MILANO – L’abbraccio virtuale di San Siro a Mike Maignan è la cosa più attesa di Milan-Bologna di questa sera. I giorni successivi ai fatti di Udine hanno confermato l’attenzione finalmente accesa sul tema del razzismo nel calcio italiano e l’hanno ovviamente focalizzata su Maignan e sul suo importante gesto, con l’uscita dal campo per gli insulti ricevuti, seguito dall’intera squadra del Milan. Anche per questo la partita di San Siro col Bologna, il cui contenuto tecnico con l’obiettivo della scalata in classifica è stato ribadito da Pioli, è appunto particolarmente attesa: sarà il ritorno in campo del portiere francese nel suo stadio, dopo una settimana in cui non gli sono mancate le dimostrazioni di solidarietà e vicinanza da parte di tutto il mondo del calcio.
Il modo in cui verrà riaccolto dal pubblico, dalle istituzioni e dagli avversari stessi potrebbe diventare la conferma che, secondo gli auspici dell’ex milanista Boateng protagonista nel gennaio 2013 di una protesta analoga a Busto Arsizio durante l’amichevole con la Pro Patria, è davvero cominciata una nuova era sul fronte del razzismo.
Il manifesto RespAct
Il Milan è particolarmente attento e non intende abbassare la guardia, come si era già capito a metà settimana a Milanello, durante la presentazione del rinnovo della partnership con Clivet. Il club ha illustrato il suo manifesto “contro ogni forma di pregiudizio e discriminazione”. Constatato che “il calcio possiede la capacita unica di raggiungere una delle comunità più ampie, globalmente e socialmente diverse nel mondo dello sport, svolgendo un ruolo fondamentale nel supportare il progresso e guidare con l’esempio”, viene ribadito che una squadra di calcio è “un’istituzione e culturale globale, con un importante ruolo nella società, e con orgoglio abbraccia la responsabilità di avere un impatto sociale positivo sulla comunità e sul mondo del calcio: coinvolgere i giovani nel percorso dei suoi valori è un aspetto cruciale”. RespACT è il Manifesto per EDI del Milan: “Il Manifesto mira a stimolare e ispirare tutte le componenti del mondo del calcio, soprattutto la nuova generazione di tifosi, promuovendo la cultura e la consapevolezza sociali, per un’industria che intende diventare sempre più inclusiva, aperta e responsabile per i valori di equità, diversità e inclusione. Ispirata alla campagna ‘Respect’ dell'UEFA, il nome RespAct sottolinea la necessita che le parti interessate a tutti i livelli intraprendano azioni concrete per un cambiamento culturale. Il Manifesto si concentra su quattro pilastri: Consapevolezza, Educazione, Prevenzione e Collaborazione”.
Il programma in 4 punti
Questo il programma dichiarato.
“1. Sensibilizzazione: AC Milan sfrutterà la sua piattaforma globale e la forza del suo marchio per mettere in luce le questioni sociali e promuovere importanti conversazioni su temi come il razzismo, la diversità e la tutela dei diritti delle
minoranze (ad esempio religione, genere, etnia). 2. Educazione: solo attraverso la condivisione di conoscenze i giovani saranno in grado di comprendere le problematiche della nostra società e ricevere gli strumenti per affrontarle in un ambiente che favorisca una cultura di inclusività e valori condivisi (esempio: gli incontri tra studenti e calciatori del Milan, focalizzati sulla multiculturalità e sulla diversità che caratterizzano uno spogliatoio moderno del calcio).
3. Prevenzione: investimenti in strategie, strumenti e tecnologie per supportare l’identificazione e la prevenzione di atti, comportamenti e condotte violenti, illegali e discriminatori, sia nei propri luoghi che nell'ambiente digitale. Esempio: politica digitale antidiscriminazione, lotta contro l’hate speech sui canali digitali del Club e un'area di particolare attenzione, con la creazione di una
politica antidiscriminazione (tra le categorie di commenti social contro le discriminazioni ci sono: 33% di disabilita , 23% di omofobia, 18% di razzismo, 17% di sessismo) e collaborazione efficacemente con le istituzioni, la polizia e gli arbitri per identificare e sanzionare eventuali tifosi colpevoli di comportamenti intolleranti all’interno dello stadio.
4. Collaborazione: il mondo del calcio può evolversi solo attraverso un processo di azione comune, condivisa e sistematica, con iniziative e azioni concrete per stimolare
il cambiamento.