NAPOLI - Non si può parlare di crisi, perché il Napoli è imbattuto in campionato da ben 10 giornate ed è ancora in corsa per lo scudetto, anche se i 6 punti di ritardo dalla Juventus saranno una montagna tutt'altro che facile da scalare. Nulla è perduto, insomma, con undici partite da giocare e un calendario in teoria più in discesa, almeno fino a Pasqua. Ma è altrettanto vero che la frenata delle ultime settimane (4 pareggi di fila) ha rimesso in discussione pure il secondo posto in classifica, che adesso gli azzurri sono costretti a difendere dalla prepotente rimonta del Milan, vittorioso nell'anticipo sul campo del Genoa. Le lunghezze di vantaggio della squadra di Mazzarri sui rossoneri si sono ridotte a 2: un'inezia, tenendo conto che ad aprile è in programma lo scontro diretto a San Siro. Solo ritrovando subito la vittoria, che manca da oltre un mese, Cavani e compagni potranno dunque rafforzare le loro ambizioni nella volata per la zona Champions. E magari tornare a sognare perfino il primato.
Mazzarri non ne vuole sapere di fare calcoli, però. "Non guardiamo gli altri: né la Juve né il Milan. Noi cerchiamo soltanto di fare il nostro percorso e proveremo a vincerle a tutte, anche se sappiamo che il Chievo è una squadra temibilissima. Contro di noi i veneti non avranno di sicuro un calo di tensione, anche se sono quasi salvi", mette le mani avanti l'allenatore, preparandosi mentalmente a una battaglia. "Da quando siamo ai vertici della classifica nessuno ci lascia più spazi: nemmeno la Juve, figuriamoci il Chievo. Quando il Napoli attacca fa paura". Fondamentale sarà dunque il ruolo di Cavani, che ieri è diventato papà per la seconda volta ma che non segna da sette gare. Ma il tecnico sdrammatizza. "Cavani lo vedo bene, gli è mancato solo il gol, come ai suoi compagni. A me interessa solo fare un gol più del Chievo, anche se lo segna De Sanctis. Il Matador deve solamente fare quello che sta facendo".
Conta vincere, niente altro. La sfida di domani contro il Chievo è un crocevia e il Napoli non può fallirla. Ne è consapevole anche Mazzarri, che ha preparato la trasferta di Verona con la massima concentrazione e ora si aspetta una risposta sul campo dai suoi giocatori. Gli azzurri, fuori dalle Coppe, non hanno più alibi e possono dare il massimo in campionato: rimasto il solo obiettivo della stagione. La squadra è fatta, eccetto il ballottaggio tra Pandev e Insigne. L'unica preoccupazione è l'emergenza in difesa, per la squalifica del capitano Cannavaro e il recupero non ancora completo di Britos, reduce dall'operazione alla mandibola. Il rientro di Gamberini dà garazie. È invece una scommessa il debutto da titolare in campionato del portoghese Rolando, che finora ha giocato solo in Europa League e senza entusiasmare, dopo i sei mesi passati in panchina al Porto. Il giocatore di origini capoverdiane ha di sicuro l'esperienza necessaria per guidare il reparto arretrato azzurro, ma sulla sua condizione di forma non ci sono ancora certezze assolute. Mazzarri non è d'accordo, però. "Rolando nelle due partite di Europa League è stato il migliore: è un signor giocatore, le critiche che ha ricevuto sono state un mistero".
Mazzarri non ne vuole sapere di fare calcoli, però. "Non guardiamo gli altri: né la Juve né il Milan. Noi cerchiamo soltanto di fare il nostro percorso e proveremo a vincerle a tutte, anche se sappiamo che il Chievo è una squadra temibilissima. Contro di noi i veneti non avranno di sicuro un calo di tensione, anche se sono quasi salvi", mette le mani avanti l'allenatore, preparandosi mentalmente a una battaglia. "Da quando siamo ai vertici della classifica nessuno ci lascia più spazi: nemmeno la Juve, figuriamoci il Chievo. Quando il Napoli attacca fa paura". Fondamentale sarà dunque il ruolo di Cavani, che ieri è diventato papà per la seconda volta ma che non segna da sette gare. Ma il tecnico sdrammatizza. "Cavani lo vedo bene, gli è mancato solo il gol, come ai suoi compagni. A me interessa solo fare un gol più del Chievo, anche se lo segna De Sanctis. Il Matador deve solamente fare quello che sta facendo".
Conta vincere, niente altro. La sfida di domani contro il Chievo è un crocevia e il Napoli non può fallirla. Ne è consapevole anche Mazzarri, che ha preparato la trasferta di Verona con la massima concentrazione e ora si aspetta una risposta sul campo dai suoi giocatori. Gli azzurri, fuori dalle Coppe, non hanno più alibi e possono dare il massimo in campionato: rimasto il solo obiettivo della stagione. La squadra è fatta, eccetto il ballottaggio tra Pandev e Insigne. L'unica preoccupazione è l'emergenza in difesa, per la squalifica del capitano Cannavaro e il recupero non ancora completo di Britos, reduce dall'operazione alla mandibola. Il rientro di Gamberini dà garazie. È invece una scommessa il debutto da titolare in campionato del portoghese Rolando, che finora ha giocato solo in Europa League e senza entusiasmare, dopo i sei mesi passati in panchina al Porto. Il giocatore di origini capoverdiane ha di sicuro l'esperienza necessaria per guidare il reparto arretrato azzurro, ma sulla sua condizione di forma non ci sono ancora certezze assolute. Mazzarri non è d'accordo, però. "Rolando nelle due partite di Europa League è stato il migliore: è un signor giocatore, le critiche che ha ricevuto sono state un mistero".