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Modric: “Per storia e reputazione Milan molto vicino al Real, è il meglio che potesse capitarmi”

Luka Modric 

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Il centrocampista croato si racconta: “La guerra? Ricordo quando è stato ucciso mio nonno. Situazioni come quelle ti segnano per sempre e non puoi dimenticarle”
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MILANO – Confessioni a cuore aperto. Luka Modric e il Milan come unica meta possibile dopo l’addio al Real Madrid: “Ovunque tu vada dopo il Real, fai un passo indietro. È innegabile, tutti i giocatori possono confermarlo. Sono arrivato però in un club che per storia e reputazione è molto vicino al Madrid e per me è la situazione migliore che potesse capitarmi”. Modric si racconta, a partire dalla scelta di venire a Milano, in una chiacchierata con l’amico ed ex ct della nazionale croata Slaven Bilic, nel suo programma “(Ne)uspjeh prvaka”: “Sono cresciuto con il calcio italiano, il Milan era la mia squadra preferita”.

L’infanzia in Croazia durante la guerra

Luka parla di tutto. Parte dalla sua infanzia in Croazia, con attorno la guerra: “Non è stata facile,…

MILANO – Confessioni a cuore aperto. Luka Modric e il Milan come unica meta possibile dopo l’addio al Real Madrid: “Ovunque tu vada dopo il Real, fai un passo indietro. È innegabile, tutti i giocatori possono confermarlo. Sono arrivato però in un club che per storia e reputazione è molto vicino al Madrid e per me è la situazione migliore che potesse capitarmi”. Modric si racconta, a partire dalla scelta di venire a Milano, in una chiacchierata con l’amico ed ex ct della nazionale croata Slaven Bilic, nel suo programma “(Ne)uspjeh prvaka”: “Sono cresciuto con il calcio italiano, il Milan era la mia squadra preferita”.

L’infanzia in Croazia durante la guerra

Luka parla di tutto. Parte dalla sua infanzia in Croazia, con attorno la guerra: “Non è stata facile, ma quando ci penso ricordo che non ero infelice. Al contrario, ero felice e me la godevo. Nonostante la guerra e le difficoltà di quel periodo, ricordo quel periodo felice perché ero circondato da molti amici. Siamo stati rifugiati in un albergo per tutto il tempo, c’erano molti bambini”. Momenti che non si cancellano, neanche dopo tanti anni: “Eravamo consapevoli di tutto ciò che accadeva intorno a noi. Ricordo alcune cose dell’ex Jugoslavia, ma non molto. Eravamo a Zaton, vicino a Obrovac e quando è iniziata la guerra siamo andati in un albergo a Zara. Ricordo qualcosa, per esempio, quando è stato ucciso mio nonno. Situazioni come quelle ti segnano per sempre e non puoi dimenticarle”. Nonno Luka, si chiamava come lui.

Il momento più difficile della sua carriera

Poi lui calciatore e il momento più difficile della carriera: “L’eliminazione contro la Turchia agli Europei del 2008. Non sei preparato a un qualcosa del genere. Ero giovane e avremmo potuto fare meglio, all’epoca si diceva che fossi al livello di Iniesta. È stato un trauma ed è ancora lì”. L’arrivo al Tottenham dopo la Dinamo Zagabria e il corteggiamento del Chelsea, andato a vuoto: “Nel 2011 non avrei dovuto dire pubblicamente che volevo andare via. Sono stati molto duri con me. Il presidente Levy fin dal primo incontro ha messo in chiaro che non c’era la possibilità di essere ceduto. Sapevo che andare al Chelsea sarebbe stato complicato a causa della rivalità tra i due club. Quell’anno loro hanno vinto la Champions, noi non ci siamo qualificati. È andata meglio così, se fossi andato al Chelsea forse non sarei mai arrivato al Real Madrid”. Il club della sua vita.

Luka Modric (reuters)

Modric: “Sono molto emotivo, non lo mostro”

“Tutti sanno cos'è il Real Madrid, un club nel quale la mediocrità non è tollerata. Il solo fatto di aver mantenuto questo livello in un club del genere per così tanti anni è la cosa più incredibile tra tutti i successi che ho ottenuto”. Salutarsi non è stato facile: “Ho avuto un grande addio. Non me lo sarei mai aspettato nemmeno nei miei sogni più sfrenati. Sono molto emotivo, ma non lo mostro, lo nascondo molto. Tuttavia, gli ultimi giorni a Madrid sono stati molto emozionanti per me. Il legame con il Real è stato molto forte. È stato così fin dal primo giorno. Non è iniziato dopo la decima Champions ma fin dall’inizio, quando sono arrivato con tutte le difficoltà che si sono presentate”. Avrebbe voluto ritirarsi a Madrid. Il Milan è stata l’unica strada quando ha capito che non sarebbe stato possibile farlo. E oggi, a 40 anni, è determinante in serie A.

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