NAPOLI - Rafa Benitez, buona la prima. Furbo, simpatico e sorridente. Italiano, inglese e spagnolo: è questa la miscela del nuovo condottiero del Napoli che risponde a 360 gradi in un centro tecnico di Castel Volturno gremito per il vernissage ufficiale del castigliano. Dichiarazioni d'amore alla piazza, la voglia di costruire una squadra solida, ma soprattutto il pressing nei confronti di Cavani che reputa indispensabile per il suo progetto: "Abbiamo parlato al telefono, spesso ci scambiamo sms. Ora è impegnato con la Confederations e vuole restare tranquillo. Presto parleremo ancora, per noi è un giocatore importantissimo e noi ci auguriamo che possa restare".
Sarebbe fondamentale per il suo progetto. La full immersion di Benitez è completa: "Mi sono informato con tanti giocatori che hanno affrontato il Napoli negli anni scorsi: questo è un gruppo forte che ha una buona mentalità. Il merito è del buon lavoro svolto da Mazzarri. Ho parlato spesso di Insigne, ma pure Hamsik, Pandev e Dzemaili sono elementi molto importanti. Sono intelligenti. Lavoreremo assieme per trovare la formula giusta".
Benitez - che avrà come vice Fabio Pecchia (Paco de Miguel e Corrado Saccone saranno i preparatori atletici, Xavi Valero il preparatore dei portieri, Antonio Gomez l'analista e Pedro Campos l'osservatore) - parla poco del modulo ("Potremmo cambiarlo, Maggio, Zuniga ed Armero ad esempio hanno già giocato in una difesa a quattro") rinviando ogni discorso al ritiro a Dimaro. Stesso copione sul mercato. Gli indizi non sono molti: "Vogliamo rinforzare la squadra per fare bene sui tre fronti. Callejon e Cerci? Ne stiamo parlando con il presidente e con Bigon: il mio rapporto con lui è molto buono, io farò semplicemente l'allenatore e mi confronterò con il nostro direttore sportivo. De Sanctis? Sarà lui il nostro portiere, se arriva un altro, sarà solo per completare il reparto".
Sugli obiettivi da raggiungere, le idee sono molto chiare. Rafa - che dopo la conferenza ha salutato alcuni bambini impegnati nel camp organizzato della società e poi in elicottero con De Laurentiis si è trasferito a Capri per il week end - non si sbilancia sullo scudetto e punta ad una crescita graduale: "A me piacerebbe vincere subito, ma non sento la pressione del ritorno in Italia. Il presidente De Laurentiis mi ha detto di proseguire il processo di crescita. L'ideale sarebbe giocare sempre la Champions League. Il mio Napoli non dovrà avere paura di nessuno". Meglio soffermarsi, dunque, sul suo impatto con la città: "Devo imparare pure il napoletano. Non mi chiamo più Rafa, ma Rafe'", dice con il sorriso. Il feeling con i tifosi è alto: "Per la nostra gente, questa squadra è tutto. Pensano intensamente al calcio che si vive in maniera unica e intensa. E' tutto davvero incredibile. Allenerò una squadra che ha dei sostenitori spettacolari. Sta a me ripagarli".
MERCATO - E' l'argomento preferito del presidente De Laurentiis che si sofferma su Cavani: "Il nostro rapporto non è cambiato. Lui è una persona molto intelligente. Credo che Cavani sappia che qui c'è un grande palcoscenico in cui lui è e sarà una prima donna. Non so se al Real o in altre piazze sarà la sola e unica prima donna". Il presidente del Napoli ha ricordato che "già in nazionale ci sono altre stelle e lui non brilla come a Napoli, che per Cavani è una culla e si sa che nella culla il bambino sente la serenità ed esprime tutta la sua potenzialità". E ancora: "Conosceremo presto le sue valutazioni e lo seguiremo, voglio - però - ricordare che sul suo contratto c'è una clausola di 63 milioni". E il Napoli non si sposta. "Il Manchester City non ha voglia di spendere questa cifra. Dzeko? Se la valutazione è ragionevole, se ne può anche parlare: ha giocato poco con Mancini e può costare 12-13 milioni, non di più. Poi chiaramente dobbiamo verificare se Dzeko è interessato a venire qui da noi. Il Chelsea? Non mi ha ancora chiamato. Sto aspettando ufficialmente che si facciano sentire". La situazione, dunque, è tutta da verificare: "Per quanto riguarda gli altri innesti, stiamo verificando le possibilità con Benitez". Mertens, comunque, è vicino: "Appena chiuderemo la trattativa, lo annunceremo". La chiusura è dedicata allo stadio: "Ristrutturare il San Paolo è decisivo per la nostra crescita del futuro. Non possiamo trascendere da questo aspetto".
