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Monza-Milan, Berlusconi assente al derby del cuore che avrebbe vinto comunque

A sinistra Paolo Maldini, a destra Adriano Galliani (afp)
Era il più atteso, ha deciso di farsi da parte e di godersi la partita alla tv. Sperava in un pareggio, ma la sfida tra il suo passato (e quello di Galliani) e il presente è stata vinta dai rossoneri
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MONZA — Lo aspettavano quelli del Monza e lo aspettavano quelli del Milan, lo aspettavano i tifosi, lo aspettavano i cronisti ordinatamente disposti su quattro file dietro le transenne, lo aspettavano gli steward e lo aspettavano i poliziotti, e i vigili urbani, e le maschere ai piedi dello scalone, e i curiosi. Ma Silvio Berlusconi è rimasto ad Arcore con il plaid sulle ginocchia, forse di colore rosso, forse rossonero, per vincere comunque la sua partita davanti alla tivù. L'avrebbe vinta se avesse vinto il Monza, l'avrebbe vinta se avesse vinto il Milan, l'avrebbe vinta pure pareggiandola (ed era il risultato che egli stesso aveva dichiarato di augurarsi). Silvio rubacuori ha un cuore ampio, pieno di stanze come il castello del re. La vittoria del Milan ne ha occupata una. Non potrà rattristarsene, l'ex presidente del "club più titolato al mondo".

Berlusconi assente allo stadio

Il successo rossonero lascia in ga…

MONZA — Lo aspettavano quelli del Monza e lo aspettavano quelli del Milan, lo aspettavano i tifosi, lo aspettavano i cronisti ordinatamente disposti su quattro file dietro le transenne, lo aspettavano gli steward e lo aspettavano i poliziotti, e i vigili urbani, e le maschere ai piedi dello scalone, e i curiosi. Ma Silvio Berlusconi è rimasto ad Arcore con il plaid sulle ginocchia, forse di colore rosso, forse rossonero, per vincere comunque la sua partita davanti alla tivù. L'avrebbe vinta se avesse vinto il Monza, l'avrebbe vinta se avesse vinto il Milan, l'avrebbe vinta pure pareggiandola (ed era il risultato che egli stesso aveva dichiarato di augurarsi). Silvio rubacuori ha un cuore ampio, pieno di stanze come il castello del re. La vittoria del Milan ne ha occupata una. Non potrà rattristarsene, l'ex presidente del "club più titolato al mondo".

Berlusconi assente allo stadio

Il successo rossonero lascia in garage le battute sui pullman, e l'assenza fisica di Berlusconi non ha fatto da chiosa a una settimana per lui comunque indimenticabile, assolto in tribunale, di nuovo più o meno all'onore del mondo. Anche Adriano Galliani ne aveva annunciato la presenza, in settimana, e lo stesso aveva fatto lo staff del Monza. Sarà stato quel ventaccio gelido che a un certo punto s'è messo a prendere a schiaffi la Brianza, fatto sta che Berlusconi (a settembre saranno 87 anni) è rimasto in salotto con la fidanzata Marta Fascina. Nessun discorso ai ragazzi negli spogliatoi, dove il dioscuro Galliani è rimasto solo. "Motivare i giocatori? Prima di sfide del genere non ce n'è davvero bisogno", ha detto l'amministratore delegato a vita, l'altra metà dei 29 trofei milanisti della coppia, degli 8 scudetti, delle 5 Coppe dei Campioni, Silvio & Adriano, Adriano & Silvio. "Che incredibile emozione vedere il Milan qui, contro il nostro Monza: un sogno che si avvera" ha detto Galliani. "La mia vita è stata per 31 anni Milan e Monza, adesso è soltanto Monza". Le telecamere lo hanno inquadrato dopo il gol di Messias, ma lui è apparso imperturbabile. E lo è rimasto fino al novantesimo minuto più recupero.

Berlusconi e Galliani, dal Milan a Monza sempre insieme

Il derby del cuore, troppo facile chiamarlo così e allo stesso tempo inevitabile, è stato diviso in parti quasi uguali nel gioco, un tempo per uno, non nel risultato. Un pomeriggio romantico, in fondo. Anche per questo si pensava che Silvio Berlusconi potesse seguirlo dal vivo, sebbene manchi allo stadio Brianteo dallo scorso agosto. E ne era rimasto lontano, in precedenza, per quasi due anni, poi il ritorno in tribuna con tanto di bacio in bocca a Marta per festeggiare un gol dei rossi. Il resto è storia, sempre di Galliani più Berlusconi, addizione ma anche moltiplicazione: oltre quarant'anni insieme da quel giorno d'autunno del 1979 in cui Silvio comprò, per un miliardo di lire, la società di Adriano, la Elettronica Industriale, cioè i ripetitori e le antenne per inventare la televisione privata italiana. Ora i due amici sono tornati a giocare insieme come bambini, ammesso che avessero mai smesso. Il loro Monza ha dovuto aspettare il loro Milan per interrompere una serie positiva che durava da otto partite, e per essere sconfitto per la prima volta nel 2023. Adriano l'ha vissuta a braccia conserte e cravatta gialla d'ordinanza (questa, non ha dovuto regalarla all'allenatore Palladino come premio partita), Silvio si è accontentato di essere presente allo stadio sotto forma di pannello bianco e rosso, sul quale si legge la seguente sua frase: "Chi ci crede combatte, chi ci crede supera tutti gli ostacoli, chi ci crede vince!". Perfetta morale della favola per un giorno in cui non poteva esistere alcuna sconfitta, neppure perdendo.