Ibrahimovic
A nessuno è sfuggito il nesso tra gli attuali stenti del Milan e la volontà di Cardinale di risolverli con l’ingaggio come dirigente del milanista più carismatico tra quelli arruolabili. Non è sfuggito neppure il volto sorridente di Ibra, che a bordo del suo Suv, attraverso il finestrino, ha fatto cenno che avrebbe parlato in un altro momento: l’incontro non è evidentemente andato male. Le comunicazioni sull’esito potrebbero arrivare prima della partita e comunque prima che Cardinale riparta per gli Usa. Il dilemma resta sul ruolo: a quattro mesi dal suo addio al calcio, Zlatan non può rientrare solo come consulente personale del titolare di RedBird Capital, ma con un’investitura e con voce in capitolo sia sulla gestione di Milanello sia sulla linea tecnica societaria. Intanto lo svedese, su Twitter, martedì mattina è comparso con un enigmatico ma indicativo: “Tic tac, tic tac”. Come a voler dire: sto arrivando.
Ibra, il suo ruolo nel Milan
Difficilmente può accontentarsi di essere una star del carnet di Cardinale o un suo socio d’affari, come il cestista Nba LeBron James, e tanto meno un uomo immagine. La situazione, con la Champions in bilico e il campionato scivoloso, gli cuce addosso la figura del dt taumaturgo, con gli annessi rischi. Nel caso, Ibra limiterebbe sia i poteri di Pioli, investito a inizio stagione dell’incarico di plenipotenziario a Milanello, sia quelli dell’ad Furlani, che oggi rientra in Italia dall’estero e che, dopo il licenziamento di Maldini e Massara, è a capo del settore sportivo, sopra Moncada e D’Ottavio.
Maignan: “Ibra è il passato”
Che a Ibrahimovic piacciano le sfide è noto e questa lo sarebbe. Lo dimostrano le parole del portiere Maignan: “Rispetto Ibra, ma ora abbiamo altri leader. Lui è il passato”. La sfida di Pioli è riparare i guasti tecnici e rinsaldare la panchina. Un pari non comprometterebbe la qualificazione agli ottavi, ma non sarebbe il risultato migliore, in concomitanza con Dortmund-Newcastle. Gli ultrà milanisti contesteranno Donnarumma, transfuga mai perdonato. L’allenatore del Psg Luis Enrique minimizza: “Capita ai campioni, sono amati e odiati”. A proposito di campioni, la carriera di Mbappé è ormai un carrefour continuo: il Real Madrid ha smentito le nuove voci di accordo col fuoriclasse francese. Stasera lo sfida Leao, che nel suo percorso in Champions ha solo 2 gol all’attivo, contro i 42 del gioiello Kylian. Il Milan confida nei colpi di scena di novembre.