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Il Milan stringe su Amorim, ma il futuro resta un rebus

Ruben Amorim (reuters)
Per il tecnico portoghese pronto un contratto di due anni con opzione sul terzo e la benedizione di Ibrahimovic. Jaissle l’alternativa
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Immerso nel suo personalissimo buco nero, il tempo come nemico silenzioso sempre più visibile. A metà giugno il Milan cammina ancora sulle sabbie mobili, ma inizia a vedere la luce. Il casting per la panchina, pure particolare, vede adesso in Amorim il candidato principe. Lui davanti a tutti, in attesa della chiamata decisiva. Ci sarebbe certo un tema legato alla corsa al seggio vacante rossonero, fin troppo ampia, con ipotesi sul tavolo una diversa dall’altra: Glasner, Jaissle e Amorim, allenatori con idee e percorsi lontani tra loro. Altre incongruenze: il raduno è già fissato per il prossimo 12 luglio, quando inizierà una due giorni di test fisici per i giocatori. Una data scelta senza sapere ancora chi sarà alla guida del Diavolo. Come sono ovviamente programmate già buona parte delle amichevoli estive — la prima il 25 luglio a Glasgow contro il Celtic, l’ultima il 15 agosto a Breslavia con il Manchester United — compresa la tournée in Australia e Indonesia.

Immerso nel suo personalissimo buco nero, il tempo come nemico silenzioso sempre più visibile. A metà giugno il Milan cammina ancora sulle sabbie mobili, ma inizia a vedere la luce. Il casting per la panchina, pure particolare, vede adesso in Amorim il candidato principe. Lui davanti a tutti, in attesa della chiamata decisiva. Ci sarebbe certo un tema legato alla corsa al seggio vacante rossonero, fin troppo ampia, con ipotesi sul tavolo una diversa dall’altra: Glasner, Jaissle e Amorim, allenatori con idee e percorsi lontani tra loro. Altre incongruenze: il raduno è già fissato per il prossimo 12 luglio, quando inizierà una due giorni di test fisici per i giocatori. Una data scelta senza sapere ancora chi sarà alla guida del Diavolo. Come sono ovviamente programmate già buona parte delle amichevoli estive — la prima il 25 luglio a Glasgow contro il Celtic, l’ultima il 15 agosto a Breslavia con il Manchester United — compresa la tournée in Australia e Indonesia.

Incontro positivo con Amorim

Ieri c’è stato un incontro proficuo tra il Milan e Amorim. Il tecnico portoghese convince perché “giochista”, con idee chiare anche se reduce dal flop al Manchester United. Sul piatto c’è una proposta di un biennale con opzione per un’ulteriore stagione. Lui sarebbe ben felice di ripartire da Milano, spinge per definire gli accordi. Di più: la sua candidatura è portata avanti da Ibrahimovic, voce assai ascoltata (pure da Los Angeles) dal patron Cardinale. Amorim guida la corsa davanti a Jaissle, il tecnico tedesco dell’Al-Ahli, anche per una questione economica: è libero, mentre per tesserare il collega andrebbero versati 6 milioni di euro al club saudita.

Markus Krösche candidato al ruolo di direttore tecnico

Dopo il no al Diavolo, Rangnick ieri ha firmato il rinnovo con l’Austria fino al 2028 (anche per questo sono crollate le quotazioni di Glasner). A prendere le chiavi potrebbe quindi essere Markus Krösche, direttore sportivo tedesco, sotto contratto con l’Eintracht dove è responsabile dell’area sportiva. La trattativa è a una fase promettente, i dialoghi in questi giorni sono stati intensi e positivi. Si parla di un dirigente che costruisce sul lungo periodo, che valuta i calciatori leggendo numeri e dati ma anche guardando l’aspetto caratteriale. Lui davanti a Özek e Planes, direttori sportivi più classici, profili meno totalizzanti.

Le difficoltà dei giocatori

Nel mezzo del guado restano i calciatori. Modric non ha ancora deciso se smettere (e entrare nello staff di Mourinho al Real Madrid) o giocare un altro anno, ma le incertezze di questa fase lo stanno allontanando da Milano. Pulisic è stato proposto dai suoi agenti alla Roma e a diversi club americani: Gasperini lo apprezza, ma Cardinale non vorrebbe privarsene. Lo stesso Maignan continua ad avere dubbi. Nessun dirigente ha chiamato i giocatori per rassicurarli. Intanto il club rossonero lavora per portare le partite della squadra femminile all’Arena Civica, dialogo aperto con il comune. L’area di San Donato, inizialmente acquistata per costruirci il nuovo stadio, potrebbe essere venduta.

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