Sarebbe fondamentale per il suo progetto. La full immersion di Benitez è completa: "Mi sono informato con tanti giocatori che hanno affrontato il Napoli negli anni scorsi: questo è un gruppo forte che ha una buona mentalità. Il merito è del buon lavoro svolto da Mazzarri. Ho parlato spesso di Insigne, ma pure Hamsik, Pandev e Dzemaili sono elementi molto importanti. Sono intelligenti. Lavoreremo assieme per trovare la formula giusta".
Benitez - che avrà come vice Fabio Pecchia (Paco de Miguel e Corrado Saccone saranno i preparatori atletici, Xavi Valero il preparatore dei portieri, Antonio Gomez l'analista e Pedro Campos l'osservatore) - parla poco del modulo ("Potremmo cambiarlo, Maggio, Zuniga ed Armero ad esempio hanno già giocato in una difesa a quattro") rinviando ogni discorso al ritiro a Dimaro. Stesso copione sul mercato. Gli indizi non sono molti: "Vogliamo rinforzare la squadra per fare bene sui tre fronti. Callejon e Cerci? Ne stiamo parlando con il presidente e con Bigon: il mio rapporto con lui è molto buono, io farò semplicemente l'allenatore e mi confronterò con il nostro direttore sportivo. De Sanctis? Sarà lui il nostro portiere, se arriva un altro, sarà solo per completare il reparto".
Sugli obiettivi da raggiungere, le idee sono molto chiare. Rafa - che dopo la conferenza ha salutato alcuni bambini impegnati nel camp organizzato della società e poi in elicottero con De Laurentiis si è trasferito a Capri per il week end - non si sbilancia sullo scudetto e punta ad una crescita graduale: "A me piacerebbe vincere subito, ma non sento la pressione del ritorno in Italia. Il presidente De Laurentiis mi ha detto di proseguire il processo di crescita. L'ideale sarebbe giocare sempre la Champions League. Il mio Napoli non dovrà avere paura di nessuno". Meglio soffermarsi, dunque, sul suo impatto con la città: "Devo imparare pure il napoletano. Non mi chiamo più Rafa, ma Rafe'", dice con il sorriso. Il feeling con i tifosi è alto: "Per la nostra gente, questa squadra è tutto. Pensano intensamente al calcio che si vive in maniera unica e intensa. E' tutto davvero incredibile. Allenerò una squadra che ha dei sostenitori spettacolari. Sta a me ripagarli".
MERCATO - E' l'argomento preferito del presidente De Laurentiis che si sofferma su Cavani: "Il nostro rapporto non è cambiato. Lui è una persona molto intelligente. Credo che Cavani sappia che qui c'è un grande palcoscenico in cui lui è e sarà una prima donna. Non so se al Real o in altre piazze sarà la sola e unica prima donna". Il presidente del Napoli ha ricordato che "già in nazionale ci sono altre stelle e lui non brilla come a Napoli, che per Cavani è una culla e si sa che nella culla il bambino sente la serenità ed esprime tutta la sua potenzialità". E ancora: "Conosceremo presto le sue valutazioni e lo seguiremo, voglio - però - ricordare che sul suo contratto c'è una clausola di 63 milioni". E il Napoli non si sposta. "Il Manchester City non ha voglia di spendere questa cifra. Dzeko? Se la valutazione è ragionevole, se ne può anche parlare: ha giocato poco con Mancini e può costare 12-13 milioni, non di più. Poi chiaramente dobbiamo verificare se Dzeko è interessato a venire qui da noi. Il Chelsea? Non mi ha ancora chiamato. Sto aspettando ufficialmente che si facciano sentire". La situazione, dunque, è tutta da verificare: "Per quanto riguarda gli altri innesti, stiamo verificando le possibilità con Benitez". Mertens, comunque, è vicino: "Appena chiuderemo la trattativa, lo annunceremo". La chiusura è dedicata allo stadio: "Ristrutturare il San Paolo è decisivo per la nostra crescita del futuro. Non possiamo trascendere da questo aspetto".