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Milan, falsa partenza: il Benfica vince 2-0 a San Siro

Duello tra Bartesaghi e Lukebakio 

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Lukebakio e Kaminski segnano un gol per tempo, la prima di Europa League è amara per i rossoneri
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MILANO – Non era così che il Milan aveva sognato il ritorno in Europa. Gli ormai antichi momenti di gloria sono lontani, più di quanto era lecito attendersi. Niente emozione, niente dna internazionale. Anzi la sensazione di essere in perenne affanno, come a rincorrere qualcosa di inafferrabile. A San Siro il Diavolo è stato piegato dal Benfica, che ha vinto 2-0 mostrando una superiorità che va oltre il risultato. Siamo alla curva iniziale della lunga prima fase di Europa League, ci saranno altre sette partite, ma non era questo l’approccio auspicato per una squadra considerata tra le favorite per la vittoria finale. Molto dovrà cambiare, anche l’atteggiamento fin troppo rinunciatario dell’ultima parte di gara. Senza anima, nonostante l’appoggio dei tifosi. Il Benfica ha dimostrato di essere una squadra migliore: ben organizzata, coraggiosa nel palleggio, talentuosa davanti. Silva si è imposto nonostante avesse lasciato in panchina le stelle Pavlidis e Prestianni, risparmiate in vista …

MILANO – Non era così che il Milan aveva sognato il ritorno in Europa. Gli ormai antichi momenti di gloria sono lontani, più di quanto era lecito attendersi. Niente emozione, niente dna internazionale. Anzi la sensazione di essere in perenne affanno, come a rincorrere qualcosa di inafferrabile. A San Siro il Diavolo è stato piegato dal Benfica, che ha vinto 2-0 mostrando una superiorità che va oltre il risultato. Siamo alla curva iniziale della lunga prima fase di Europa League, ci saranno altre sette partite, ma non era questo l’approccio auspicato per una squadra considerata tra le favorite per la vittoria finale. Molto dovrà cambiare, anche l’atteggiamento fin troppo rinunciatario dell’ultima parte di gara. Senza anima, nonostante l’appoggio dei tifosi. Il Benfica ha dimostrato di essere una squadra migliore: ben organizzata, coraggiosa nel palleggio, talentuosa davanti. Silva si è imposto nonostante avesse lasciato in panchina le stelle Pavlidis e Prestianni, risparmiate in vista della partita con il Porto di domenica.

La partita

A colpire è stata la differenza che c’è oggi tra le due formazioni. Il Milan è un cantiere aperto: in campo mancano riferimenti certi, le idee sono spesso confuse. Amorim è stato avventato e coraggioso – il confine è molto sottile – nel lanciare dal 1’ diversi ragazzi, su tutti Cisse e Hutchinson. Il tecnico portoghese sta cercando l’alchimia giusta, deve sbrigarsi a trovarla. Va avanti con le sue idee, è cocciuto, a volte troppo. Ieri Modric ha guardato la partita dalla panchina, Rabiot ha giocato solo una manciata di minuti. Di più, sulla corsia destra Chukwueze ha mostrato limiti evidenti in fase difensiva: farlo giocare a tutta fascia sembra un azzardo eccessivo. Prima della partita Amorim ha ammesso che la rosa non ha “le caratteristiche perfette” per il suo gioco: “Se devo fallire, è meglio che lo faccia alla grande. Voglio aiutare questo club, non so se avrò il tempo necessario”. Questa è in realtà la prima sconfitta stagionale, ma pure il rendimento in campionato sta alimentando tante domande. Tanto che ieri, alla fine, si è già sentito qualche fischio dalle tribune.

I gol

Al Benfica è bastato un quarto d’ora per colpire un Milan troppo leggero: Kaminski ha spaccato la difesa rossonera, sbilanciata e affondata da Lukebakio. Il Diavolo ha provato a scuotersi ma è sembrato non avere le armi per dare fastidio agli avversari. E anzi, ha rischiato grosso quando Sudakov ha sfruttato una dormita di Jashari, ma è stato fermato dal palo. I riservisti hanno provato ad accendersi, ma sono apparsi acerbi (Hutchinson) o schiacciati dalla pressione (Cisse) e non sono mai stati davvero pericolosi. Amorim è tornato sui suoi passi, già dopo l’intervallo ha inserito Pulisic e Gila, eppure il canovaccio è rimasto pressoché identico. Solido ed efficace il Benfica, che ha inciso dal lato di Chukwueze: lì è nato il raddoppio, firmato da Kaminski. Gli ultimi attacchi del Milan sono stati confusi, solo Pulisic ha tentato con un paio di inserimenti di far paura al portiere avversario Trubin. Poi la resa, anche prematura, quasi senz’anima: il finale è stato piatto, fin troppo. Il cammino in Europa è lungo, non è tempo di processi, ma servirà cambiare passo rapidamente. I proclami sono ambiziosi, i risultati finora molto meno.

Il tabellino

Milan (3-4-2-1) Maignan 6 – Terracciano 5.5 (1’ st Gila 5.5), De Winter 5.5, Pavlovic 5.5 – Chukwueze 5, Jashari 4.5 (29’ st Rabiot 6), Musah 5.5, Bartesaghi 5 (12’ st Moreira 6) – Hutchinson 5 (1’ st Pulisic 6), Cisse 5 (12’ st Saelemaekers 6) – Ramos 5. All. Amorim 5.

Benfica (4-2-3-1) Trubin 6.5 – Banjaqui 6.5, Circati 6.5, Araujo 6, El Karouani 6.5 (44’ st Dahl sv) – Aursnes 6.5 (26’ Barreiro 6), Palhinha 6 – Kaminski 7.5 (35’ st Schjelderup sv), Sudakov 7 (26’ st Prestianni 6), Lukebakio 7 –Duran 5.5 (35’ st Pavlidis sv). All. Silva 7.

Arbitro: Gillett (Ing) 6.

Reti: 16' pt Lukebakio, 8' st Kaminski

Note: ammoniti Pavlovic, El Karouani, Duran, Banjaqui, Barreiro, Pavlidis.Spettatori: 68.393.

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