Milano – Lo ha sfidato. Quando Mike Maignan si è ritrovato di fronte sul dischetto Hakan Çalhanoglu, il miglior rigorista del campionato, ha ballato un po’ sulla linea, poi si è messo sul lato sinistro, lasciandogli gran parte della porta libera. Come a dire: calcia lì, non ci posso arrivare. Il turco, un solo errore su 29 penalty da quando è in serie A, lo ha guardato e poi ha scelto di incrociare il tiro, mettendo il pallone dove vedeva più spazio libero. Ma proprio lì lo aspettava Maignan, che si è allungato come un gatto e così ha protetto la vittoria del Milan nel derby. Al fischio finale dell’arbitro Sozza l’urlo di Mike ha richiamato i compagni. Tutti stretti attorno a lui, in cerchio, l’immagine della festa milanista.
Mike torna Magic
Maignan è tornato…
Milano – Lo ha sfidato. Quando Mike Maignan si è ritrovato di fronte sul dischetto Hakan Çalhanoglu, il miglior rigorista del campionato, ha ballato un po’ sulla linea, poi si è messo sul lato sinistro, lasciandogli gran parte della porta libera. Come a dire: calcia lì, non ci posso arrivare. Il turco, un solo errore su 29 penalty da quando è in serie A, lo ha guardato e poi ha scelto di incrociare il tiro, mettendo il pallone dove vedeva più spazio libero. Ma proprio lì lo aspettava Maignan, che si è allungato come un gatto e così ha protetto la vittoria del Milan nel derby. Al fischio finale dell’arbitro Sozza l’urlo di Mike ha richiamato i compagni. Tutti stretti attorno a lui, in cerchio, l’immagine della festa milanista.
Mike torna Magic
Maignan è tornato Magic. Non è la prima volta in stagione. Come non è una novità che Sommer sia impreciso. Ieri il Milan ha vinto anche perché ha un portiere che determina e porta punti, mentre l’Inter ne ha uno che spesso combina pasticci. La fotografia del derby è anche questa. Da una parte Sommer che si tuffa al rallentatore sul diagonale di Saelemaekers, con annessa respinta poco angolata su cui si è fiondato Pulisic. Dall’altra parte Maignan. Il francese nel primo tempo sembrava una calamita. Ha murato ogni tentativo dell’Inter: prima il colpo di testa di Thuram, poi il tiro da pochi metri di Lautaro, deviato sul palo. Fino al rigore respinto a Çalhanoglu. Forse era scritto: fino a ieri Hakan aveva segnato 28 penalty su 29 tentativi. L’unico errore era arrivato esattamente dodici mesi fa, alla 12esima giornata dello scorso campionato: quella volta aveva tirato sul palo, nella sfida scudetto con il Napoli. Un errore decisivo.
Dopo Dybala, anche Çalhanoglu
Di fronte però stavolta ha trovato uno specialista, al secondo rigore parato in stagione. Sempre a San Siro contro la Roma aveva respinto il penalty di Dybala: sono quattro punti portati alla causa. Maignan, dopo un’annata complicata, è tornato ad essere un fattore. Il francese non vuole fare graduatorie tra le tre parate clamorose della notte di San Siro: «Tutte belle, perché sono servite a non prendere gol e a conquistare tre punti molto importanti. Siamo stati bravi a soffrire tutti insieme: quando giochiamo così, possiamo ottenere grandi risultati». L’ultima volta in cui un portiere milanista (era Tatarusanu) parò un rigore in un derby, i rossoneri poi vinsero lo scudetto, «ma non voglio pensare a questo, la stagione è ancora lunga. Però noi ci siamo e ci saremo fino in fondo».
Il contratto in scadenza a giugno
Chissà se queste prestazioni porteranno a riaprire i dialoghi con il Milan per il rinnovo del contratto in scadenza il prossimo 30 giugno. La proposta di aprile, accordo fino al 2028 con adeguamento dell’ingaggio (da 2,8 a 5,5 milioni), è stata congelata dal club rossonero, titubante per qualche infortunio di troppo (e pure qualche errore). Adesso le cose sono cambiate. Bisognerà vedere se anche Mike, che a giugno sarebbe andato al Chelsea, avrà voglia di tornare a parlare di futuro. Non ha gradito l’atteggiamento della società, i rapporti si sono un po’ raffreddati. Ma un peso, questo è sicuro, lo avrà Allegri, che da subito gli ha ribadito stima e fiducia. A quello che verrà dopo questa stagione tra i pali dovrà invece pensare l’Inter. Anche il contratto di Sommer scadrà a fine giugno. Il suo tempo a Milano, però, sembra finito. Tutto cambia, anche in pochi mesi: ad aprile lo svizzero era l’eroe (con Acerbi) della semifinale di Champions con il Barcellona, oggi è un problema. Forse è arrivato il momento di Martinez.