DIMARO - Tutte le attenzioni sono concentrate intorno a lui, in attesa dei prossimi colpi di mercato e del ritorno di Gonzalo Higuain, che anche Maurizio Sarri attende con comprensibile impazienza. "Non vedo l'ora di conoscerlo: è uno di quei giocatori che fanno sempre la differenza e in campo sarà la nostra figura di riferimento". Nel frattempo, però, il Napoli sta muovendo fisiologicamente i suoi primi passi nel segno del nuovo allenatore e delle sue direttive: tattiche e psicologiche. "Dobbiamo partire dall'umiltà, dalla applicazione e dall'allegria: se una squadra si diverte, durante le partite, getta le basi per divertire anche i suoi tifosi e molto spesso per vincere". Ma nel ritiro di Dimaro, dove gli azzurri sono al lavoro da cinque giorni, finora c'è stato poco da scherzare: con due interminabili sedute quotidiane. "D'estate si fatica di più: non stiamo facendo nulla di speciale. È normale passare tante ore tra schemi e palestra".
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Sarri ha un tallone d'Achille. "Di solito non parto mai bene, non gioco un calcio tradizionale e quindi le mie squadre hanno bisogno di un po' di tempo in più per metabolizzarlo". Di proclami e obiettivi non se ne parla, insomma. "Sarei presuntuoso se dicessi già ora dove può arrivare il Napoli. Posso solo dire che mi sembra un gruppo che fatica a trovare l'equilibrio. Spero che non sia un problema irrisolvibile. Ci stiamo già lavorando". Il tecnico è contento di avere De Laurentiis al suo fianco. "La forza a un allenatore la dà la società, quando c'è la fiducia del presidente è più facile far passare le innovazioni. Non credo di dover dimostrare niente ai giocatori, di cui peraltro sto apprezzando la grande disponibilità". Feeling e dialogo sono promettenti. "Hamsik mi ha detto che preferisce giocare a metà campo, Insigne vorrebbe fare il trequartista...". Più articolato il "progetto" per Higuain. "Spero che torni rilassato e riposato, anche se sono impaziente di conoscerlo. Se arriva anche un'ora prima dalle vacanze dà un bel segnale, ma conta di più che abbia la mente libera. L'ho visto troppo spesso nervoso, in campo. Se in campo tornerà a divertirsi sono sicuro che crescerà ancora di livello".
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Sul Napoli, invece, Sarri non si sbilancia. "Rendere al 101 per 100 è il mio obiettivo. Le aspettative dei tifosi sono quasi sempre superiori alle reali potenzialità della squadra. Noi abbiamo il quinto fatturato della A, non il primo. Ma in campo i valori si possono ribaltare e ci proveremo". Il tecnico punta sul lavoro, non sul mercato. "I colleghi che parlano solo della campagna acquisti mi stanno sui...". Diretto e sincero. Il nuovo pilota azzurro si è presentato così.
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Sarri ha un tallone d'Achille. "Di solito non parto mai bene, non gioco un calcio tradizionale e quindi le mie squadre hanno bisogno di un po' di tempo in più per metabolizzarlo". Di proclami e obiettivi non se ne parla, insomma. "Sarei presuntuoso se dicessi già ora dove può arrivare il Napoli. Posso solo dire che mi sembra un gruppo che fatica a trovare l'equilibrio. Spero che non sia un problema irrisolvibile. Ci stiamo già lavorando". Il tecnico è contento di avere De Laurentiis al suo fianco. "La forza a un allenatore la dà la società, quando c'è la fiducia del presidente è più facile far passare le innovazioni. Non credo di dover dimostrare niente ai giocatori, di cui peraltro sto apprezzando la grande disponibilità". Feeling e dialogo sono promettenti. "Hamsik mi ha detto che preferisce giocare a metà campo, Insigne vorrebbe fare il trequartista...". Più articolato il "progetto" per Higuain. "Spero che torni rilassato e riposato, anche se sono impaziente di conoscerlo. Se arriva anche un'ora prima dalle vacanze dà un bel segnale, ma conta di più che abbia la mente libera. L'ho visto troppo spesso nervoso, in campo. Se in campo tornerà a divertirsi sono sicuro che crescerà ancora di livello".
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Sul Napoli, invece, Sarri non si sbilancia. "Rendere al 101 per 100 è il mio obiettivo. Le aspettative dei tifosi sono quasi sempre superiori alle reali potenzialità della squadra. Noi abbiamo il quinto fatturato della A, non il primo. Ma in campo i valori si possono ribaltare e ci proveremo". Il tecnico punta sul lavoro, non sul mercato. "I colleghi che parlano solo della campagna acquisti mi stanno sui...". Diretto e sincero. Il nuovo pilota azzurro si è presentato così.