Milan, le verità di Pioli: “Se Inter e Juve non rallentano, arriveremo terzi. Ibra fa il dirigente”
di Enrico CurròPioli con Mourinho
(agf)MILANO - In apparenza Pioli è impermeabile ancora una volta alle crescenti voci sul suo futuro in bilico (“niente mi infastidisce o mi preoccupa, le critiche arrivano, in un grande club, quando i risultati non sono pari alle possibilità”) e troppo scafato per duellare sul piano verbale con Mourinho, che attribuisce al Milan probabilità intatte di vincere lo scudetto (“lui è un top, intelligente, furbo e scaltro, alla vigilia esalta sempre gli avversari”). Ma dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Atalanta e prima della partita con la Roma, che non può certo essere catalogata come un impegno qualsiasi, l’allenatore del Milan non si limita alle frasi di circostanza. Con parole forse freudiane o forse no, mette ad esempio finalmente in chiaro ciò che tenta di mascherare l’ambigua etichetta appiccicata a Ibrahimovic di senior advisor della dirigenza (più o meno alla lettera: consulente esperto): “Sento sempre i nostri dirigenti, Furlani, Zlatan, Moncada e D’Ottavio”. Ergo, Zlatan…
MILANO - In apparenza Pioli è impermeabile ancora una volta alle crescenti voci sul suo futuro in bilico (“niente mi infastidisce o mi preoccupa, le critiche arrivano, in un grande club, quando i risultati non sono pari alle possibilità”) e troppo scafato per duellare sul piano verbale con Mourinho, che attribuisce al Milan probabilità intatte di vincere lo scudetto (“lui è un top, intelligente, furbo e scaltro, alla vigilia esalta sempre gli avversari”). Ma dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Atalanta e prima della partita con la Roma, che non può certo essere catalogata come un impegno qualsiasi, l’allenatore del Milan non si limita alle frasi di circostanza. Con parole forse freudiane o forse no, mette ad esempio finalmente in chiaro ciò che tenta di mascherare l’ambigua etichetta appiccicata a Ibrahimovic di senior advisor della dirigenza (più o meno alla lettera: consulente esperto): “Sento sempre i nostri dirigenti, Furlani, Zlatan, Moncada e D’Ottavio”. Ergo, Zlatan Ibrahimovic, per chi come l’allenatore si confronta con lui ormai ogni giorno, è un dirigente a tutti gli effetti.
Vertice di mercato Zlatan-Cardinale
In questa veste Ibra è stato a Milanello accanto alla squadra e con la Roma sarà a San Siro. La novità è che insieme all’ex campione, in tribuna, è annunciato l’azionista di maggioranza Gerry Cardinale, che lo ha voluto in società e che lo incontrerà per parlare di tutte le questioni in sospeso, soprattutto tecniche e di mercato. Intanto Pioli ha anticipato qualcosa (“Sono arrivati Gabbia e Terracciano, ma stiamo cercando ancora un difensore”) e ha indirettamente detto che le responsabilità per una stagione finora insoddisfacente, con le eliminazioni da Champions e Coppa Italia e il ritardo accumulato in campionato rispetto a Inter e Juventus, vanno condivise tra squadra e dirigenza: “Avremmo dovuto fare più di 39 punti, nel girone d’andata. Negli scontri diretti non siamo riusciti a tenere un livello altissimo. Nessuno di noi può essere soddisfatto della stagione: abbiamo l’obiettivo di migliorarla”. Altra frase molto chiara: il terzo posto è davvero il traguardo minimo: “Nelle ultime 7 partite di campionato solo Inter e Juve hanno fatto un punto in più di noi. Se veramente vogliamo salire in classifica, dovremo accelerare tanto fino agli scontri diretti, tra quattro mesi. Se loro continueranno a correre così veloce, probabilmente arriveremo terzi, ma ci sono ancora tante cose da fare”.
Terracciano jolly della squadra
L’analisi tecnica e tattica inchioda la squadra agli errori nella fase difensiva: “Siamo il secondo attacco e la sesta difesa. E ci capita di prendere gol in inferiorità numerica, bisogna difendere meglio”. Appunti per i giocatori: più attenzione in campo, anche perché ora possono preparare una partita alla settimana: “Ci sono rimaste due competizioni e avremo 4 settimane pulite di campionato prima dell’Europa League”. Quanto al resto, l’importante secondo Pioli non è il sistema o l’utilizzo della difesa a tre o a quattro, né la condizione atletica: “Non penso di avere mai schierato giocatori fuori ruolo. E i dati ci dicono che la squadra fisicamente sta bene, i cali durante le partite sono stati mentali”. Formazione: se Hernandez farà ritorno al ruolo di terzino sinistro, i due difensori centrali saranno Kajer e Gabbia, mentre a centrocampo il ballottaggio è tra Adli e Musah. Il neoacquisto Terracciano sarà comunque il jolly del Milan: “Può giocare in tante posizioni, per ora lo sto utilizzando sulla fascia”. Infine, apertura al designatore Aia Rocchi, ma con postilla: “Tutti noi addetti ai lavori dobbiamo abbassare i toni, ci vuole un confronto sereno. Se qualcuno sbaglia, deve essere punito anche duramente. Chiedo però più uniformità e coerenza nel metro d’arbitraggio”.