Napoli, primi fischi per Benitez. Il mercato per 'salvare' la stagione
Il pari contro l'Udinese ha mandato in depressione l'ambiente azzurro, proprio alla vigilia della decisiva sfida di Champions contro l'Arsenal. Il tecnico non cambia la sua filosofia ma vede allontanarsi il campionato. A gennaio almeno tre rinforzidi MARCO AZZI
NAPOLI - Stavolta c'è il timore di un contraccolpo psicologico, dopo i primi fischi del San Paolo per la gestione Benitez. Il rocambolesco pareggio nell'anticipo con l'Udinese ha infatti lasciato il segno sul morale dei giocatori, a cui comunque il tecnico spagnolo ha deciso di concedere una domenica di vacanza, procedendo imperterrito per la sua strada. Don Rafa è questo: convinto delle sue idee e pure un po' integralista, come del resto si conviene a un discepolo di Arrigo Sacchi. "Il nostro campionato resta buono, anche se naturalmente siamo tutti dispiaciuti per la vittoria sfumata nel finale".
Ma gli 8 punti di ritardo dalla Juve hanno allontanato di colpo le ambizioni di vertice e mandato in depressione l'ambiente azzurro, proprio alla vigilia della decisiva sfida di mercoledì sera contro l'Arsenal. Servirà un miracolo per evitare l'eliminazione dalla Champions e il pericolo di dover accettare un'altra delusione è concreto, nonostante …
Ma gli 8 punti di ritardo dalla Juve hanno allontanato di colpo le ambizioni di vertice e mandato in depressione l'ambiente azzurro, proprio alla vigilia della decisiva sfida di mercoledì sera contro l'Arsenal. Servirà un miracolo per evitare l'eliminazione dalla Champions e il pericolo di dover accettare un'altra delusione è concreto, nonostante …
NAPOLI - Stavolta c'è il timore di un contraccolpo psicologico, dopo i primi fischi del San Paolo per la gestione Benitez. Il rocambolesco pareggio nell'anticipo con l'Udinese ha infatti lasciato il segno sul morale dei giocatori, a cui comunque il tecnico spagnolo ha deciso di concedere una domenica di vacanza, procedendo imperterrito per la sua strada. Don Rafa è questo: convinto delle sue idee e pure un po' integralista, come del resto si conviene a un discepolo di Arrigo Sacchi. "Il nostro campionato resta buono, anche se naturalmente siamo tutti dispiaciuti per la vittoria sfumata nel finale".
Ma gli 8 punti di ritardo dalla Juve hanno allontanato di colpo le ambizioni di vertice e mandato in depressione l'ambiente azzurro, proprio alla vigilia della decisiva sfida di mercoledì sera contro l'Arsenal. Servirà un miracolo per evitare l'eliminazione dalla Champions e il pericolo di dover accettare un'altra delusione è concreto, nonostante il brillante cammino fatto finora in Europa da Higuain e compagni, in un girone obiettivamente quasi impossibile. Era difficile dare di più e ottenere dei risultati migliori, in Coppa. E l'eventuale uscita di scena non sarebbe dunque un segnale di crisi. Sommandola però al terzo posto in classifica e ai recenti passi indietro della squadra, diventata nelle ultime gare troppo vulnerabile in difesa, è evidente che il quadro complessivo rischia di diventare alquanto fosco.
Non è un buon segnale il silenzio dei giocatori dopo il pareggio contro l'Udinese. "Ma non è vero che lo spogliatoio è sotto choc, la squadra sarà sicuramente capace di reagire", ha promesso il direttore sportivo Riccardo Bigon, mascherando la sua delusione per il debutto negativo di Rafael e Reveillere. I nuovi acquisti hanno fallito il primo impatto con il San Paolo e la serie A, dimostrando che l'organico del Napoli continua ad avere dei limiti e bisognerà intervenire con decisione, alla riapertura del mercato di gennaio. L'emergenza si fa sentire e gli azzurri stanno pagando dazio in modo più grave del previsto all'emergenza, specialmente in difesa. Sabato sera mancavano Reina, Britos e Armero, oltre ai convalescenti Zuniga e Mesto. E per il reparto arretrato, oltretutto poco protetto da centrocampisti e attaccanti, sono stati altri 90' da incubo. "Errori dei singoli", ha minimizzato Benitez, consapevole però di essere di fronte a un problema strutturale. L'organico non ha i mezzi per reggere il modulo 4-2-3-1, a volte troppo offensivo. Proteggere il 3-2 con in campo quattro punte (Callejon, Insigne, Mertens e Higuain), come ha provato a fare contro Guidolin il tecnico spagnolo, è un tentativo che comporta a quanto pare pericoli eccessivi.
