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La protesta degli ultrà scuote il Milan, Pioli: “Tante cose non hanno funzionato”

Lo striscione dei tifosi del Milan (ansa)
Gli striscioni contro la proprietà si sono presi la scena più del 3 a 3 contro il Genoa, nel mirino Cardinale
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MILANO - Nella storia del Milan quella di ieri non è la prima contestazione dei tifosi e non sarà l’ultima: da Felice Riva a Buticchi a Galliani e a Berlusconi quasi nessuno l’ha evitata. Tuttavia ha avuto un impatto scenico inedito, questa protesta degli ultrà contro la politica societaria dell’azionista di controllo Cardinale. Si è presa la scena di San Siro più del 3-3 con lo spigliato Genoa dell’ex Gilardino (Leao sostituito da Pioli: “stava poco in area”, e partita sintesi del campionato delle due squadre, l’una con una fase difensiva quasi da zona retrocessione e l’altra con un’autorevolezza superiore alla prassi di una neopromossa).

Il rumore del silenzio

L’unico striscione rimasto nella Curva Sud, che si è svuotata a 5’ dalla fine, è diventato il messag…

MILANO - Nella storia del Milan quella di ieri non è la prima contestazione dei tifosi e non sarà l’ultima: da Felice Riva a Buticchi a Galliani e a Berlusconi quasi nessuno l’ha evitata. Tuttavia ha avuto un impatto scenico inedito, questa protesta degli ultrà contro la politica societaria dell’azionista di controllo Cardinale. Si è presa la scena di San Siro più del 3-3 con lo spigliato Genoa dell’ex Gilardino (Leao sostituito da Pioli: “stava poco in area”, e partita sintesi del campionato delle due squadre, l’una con una fase difensiva quasi da zona retrocessione e l’altra con un’autorevolezza superiore alla prassi di una neopromossa).

Il rumore del silenzio

L’unico striscione rimasto nella Curva Sud, che si è svuotata a 5’ dalla fine, è diventato il messaggio per i dirigenti del Milan e in generale un po’ per tutti i loro colleghi del calcio contemporaneo. “Il rumore del silenzio”, diceva il tazebao: alludeva al desiderio di fare sentire i propri desideri – nello specifico, secondo gli striscioni srotolati all’inizio: una comunicazione più chiara degli obiettivi, più ambizione, un mercato meno ondivago – appunto lasciando capire che cosa può essere uno stadio silenzioso: non per cause di forza maggiore, come ai tempi del Covid, ma per volontà dei tifosi.

Gli striscioni contro il club 

L’assenso di Pioli

La protesta civile ha incassato l’assenso di Pioli, che pure è bersaglio delle critiche e che sa di essere vicino all’addio (Conceiçao, Fonseca, Van Bommel, la rosa dei sostituti è al momento questa) durante un’annata cui il probabile secondo posto e la qualificazione alla Supercoppa italiana non toglieranno l’etichetta di scialba: “I tifosi hanno pagato il biglietto e amano il Milan: tante cose non hanno funzionato come speravano”.

Una media di 70 mila spettatori a partita

In tribuna, Cardinale a parte, c’era l’intera dirigenza. L’allenatore ha detto una verità che forse non piace ai manager dei fondi stranieri: il tifoso di calcio, in Europa e in Italia, non si sente un cliente da spremere. Nelle 25 partite casalinghe del Milan gli spettatori sono stati 1.767.764, per una media di 70.710: tifosi, non clienti, di un club tuttora sotto inchiesta della magistratura milanese per i dubbi sulla proprietà.

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