NAPOLI - La crisi di risultati è finita. "Dopo tre sconfitte di fila era importante tornare a vincere. Abbiamo preparato bene la partita contro la Lazio e siamo riusciti a portare a casa i tre punti su un campo molto difficile", ha tirato le somme con comprensibile sollievo Goran Pandev, uno dei protagonisti della riscossa all'Olimpico. Il Napoli si è rimesso nella scia di Juve e Roma, interrompendo con una prova d'orgoglio il lungo black-out delle ultime settimane, pagato a caro prezzo in campionato e Champions. Benitez ha ricevuto la risposta che aspettava dalla sua squadra. "L'atteggiamento e l'intensità messa in campo sono state giuste, abbiamo fatto un grandissimo lavoro", ha gonfiato il petto l'allenatore spagnolo, prima di concedere l'ennesima giornata di vacanza (questa volta meritata) ai suoi giocatori.
Ma Don Rafa sa bene che non tutti i problemi sono stati risolti, nonostante il successo ritrovato. "Siamo solo all'inizio di un nuovo progetto e ho già detto tante volte che siamo solo al 75 per 100 del nostro potenziale. Il mio compito è dare fiducia e tranquillità al gruppo, proteggendolo dalle critiche e dalle pressioni. Sono sicuro che vinceremo molte altre gare e diventeremo sempre più forti, sfida dopo sfida. Dobbiamo soltanto continuare su questa strada e un successo come questo aiuta: abbiamo fatto 4 gol fuori casa contro un avversario forte e abbiamo pure difeso abbastanza bene, al di là di pochi errori da correggere".
La vittoria ha permesso a Benitez di archiviarli con indulgenza. "Il campo non era in buone condizioni: per questo all'inizio della partita ci sono tanti lanci lunghi. Per i miei giocatori non era facile gestire bene il pallone, sul pressing alto della Lazio. Ma quando loro sono calati un po', nel secondo tempo, ci siamo riusciti già meglio". La difesa ha invece continuato a soffrire e i gol incassati dal Napoli nelle ultime quattro gare sono saliti a 9: troppi per una squadra con ambizioni di vertice. Davanti a Pepe Reina c'è un vuoto preoccupante, che potrà essere colmato probabilmente solo col ritorno sul mercato. Servono un esterno e un centrale. De Laurentiis ha incaricato il ds Bigon di correre ai ripari, stringendo i tempi in vista di gennaio. Circolano i nomi di Antonelli, Agger, N'Kolou, Skrtel e Ranocchia, oltre a quelli dei mediani Gonalons e Fernando. Don Rafa non ha fretta, però. "Ho spiegato che il nostro è un progetto a lungo termine, per rimanere al vertice negli anni. Non ci dobbiamo porre un obiettivo particolare, pensiamo piuttosto a dare il massimo gara dopo gara. La reazione dopo la sconfitta di Dortmund mi è piaciuta. Dobbiamo continuare a lavorare con serenità, sapendo che la squadra sta crescendo bene. Saremo pronti per le prossime sfide".
Il Napoli giocherà per tre volte di seguito al San Paolo nello spazio di dodici giorni: sabato contro l'Udinese, l'11 dicembre contro l'Arsenal e il 15 contro l'Inter guidata da Walter Mazzarri, il grande ex di cui Benitez sta scacciando il fantasma. Finora gli azzurri hanno un punto in più rispetto allo scorso campionato, nonostante le fatiche in Champions e l'addio di Cavani. I conti tornano, insomma, al di là di qualche grave e probabilmente fisiologico incidente di percorso. Ma il risveglio di Higuain ha ridato entusiasmo ai compagni e ai tifosi. L'argentino sta tornando al top della forma dopo i problemi fisici che ne hanno rallentato l'ambientamento in maglia azzurra. Eppure i numeri lo promuovono già, con 10 gol segnati e tantissimi assist. Toccherà al Pipita guidare la volata di fine anno. Poi il testimone passerà a De Laurentiis, sul mercato. Servono tre rinforzi per puntare più in alto. Juve e Roma non sono lontanissime.
Ma Don Rafa sa bene che non tutti i problemi sono stati risolti, nonostante il successo ritrovato. "Siamo solo all'inizio di un nuovo progetto e ho già detto tante volte che siamo solo al 75 per 100 del nostro potenziale. Il mio compito è dare fiducia e tranquillità al gruppo, proteggendolo dalle critiche e dalle pressioni. Sono sicuro che vinceremo molte altre gare e diventeremo sempre più forti, sfida dopo sfida. Dobbiamo soltanto continuare su questa strada e un successo come questo aiuta: abbiamo fatto 4 gol fuori casa contro un avversario forte e abbiamo pure difeso abbastanza bene, al di là di pochi errori da correggere".
La vittoria ha permesso a Benitez di archiviarli con indulgenza. "Il campo non era in buone condizioni: per questo all'inizio della partita ci sono tanti lanci lunghi. Per i miei giocatori non era facile gestire bene il pallone, sul pressing alto della Lazio. Ma quando loro sono calati un po', nel secondo tempo, ci siamo riusciti già meglio". La difesa ha invece continuato a soffrire e i gol incassati dal Napoli nelle ultime quattro gare sono saliti a 9: troppi per una squadra con ambizioni di vertice. Davanti a Pepe Reina c'è un vuoto preoccupante, che potrà essere colmato probabilmente solo col ritorno sul mercato. Servono un esterno e un centrale. De Laurentiis ha incaricato il ds Bigon di correre ai ripari, stringendo i tempi in vista di gennaio. Circolano i nomi di Antonelli, Agger, N'Kolou, Skrtel e Ranocchia, oltre a quelli dei mediani Gonalons e Fernando. Don Rafa non ha fretta, però. "Ho spiegato che il nostro è un progetto a lungo termine, per rimanere al vertice negli anni. Non ci dobbiamo porre un obiettivo particolare, pensiamo piuttosto a dare il massimo gara dopo gara. La reazione dopo la sconfitta di Dortmund mi è piaciuta. Dobbiamo continuare a lavorare con serenità, sapendo che la squadra sta crescendo bene. Saremo pronti per le prossime sfide".
Il Napoli giocherà per tre volte di seguito al San Paolo nello spazio di dodici giorni: sabato contro l'Udinese, l'11 dicembre contro l'Arsenal e il 15 contro l'Inter guidata da Walter Mazzarri, il grande ex di cui Benitez sta scacciando il fantasma. Finora gli azzurri hanno un punto in più rispetto allo scorso campionato, nonostante le fatiche in Champions e l'addio di Cavani. I conti tornano, insomma, al di là di qualche grave e probabilmente fisiologico incidente di percorso. Ma il risveglio di Higuain ha ridato entusiasmo ai compagni e ai tifosi. L'argentino sta tornando al top della forma dopo i problemi fisici che ne hanno rallentato l'ambientamento in maglia azzurra. Eppure i numeri lo promuovono già, con 10 gol segnati e tantissimi assist. Toccherà al Pipita guidare la volata di fine anno. Poi il testimone passerà a De Laurentiis, sul mercato. Servono tre rinforzi per puntare più in alto. Juve e Roma non sono lontanissime.