NAPOLI - Un Napoli targato Rafa Benitez. La differenza rispetto al passato è evidente. "Ormai un pareggio non va più bene, noi giochiamo sempre per vincere. Questo è il vero salto di qualità". Il messaggio in vista di Cagliari è chiaro: gli azzurri non si accontenteranno. "Ne ho parlato pure alla squadra. L'ultima gara dell'anno è sempre molto particolare, quindi è necessaria una grande concentrazione. Sotto questo punto di vista, siamo tranquilli. Ci siamo preparati bene con allenamenti molto intensi. Naturalmente conosciamo la forza dell'avversario, ma vogliamo chiudere in bellezza".
Il bilancio finora è positivo: "Non abbiamo vinto qualche partita, ma posso dire che siamo soddisfatti. In cinque mesi e mezzo non abbiamo deluso né in campionato, né in Champions. Ovviamente possiamo ancora migliorare e lo faremo a cominciare dall'anno prossimo. La parole chiave è l'equilibrio tattico: dobbiamo subire meno gol e speriamo di riuscirci al più presto". La priorità, comunque, è il successo al Sant'Elia. Lo stile dell'allenatore spagnolo è inconfondibile e non ci sono concessioni sulla formazione neanche stavolta. Rafa non si sbilancia sul portiere: "Reina sta bene e si è allenato, parlerò domani con lui e Rafael e prenderò una decisione". Inutile insistere sui trequartisti con Pandev che prenota il rientro dopo la panchina con l'Inter: "Ho l'imbarazzo della scelta e questo è molto importante".
La pretattica è un concetto molto italiano, diverso - invece - il suo approccio nei confronti del mondo arbitrale, una delle caratteristiche del suo dna: "Non ne parlo mai né prima, né dopo. Sono cresciuto così al Real Madrid. In Italia, invece, noto che si prova ad influenzare la prova dei direttori di gara con alcune dichiarazioni. In Inghilterra, ad esempio, è vietato. Continuerò a comportarmi così. Preferisco un profilo basso". Sul mercato, invece, è ambizioso: "Mi aspetto delle novità". L'identikit è chiaro: "Voglio rinforzi di qualità. Ci stiamo lavorando, siamo vicini a qualcosa e cerchiamo di chiudere al più presto". Benitez non parla di ruoli: "Sarebbe inutile farlo adesso, dico soltanto che chi arriverà deve essere più forte di quelli che ci sono: solo così miglioriamo. Preferisco un solo innesto piuttosto che due o tre che non servono al nostro progetto".
La squadra partità nel pomeriggio per la Sardegna: tra i convocati non c'è Paolo Cannavaro, colpito da influenza. Il capitano, comunque, non avrebbe giocato: il suo feeling con il Napoli, ormai, è agli sgoccioli.
Il bilancio finora è positivo: "Non abbiamo vinto qualche partita, ma posso dire che siamo soddisfatti. In cinque mesi e mezzo non abbiamo deluso né in campionato, né in Champions. Ovviamente possiamo ancora migliorare e lo faremo a cominciare dall'anno prossimo. La parole chiave è l'equilibrio tattico: dobbiamo subire meno gol e speriamo di riuscirci al più presto". La priorità, comunque, è il successo al Sant'Elia. Lo stile dell'allenatore spagnolo è inconfondibile e non ci sono concessioni sulla formazione neanche stavolta. Rafa non si sbilancia sul portiere: "Reina sta bene e si è allenato, parlerò domani con lui e Rafael e prenderò una decisione". Inutile insistere sui trequartisti con Pandev che prenota il rientro dopo la panchina con l'Inter: "Ho l'imbarazzo della scelta e questo è molto importante".
La pretattica è un concetto molto italiano, diverso - invece - il suo approccio nei confronti del mondo arbitrale, una delle caratteristiche del suo dna: "Non ne parlo mai né prima, né dopo. Sono cresciuto così al Real Madrid. In Italia, invece, noto che si prova ad influenzare la prova dei direttori di gara con alcune dichiarazioni. In Inghilterra, ad esempio, è vietato. Continuerò a comportarmi così. Preferisco un profilo basso". Sul mercato, invece, è ambizioso: "Mi aspetto delle novità". L'identikit è chiaro: "Voglio rinforzi di qualità. Ci stiamo lavorando, siamo vicini a qualcosa e cerchiamo di chiudere al più presto". Benitez non parla di ruoli: "Sarebbe inutile farlo adesso, dico soltanto che chi arriverà deve essere più forte di quelli che ci sono: solo così miglioriamo. Preferisco un solo innesto piuttosto che due o tre che non servono al nostro progetto".
La squadra partità nel pomeriggio per la Sardegna: tra i convocati non c'è Paolo Cannavaro, colpito da influenza. Il capitano, comunque, non avrebbe giocato: il suo feeling con il Napoli, ormai, è agli sgoccioli.