NAPOLI - Alti e bassi, come sulle montagne russe. Il Napoli double face di Benitez c'è cascato ancora, passando nello spazio di quattro giorni dallo show europeo contro la Dinamo di Mosca al suicidio sportivo di Verona: 90' di arrendevolezza e impotenza, che hanno ricordato molto da vicino altre due sconfitte in trasferta, quelle di San Siro con il Milan e il più recente ko di Palermo. La luce degli azzurri si è spenta di nuovo, per un black-out che non può essere più catalogato come un male oscuro, ormai. Le ragioni del passo indietro di Hamsik e compagni sono infatti fin troppo chiare: dalla mancanza di concentrazione alle carenze qualitative e quantitative dell'organico, incapace di dare il massimo in tutte le gare e schiacciato dal peso di un tour de force che dura da mesi.
Ne ha dovuto prendere atto anche Benitez, mettendo a nudo in modo anche troppo esplicito i limiti della sua squadra. "Ci manca la maturità per lottare su tutti i fronti e il nostro rendimento è troppo discontinuo", ha ammesso a caldo il tecnico spagnolo, che negli ultimi tempi sta dando sempre più spesso l'impressione di aver finito le sue scorte di pazienza. Di cattivo umore anche De Laurentiis, che domenica si è allontanato dallo stadio Bentegodi senza nemmeno passare dagli spogliatoio: sbattendo idealmente la porta e togliendo ai giocatori pure il saluto. Il presidente ha preferito sbollire da solo la sua delusione, evitando ulteriori tensioni in un momento decisivo della stagione. Gli azzurri, nonostante gli alti e bassi, rimangono ancora in corsa su tre fronti. Giovedì sera a Mosca c'è la sfida di ritorno con la Dinamo e il Napoli avrà subito la grande chance di riscattarsi, andando a caccia della qualificazione per i quarti di finale di Europa League. Il vantaggio dell'andata (3-1) è abbastanza rassicurante: a patto, però, di non ripetere i gravissimi errori commessi a Verona in una delle gare più brutte dell'intero campionato.
Ma nelle Coppe è andata meglio e il ritorno di Higuain (dopo il disgraziato turn over di domenica al Bentegodi) sarà fondamentale dal punta di vista tecnico e psicologico. Gli azzurri hanno confermato di non poter fare a meno del loro leader e nemmeno dei gol di Manolo Gabbiadini, a sua volta finalmente pronto per il rientro a Mosca. Il Napoli è in emergenza tra infortuni (ko Gargano, Koulibaly e Strinic) e squalifiche: con Ghoulam e Albiol che dovranno saltare la prossima sfida di campionato con l'Atalanta di Marino e Reja, due ex. Un altro crocevia nella rincorsa alla zona Champions. Prima c'è la trasferta europea, però. E stavolta le montagne "russe " non saranno solo una metafora. La squadra di Benitez deve ritrovare subito il suo volto migliore.
Ne ha dovuto prendere atto anche Benitez, mettendo a nudo in modo anche troppo esplicito i limiti della sua squadra. "Ci manca la maturità per lottare su tutti i fronti e il nostro rendimento è troppo discontinuo", ha ammesso a caldo il tecnico spagnolo, che negli ultimi tempi sta dando sempre più spesso l'impressione di aver finito le sue scorte di pazienza. Di cattivo umore anche De Laurentiis, che domenica si è allontanato dallo stadio Bentegodi senza nemmeno passare dagli spogliatoio: sbattendo idealmente la porta e togliendo ai giocatori pure il saluto. Il presidente ha preferito sbollire da solo la sua delusione, evitando ulteriori tensioni in un momento decisivo della stagione. Gli azzurri, nonostante gli alti e bassi, rimangono ancora in corsa su tre fronti. Giovedì sera a Mosca c'è la sfida di ritorno con la Dinamo e il Napoli avrà subito la grande chance di riscattarsi, andando a caccia della qualificazione per i quarti di finale di Europa League. Il vantaggio dell'andata (3-1) è abbastanza rassicurante: a patto, però, di non ripetere i gravissimi errori commessi a Verona in una delle gare più brutte dell'intero campionato.
Ma nelle Coppe è andata meglio e il ritorno di Higuain (dopo il disgraziato turn over di domenica al Bentegodi) sarà fondamentale dal punta di vista tecnico e psicologico. Gli azzurri hanno confermato di non poter fare a meno del loro leader e nemmeno dei gol di Manolo Gabbiadini, a sua volta finalmente pronto per il rientro a Mosca. Il Napoli è in emergenza tra infortuni (ko Gargano, Koulibaly e Strinic) e squalifiche: con Ghoulam e Albiol che dovranno saltare la prossima sfida di campionato con l'Atalanta di Marino e Reja, due ex. Un altro crocevia nella rincorsa alla zona Champions. Prima c'è la trasferta europea, però. E stavolta le montagne "russe " non saranno solo una metafora. La squadra di Benitez deve ritrovare subito il suo volto migliore.