MILANO – C’è un Milan con e un Milan senza Adrien Rabiot. Due squadre diverse. Il derby contro l’Inter ha confermato l’importanza del francese per il Diavolo. Ieri è tornato in campo a un mese di distanza dall’ultima volta, bloccato da un infortunio al polpaccio, e subito si è fatto sentire. Rabiot è ovunque: è utile in copertura, lo è ancora di più quando c’è da capovolgere l’azione. Nessuno fa la doppia fase come lui. Sono due i dati che aiutano a capire il peso di Adrien all’interno del Milan.
La media punti del Milan con e senza Rabiot
Il primo, la media punti dei rossoneri. Nelle sei partite con Rabiot in campo (Bologna, Udinese, Napoli, Juventus e Inter in campionato, Lecce in Coppa Italia) il Milan ha una media di 2,6 punti, nelle otto senza di lui (Cre…
MILANO – C’è un Milan con e un Milan senza Adrien Rabiot. Due squadre diverse. Il derby contro l’Inter ha confermato l’importanza del francese per il Diavolo. Ieri è tornato in campo a un mese di distanza dall’ultima volta, bloccato da un infortunio al polpaccio, e subito si è fatto sentire. Rabiot è ovunque: è utile in copertura, lo è ancora di più quando c’è da capovolgere l’azione. Nessuno fa la doppia fase come lui. Sono due i dati che aiutano a capire il peso di Adrien all’interno del Milan.
La media punti del Milan con e senza Rabiot
Il primo, la media punti dei rossoneri. Nelle sei partite con Rabiot in campo (Bologna, Udinese, Napoli, Juventus e Inter in campionato, Lecce in Coppa Italia) il Milan ha una media di 2,6 punti, nelle otto senza di lui (Cremonese, Lecce, Fiorentina, Pisa, Atalanta, Roma e Parma in campionato, Bari in Coppa Italia) la media scende a 1,87. La differenza è netta. Rabiot ha personalità, strappo, forza fisica, capacità di inserimento uniche. Allegri quando lo ha avuto a disposizione – Adrien è arrivato a Milano dal Marsiglia a fine agosto, perdendo le prime due giornate di campionato, poi a metà ottobre si è infortunato – lo ha sempre schierato titolare e non lo ha mai sostituito.
Con Rabiot zero gol subiti su azione
L’altro dato, il secondo: nelle sei gare con Rabiot, il Milan ha subito un solo gol, peraltro su rigore (quello di De Bruyne, nella partita contro il Napoli). Porta praticamente imbattuta, contro avversari tosti come Bologna, Udinese, appunto il Napoli, Juventus e Inter. Non è un caso. Con la dinamicità del francese il Diavolo copre meglio gli spazi, recupera più velocemente, ha una capacità maggiore di copertura. Insomma, il suo contributo è enorme.
L’unica pecca: non ha ancora segnato con il Milan
Rabiot è stato un mese ai box. Si è infortunato al soleo del polpaccio sinistro con la nazionale francese, nella partita del 10 ottobre contro l’Azerbaigian. Era stato convocato pure per la gara di pochi giorni dopo contro l’Islanda, pur rimanendo in panchina. Il segnale che qualcosa non andava. Allegri, che tanto ha contato per farlo arrivare al Milan, ha scelto di non forzare i tempi (“Il soleo è un muscolo bastardo”): da sosta a sosta, Rabiot è tornato ad allenarsi in gruppo martedì scorso e ieri era regolarmente in campo contro l’Inter. Dominante, come spesso gli accade. “L’ho ritrovato migliorato, rispetto agli anni alla Juventus”, ha detto sabato Max del suo pupillo. Unica pecca? Finora non ha ancora segnato in rossonero. Sono solo sei partite, è vero, ma nelle ultime tre stagioni ha messo insieme 9 gol al Marsiglia (2024/25) 5 e 8 gol con la Juve (2023/24 e 2022/23). Ora tocca al Milan.