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Rabiot ora fa anche gol: è l’uomo di Allegri per puntare allo scudetto

Adrien Rabiot (afp)

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Il francese, dopo la doppietta al Como che fa seguito a prestazioni sempre di alto livello, è sempre più il fulcro del Milan secondo in classifica
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COMO – Una partita da dominatore: due gol, un rigore procurato, la costante e diffusa sensazione di superiorità. Adrien Rabiot è il volto del Milan che è passato a Como. Al costante, enorme, apporto a centrocampo stavolta ha aggiunto anche la doppietta che ha spinto i tre punti a Milano. Forse l’unica cosa che mancava, in questi primi mesi in rossonero. In cui da subito è diventato centrale per Allegri, che quando lo ha avuto a disposizione lo ha sempre schierato da titolare e non lo ha mai sostituito (al netto della partita di domenica a Firenze).

La prestazione di Rabiot a Como: tutti i numeri

I numeri raccontano l’impatto di Rabiot sul Milan. Al Sinigaglia è stato l’unico milanista a calciare due volte in porta, il primo per cross effettuati (3…

COMO – Una partita da dominatore: due gol, un rigore procurato, la costante e diffusa sensazione di superiorità. Adrien Rabiot è il volto del Milan che è passato a Como. Al costante, enorme, apporto a centrocampo stavolta ha aggiunto anche la doppietta che ha spinto i tre punti a Milano. Forse l’unica cosa che mancava, in questi primi mesi in rossonero. In cui da subito è diventato centrale per Allegri, che quando lo ha avuto a disposizione lo ha sempre schierato da titolare e non lo ha mai sostituito (al netto della partita di domenica a Firenze).

La prestazione di Rabiot a Como: tutti i numeri

I numeri raccontano l’impatto di Rabiot sul Milan. Al Sinigaglia è stato l’unico milanista a calciare due volte in porta, il primo per cross effettuati (3), per duelli tentati (13) e vinti, il secondo per palloni giocati (49, dietro al solo De Winter). È entrato in tutte le azioni decisive. Alla fine del primo tempo è stato lui a infilarsi nell’area del Como sull’imbucata di Saelemaekers, anticipando Kempf e ottenendo così il rigore che ha rimesso in linea di galleggiamento il Diavolo. Nella ripresa si è messo in proprio. Prima ha battuto Butez con un diagonale di sinistro, dopo un perfetto inserimento premiato da Leao. Poi ha chiuso la partita con un tiro da fuori area, nel finale, che preciso si è insaccato nell’angolino basso alla sinistra di Butez.

Leader all’interno del gruppo

“Andiamo” ha urlato rivolgendosi allo spicchio milanista del Sinigaglia esultando dopo il secondo sigillo. Si è battuto la mano sul petto, ha levato il codino che racchiude la chioma giocando senza gli ultimi minuti. Ormai è uno dei leader del gruppo.

"Ho segnato ancora poco”

"È una vittoria di squadra, abbiamo mostrato la nostra mentalità. All’inizio abbiamo sofferto, ma non abbiamo mollato. All’intervallo ci siamo parlati e poi siamo ripartiti con un altro spirito, tutti abbiamo dato qualcosa in più”, ha detto Adrien nella pancia del Sinigaglia. Poi ha aggiunto: “Sono contento dei due gol, sul tiro dalla distanza mi ero allenato. Ma ho segnato ancora poco. Continuiamo così adesso”.

Può segnare di più: i precedenti al Marsiglia e alla Juve

Sono diventati tre i gol segnati in campionato. L’altro lo aveva fatto a Torino, ancora con un mancino dai trenta metri, che aveva avviato la rimonta poi conclusa da Pulisic. È sotto i suoi standard. Lo scorso anno al Marsiglia Rabiot ha segnato 9 reti in 29 partite in Ligue 1, più una in Coppa di Francia. Nell’ultima stagione alla Juventus (2023/24) si era fermato a 3, è vero, ma in quella precedente i gol stagionali erano stati 11, di cui 8 in serie A. Ha insomma il potenziale per segnare tanto. Può diventare l’arma per Allegri per puntare davvero allo scudetto. Intanto Max se lo coccola: “Rabiot è uno dei migliori centrocampisti d’Europa. Ogni tanto mi fa arrabbiare, ma quando sono gli altri a far arrabbiare lui, può giocare da solo”. A Como l’ha dimostrato. Non si fermerà qui.

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