Don Rafa non cambierà, però. Al Napoli non resta dunque che reagire sul campo nelle ultime tre partite del 2013 (Arsenal, Inter e Cagliari) e poi affidarsi al mercato. I rinforzi arriveranno, almeno tre. Si riparla di Mascherano, oltre che di Agger, Skrtel, Antonelli, Fernando e Gonalons. Difesa e centrocampo non sono all'altezza di un attacco già atomico, in campionato: 7 gol per Higuain e Callejon, 6 per Pandev e Hamsik. Ma serve a poco, se per vincere una partita in casa non bastano neppure tre reti.
Ma gli 8 punti di ritardo dalla Juve hanno allontanato di colpo le ambizioni di vertice e mandato in depressione l'ambiente azzurro, proprio alla vigilia della decisiva sfida di mercoledì sera contro l'Arsenal. Servirà un miracolo per evitare l'eliminazione dalla Champions e il pericolo di dover accettare un'altra delusione è concreto, nonostante il brillante cammino fatto finora in Europa da Higuain e compagni, in un girone obiettivamente quasi impossibile. Era difficile dare di più e ottenere dei risultati migliori, in Coppa. E l'eventuale uscita di scena non sarebbe dunque un segnale di crisi. Sommandola però al terzo posto in classifica e ai recenti passi indietro della squadra, diventata nelle ultime gare troppo vulnerabile in difesa, è evidente che il quadro complessivo rischia di diventare alquanto fosco.
Non è un buon segnale il silenzio dei giocatori dopo il pareggio contro l'Udinese. "Ma non è vero che lo spogliatoio è sotto choc, la squadra sarà sicuramente capace di reagire", ha promesso il direttore sportivo Riccardo Bigon, mascherando la sua delusione per il debutto negativo di Rafael e Reveillere. I nuovi acquisti hanno fallito il primo impatto con il San Paolo e la serie A, dimostrando che l'organico del Napoli continua ad avere dei limiti e bisognerà intervenire con decisione, alla riapertura del mercato di gennaio. L'emergenza si fa sentire e gli azzurri stanno pagando dazio in modo più grave del previsto all'emergenza, specialmente in difesa. Sabato sera mancavano Reina, Britos e Armero, oltre ai convalescenti Zuniga e Mesto. E per il reparto arretrato, oltretutto poco protetto da centrocampisti e attaccanti, sono stati altri 90' da incubo. "Errori dei singoli", ha minimizzato Benitez, consapevole però di essere di fronte a un problema strutturale. L'organico non ha i mezzi per reggere il modulo 4-2-3-1, a volte troppo offensivo. Proteggere il 3-2 con in campo quattro punte (Callejon, Insigne, Mertens e Higuain), come ha provato a fare contro Guidolin il tecnico spagnolo, è un tentativo che comporta a quanto pare pericoli eccessivi.
Don Rafa non cambierà, però. Al Napoli non resta dunque che reagire sul campo nelle ultime tre partite del 2013 (Arsenal, Inter e Cagliari) e poi affidarsi al mercato. I rinforzi arriveranno, almeno tre. Si riparla di Mascherano, oltre che di Agger, Skrtel, Antonelli, Fernando e Gonalons. Difesa e centrocampo non sono all'altezza di un attacco già atomico, in campionato: 7 gol per Higuain e Callejon, 6 per Pandev e Hamsik. Ma serve a poco, se per vincere una partita in casa non bastano neppure tre reti.